RIVELAZIONI: NAPOLEONE FU SCONFITTO IN RUSSIA DAI PIDOCCHI
(AGI) - Roma, 29 dic. - Non fu il generale Kutuzov, e nemmeno il Generale Inverno, a sconfiggere la Grande Armata di 600.000 uomini che Napoleone porto’ alla tragedia in Russia. Fu quello che lo storico Carlo M. Cipolla, in un libro di tanti anni fa, defini’ il “Nemico invisibile” dell’Umanita’: i pidocchi. La rivelazione, contenuta nell’ultimo numero del “Journal of Infectious Diseases”, e’ merito del lavoro di una equipe di storici della medicina francesi dell’Universita’ del Mediterraneo di Marsiglia.
Gli studiosi, che in questo modo sfatano uno dei punti fissi della storia militare e politica europea, nonche’ uno dei miti dell’immaginario collettivo transalpino, hanno indagato nel corso degli ultimi anni scavando nelle fosse comuni dove furono gettati i corpi dei soldati napoleonici a Vilnius. Era l’ultima tappa prima della salvezza, per la Grande Armata in fuga dopo il trionfo di Mosca e il dramma della Beresina. Vi arrivarono in 25.000, sopravvissero solo in 3.000. Al momento dell’arrivo dei russi, pochi giorni dopo, i corpi giacevano ancora accatastati lungo le strade e nei saloni dei palazzi nobiliari trasformati in ospedali da campo. I dragoni dello Zar li utilizzarono prima per tappare le finestre rotte e chiudere le porte, data la scarsita’ di legname da ardere, poi li gettarono in numerose fosse comuni.
In una di queste fosse gli scienziati francesi hanno esumato sette cadaveri ancora sufficientemente conservati per permettere lo studio del Dna e un esame dei resti delle uniformi. Su queste sono state rinvenute tracce della consistente presenza dei parassiti, in quantita’ tale da giustificare l’idea di una grande epidemia di tifo petecchiale.
Una grande epidemia per la Grande Armata, dunque. La presenza dell’infezione e’ dimostrata in almeno un terzo dei corpi contenuti nelle fosse, grazie a due diversi ma affini tipi di batterio. A conti fatti, si calcola che almeno 200.000 militari agli ordini dell’Imperatore possano essere stati sottoposti al contagio.
L’ipotesi del tifo petecchiale fornisce una spiegazione piu’ convincente, rispetto a quelle date finora, sul perche’ una volta giunti a Vilnius i francesi continuarono a morire in gran numero, senza un motivo apparente. Dal freddo infatti c’era riparo, la fame era un problema in via di soluzione. Fino ad oggi si e’ sempre pensato che fosse proprio l’eccesso di cibo nello stomaco ormai atrofizzato dei francesi a provocare tante morti. Invece, come gia’ avevano fatto gli eserciti di Marco Aurelio nella Roma del II secolo, furono le armate a portare in citta’ il Gran Morbo.(AGI)