URANIO: OSSERVATORIO MILITARE; 44 MORTI;PARTONO DENUNCE PENALI
(AGI) - Cagliari, 20 feb. - Il direttivo dell’Osservatorio Militare ha deciso di dare al legale delle famiglie Angelo Fiore Tartaglia, il mandato a depositare presso il Tribunale di Roma le denunce per ogni militare deceduto e/o malato a causa dell’uranio impoverito. La decisione - e’ scritto in una nota - e’ stata assunta “alla luce di altri casi di militari ammalati al rientro dalle missioni internazionali” e “in considerazione che ormai inizia ad essere consistente anche il numero di malati provenienti dall’Iraq”.
Sono ormai 44 i decessi accertati - prosegue la nota - ed oltre 300 i malati. La documentazione raccolta durante il lavoro della commissione d’inchiesta ed altre prove in possesso dell’Osservatorio non lasciano dubbi: a prescindere dal modo in cui l’uranio impoverito provoca gravi patologie ed in molti casi la morte, vi erano direttive, chiare ed inequivocabili, alle quali i vertici militari italiani avrebbero dovuto attenersi e dotare i nostri ragazzi delle misure minime previste che, alla luce dei fatti, avrebbero evitato la strage. La decisione di non dotare i nostri ragazzi delle misure minime di sicurezza fu presa con consapevolezza e terrificante freddezza: dotare i militari di misure precauzionali avrebbe fatto “scoprire” l’utilizzo di armamento nocivo e proteggere solo i militari e non i civili sarebbe stato “politicamente scorretto”.
Cambiano gli scenari - e’ scitto ancora nella nota - ma non cambia la superficialita’ con cui si gestiscono migliaia di uomini e donne che rischiano la vita lontano da casa. In Iraq, oltre al fosforo bianco e’ stato utilizzato anche UD e l’esperienza dei Balcani non e’ servita a maturare le coscienze dei vertici militari. Tumori ai testicoli, alla tiroide e linfomi di ogni tipo, sono l’eredita’ che l’impiego in Iraq ci sta lasciando. E’ una nuova situazione che meriterebbe uno studio serio e scientifico che, al momento, il comitato SIGNUM (creato dal Ministero della Difesa per difendere se stesso) non puo’ e non sa dare. (AGI)
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