LIBANO: PERES, GRAZIE A ITALIA PER SCELTA CORAGGIOSA
(AGI) - Roma, 31 ago. - Il vicepremier israeliano Shimon Peres ha ringraziato l’Italia per l’accelerazione impressa alla missione internazionale Unifil che sara’ dispiegata nel sud del Libano. “L’Italia sta svolgendo ruolo molto importante in Medio Oriente”, ha dichiarato in un’intervista rilasciata a Sky TG24 prima del suo incontro a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio Romano Prodi e il ministro degli Esteri Massimo D’Alema.
“E’ stata una scelta coraggiosa e importante”, ha sottolineato, “e adesso molti occhi sono rivolti verso l’Italia per vedere come dispieghera’ le sue forze. Siamo in attesa della nave Garibaldi con i soldati italiani e ringraziamo molto per questo”.
Peres ha spiegato che Israele si aspetta molto dall’operazione Onu. “Potrebbe scongiurare una guerra”, ha detto, “il libano meridionale e’ un posto piccolissimo e vi saranno 30mila soldati che saranno ottima garanzia che la guerra non si ripetera’, la loro semplice presenza e’ importante”. Prima, ha ricordato, l’Unifil aveva solo un ruolo di osservatore. Adesso invece i caschi blu “hanno il diritto di difendersi e di usare le armi” e “siamo contenti di sapere che i soldati italiani arriveranno con un equipaggiamento adeguato”. L’obbiettivo di Israele, ha assicurato, “non e’ vincere una guerra, e’ scongiurarla”.
Sull’ipotesi dell’invio di caschi blu a Gaza in caso di successo della missione in Libano, avanzata dal ministro di D’Alema, Peres non si e’ sbilanciato ma non ha nemmeno chiuso la porta. “Vediamo, magari un successo con il Libano potrebbe aiutare”, ha risposto. “La mia speranza e’ che non solo vi sia un esercito italiano nel sud del Libano, ma anche che l’Italia sia in grado di svolgere un ruolo politico nella soluzione del conflitto”, ha spiegato, “forse la buona volonta’ e la buona esperienza italiana aiuteranno a fare la pace”.
Peres ha parlato poi delle forti tensioni con Siria e Iran. “Noi vorremmo avere con i siriani”, ha assicurato, “il problema e’ che loro vogliono avere un monologo, vogliono che tutti accettino le loro condizioni”. Quanto al regime degli ayatollah, il vicepremier israeliano ha assicurato che “l’Iran non e’ un problema per Israele, e’ un problema per il resto del mondo”.(AGI)
Sab