SISMI: COSSIGA, POLLARI LASCIA PER DE GENNARO E MAGISTRATI
(AGI) - Roma, 15 dic. - “Oggi lascia la direzione del SISMI il Generale Nicolo’ Pollari, della Guardia di Finanza, benemerito dello Stato e del Paese. A lui da amico, da membro del Parlamento Nazionale e da politico che da anni segue il prezioso e spesso umiliato, lavoro dei servizi di informazione e sicurezza, rivolgo un ringraziamento per l’opera altamente meritoria da lui svolta a tutela della sicurezza interna ed esterna dello Stato, anche salvando, in qualche caso forse immeritatamente, la vita di cittadini italiani, vittime del terrorismo, appartenente ad una parte politica che si e’ poi associata ai suoi lapidatori; cui si sono rapidamente associate alcune delle persone da lui liberate. Nicolo’ Pollari lascia il servizio per i colpi congiunti di magistrati irresponsabili e della campagna senza limiti contro di lui condotta con intelligente spietatezza e per brama di potere dal Capo della Polizia prefetto Gianni De Gennaro, che si e’ ormai impadronito con i suoi sodali del settore ordine e sicurezza del Ministero dell’Interno, costringendomi a chiedermi a che cosa dedichi la sua intelligenza e il suo tempo l’amico Giuliano Amato, disinteressato e svogliato titolare nominale del Dicastero!”. Lo dice il Presidente emerito della Republica, Francesco Cossiga. “In questa opera di disarticolazione del SISMI e di delegittimazione del suo ormai ex-direttore, i magistrati milanesi e il Capo della Polizia -prosegue il senatore a vita- sono stati sostenuti dalla capace opera accusatoria e denigratoria di due brillanti giornalisti del quotidiano romano da tempo noto come “avvelenatore di pozzi”, diretto da un uomo intelligente ed onesto, ma incapace della direzione del suo giornale, inetto e senza autorita’ sul corpo redazionale. Nicolo’ Pollari lascia senza “onori”, pur promessigli avventatamente da parte del Governo e ormai avviato a fronteggiare un processo e forse la galera! Gli succede un brillante e probo ufficiale ammiraglio della Marina Militare, l’ammiraglio di Squadra Bruno Branciforte, ottimo militare e per molto tempo esperto operatore nel campo dell’intelligence. Essendogli amico, per il suo bene gli consiglio di fare il meno possibile, e mai niente che non sia preventivamente approvato dal Governo in modo da essere coperto anche penalmente dalla responsabilita’ di questo, e avendone anche preventivamente informato le procure della Repubblica competenti. A lui rivolgo il mio saluto insieme al pressante invito prudenzialmente a scegliersi subito un avvocato penalista: da De Lorenzo ad Allavena, da Henke a Siracusa a Battelli ed ora a Pollari, i direttori dei servizi -conclude- ne hanno avuto sempre bisogno, salvo l’avveduto mio caro amico scomparso Ammiraglio Fulvio Martini. A Branciforte formulo i miei piu’ cordiali auguri”. (AGI)
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