LA NOTIZIA: ANCORA SANGUE ITALIANO A NASSIRIYA (ORE 14)

(AGI) - Nassiriya, 27 apr. - Il contingente italiano a Nassiriya e’ finito di nuovo nel mirino dei terroristi. Una bomba esplosa al passaggio di una pattuglia composta da militari italiani e rumeni ha provocato la morte di quattro soldati. Tre sono le vittime italiane: il capitano dell’esercito Nicola Ciardelli e due marescialli capo dei carabinieri, Franco Lattanzio e Carlo de Trizio. E’ rimasto gravemente ferito il maresciallo aiutante Enrico Frassinito, trasferito in un ospedale militare americano. Nell’attacco e’ morto un caporale della polizia militare rumena.
L’attentato a sud-ovest di Nassiriya e’ avvenuto alle 8:50 ora locale (le 6:50 in Italia), mentre i soldati raggiungevano la sala operativa integrata per iniziare il loro servizio.
Il contingente italiano, ridotto gradualmente dai circa 3.000 uomini dispiegati nel giugno del 2003, e’ composto da 2.600 soldati. Il governo ha annunciato l’intenzione di mettere fine alla missione militare entro la fine del 2006.
L’Italia era gia’ stata duramente colpita il 12 novembre del 2003. In un attacco alla base Maestrale persero la vita 19 italiani: 12 carabinieri, 5 soldati e due civili.
Del nuovo lutto che ha colpito il Paese si e’ fatto interprete il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi che ha espresso “sgomento e grande dolore”: “Tutta l’Italia, unita, si stringe attorno alle Forze Armate”, ha aggiunto. Il premier Silvio Berlusconi ha detto di essere “rimasto profondamente addolorato per la scomparsa dei nostri militari”.
In un messaggio al ministro degli Esteri Gianfranco Fini, monsignor Giovanni Lajolo ha riferito del “grande dolore” di papa Benedetto XVI. Al cordoglio dell’Italia si sono uniti la Commissione europea, che ha parlato di “attacco terribile e barbaro”, e gli ambasciatori Usa Spogli e britannico Roberts.
Subito si e’ aperto il confronto politico sulla missione. Per il leader dell’Unione, Romano Prodi, non e’ il momento di discuterne: “Ora dobbiamo semplicemente unirci al cordoglio delle famiglie”. Molte le richieste di ritiro immediato delle truppe italiane: l’hanno chiesto Francesco Cossiga, Alfonso Pecoraro Scanio, Antonio Di Pietro, Oliviero Diliberto e anche il sindacato dei Carabinieri in congedo.
“Oggi non e’ giornata di polemiche”, ha sottolineato invece Fausto Bertinotti. Secondo Piero Fassino, la presenza italiana deve assumere un profilo civile. Francesco Rutelli ha chiarito che “l’agenda dell’Italia in Iraq non sara’ modificata”.
Per l’azzurro Fabrizio Cicchitto, il “ritiro immediato” dei nostri militari sarebbe “una vittoria del terrorismo”. Il ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu ha ricordato che i soldati italiani sono “in missione di pace su mandato dell’Onu”. Per Fini i soldati “hanno onorato l’Italia nella sua interezza”.
Il capo del pool dell’antiterrorismo della Procura di Roma Franco Ionta ha aperto un’inchiesta, ipotizzando il reato di strage con finalita’ di terrorismo. (AGI)
Sab