PREVIDENZA: CGIA MESTRE, UNA PENSIONE SU DUE E’ DA FAME
(AGI) - Roma, 30 dic - In Italia una pensione su due non supera la soglia dei 500 euro al mese. Sia chiaro, specifica la Cgia di Mestre che ha condotto lo stuidio, non si parla di pensionati in carne ed ossa, bensi’ delle pensioni erogate agli italiani dall’Inps. Una distinzione sottile ma estremamente importante visto che molti pensionati sono titolari di piu’ vitalizi che includono quelli di anzianita’, di vecchiaia ma anche quelli sociali, di invalidita’ e di reversibilita’. Insomma, quasi 14 milioni e mezzo di assegni che, per il 48,9 % del totale (pari a 7.068.355 pensioni), non superano la soglia dei 500 euro al mese. Non solo. Di questi 7 milioni e 068 mila, quasi 1.800.000 (pari al 12,4 % del totale) non oltrepassano nemmeno la soglia dei 250 euro al mese. In merito a questi ultimi importi il riferimento e’ alle pensioni parzialmente integrate al minimo e con importo cristallizzato. Ovvero, pensioni liquidate al trattamento minimo che, per legge, conservano l’importo in pagamento al momento del superamento dei previsti limiti di reddito.
A descrivere gli identikit pensionistici erogati dall’istituto nazionale di previdenza sociale nel 2004 ci ha pensato l’Ufficio studi della Cgia di Mestre. E il risultato che emerge e’ molto allarmante. Se da un lato la spesa previdenziale continua ad aumentare, dall’altro gli importi corrisposti sono relativamente modesti e, come dicevamo, per oltre la meta’ non si supera di fatto la soglia di poverta’. Tuttavia, l’importo medio mensile erogato dall’Inps ai pensionati italiani e’ di 654,86 euro. Ma, fortunatamente, ci sono anche coloro che non si possono proprio lamentare. Stiamo parlando dei 55 mila e 648 titolari di pensioni che potremmo chiamare “d’oro”, cioe’ di coloro che prendono piu’ di 3.000 euro al mese che costituiscono una percentuale che non arriva allo 0,39% del totale delle pensioni erogate.
La Cgia ricorda che oltre ai circa 14 milioni e mezzo di pensioni Inps gli italiani percepiscono altri 8 milioni di vitalizi elargiti da altri istituti come il ministero del Tesoro, l’Inail, il ministero della Difesa, etc. “Da ultimo - ricorda Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre - non bisogna dimenticare che la spesa pensionistica in Italia incide per quasi i due terzi sulla spesa sociale complessiva. Importo nettamente superiore a quello medio europeo che si stabilizza attorno al 48,5%. Certo, le modalita’ di conteggio tra paese e paese sono diverse ma rispetto alla Francia (44,1%) e alla Germania (42,2%) la nostra spesa sociale e’ troppo squilibrata a favore della previdenza che ha dato il bicchiere d’acqua a tutti ma non ha tolto la sete a chi veramente ne ha bisogno”. (AGI)