SICILIA: TRA POLITICA E ACCUSE DI MAFIA, CUFFARO IN UN LIBRO
(AGI) - Palermo, 28 mar. - Arriva in questi giorni in libreria e nelle edicole “Cuffaro”, la prima biografia sul presidente della Regione siciliana. Un libro inchiesta delle Edizioni Arbor scritto dal giornalista Francesco Foresta. La vita privata, le prime esperienze politiche, aneddoti e retroscena sull’uomo piu’ potente e discusso della Sicilia. In oltre 200 pagine si trovano una galleria di personaggi, episodi inediti e fotografie tratte dall’album di famiglia. Un’intera sezione del volume e’ invece dedicata alla vicenda giudiziaria che coinvolge il presidente.
Il libro ha un prezzo di copertina di 11 euro e per ogni volume venduto un euro sara’ devoluto alla missione Speranza e Carita’ di Biagio Conte a Palermo. Per la prima volta Cuffaro apre il suo diario privato raccontando, dalla nascita ai giorni nostri, la sua ascesa politica. Dall’infanzia a Raffadali al distacco familiare in un collegio calabrese, dall’incontro con Giacoma, che diverra’ sua moglie, ai primi successi elettorali. Dalle nozze celebrate su un…campo di calcio agli anni delle elementari col padre a fargli da maestro. E poi l’universita’, il rapporto con i fratelli, il servizio militare alla Caserma Cascino: “Facevo le visite di idoneita’ - racconta il governatore nel volume - ma il lavoro non era dei piu’ stimolanti: i ragazzi si presentavano alla visita, io dovevo controllare eventuali anomalie ai testicoli che potevano risultare invalidanti per il servizio militare. Cento visite al giorno, 500 a settimana, 2.000 al mese, 24 mila in un anno. Diventai un vero esperto in…palle”.
Un’ampia sezione e’ invece dedicata agli anni della formazione politica di Cuffaro: dall’elezione in Consiglio comunale a Palermo nella lista capeggiata da Leoluca Orlando, alle “tentazioni” di aderire al progetto della Rete, dallo sbarco all’Ars degli inquisiti nel 1991, ai giorni dell’arresto del suo “maestro” politico, Calogero Mannino. Che Cuffaro, in un brano del libro, ricorda cosi’: “Fu un dramma sotto tutti i punti di vista. L’arresto di una delle persone piu’ importanti della mia vita, ma anche l’inchiesta che mi sfiora perche’ nella vita di Mannino c’ero io. Ho vissuto mesi d’angoscia. Ogni giorno andavo a trovare la moglie di Lillo, cercavo di aiutarla come potevo. Sapevo che in molti avevano rinnegato la loro amicizia, parassiti, anzi saprofiti, che erano scappati nel momento del bisogno. E vivevo il dramma di una donna che una volta alla settimana, alle cinque del mattino, andava a fare la fila in carcere per parlare col marito. Poteva portargli al massimo due chili di roba. Ed ero li’, con lei, quando preparava la borsetta con un po’ di prosciutto, due pere, due mele, la mozzarella, qualche libro”. (AGI)
Mrg (Segue)