M.O.: ATTIVISTI DIRITTI UMANI, PESCATORI DI GAZA IN GINOCCHIO

(AGI/AFP) - Gerusalemme, 25 feb. - Israele ha messo in ginocchio il settore della pesca nella Striscia di Gaza. La denuncia e’ arrivata da ‘B’Tselem’, organizzazione israeliana per la difesa di diritti umani. Ai pescatori palestinesi e’ permesso gettare le reti entro un raggio di undici chilometri dalla costa ma dai giorni della cattura del colonnello israeliano Gilad Shalit la marina dello Stato ebraico ha praticamente impedito loro di lavorare. “Il divieto ha inferto un duro colpo al settore della pesca, fonte di sostentamento per numerosi abitanti della Striscia di Gaza. Si tratta di un divieto di fatto che e’ illegale perche’ appare come una punizione collettiva”, ha affermato B’Tselem in un comunicato.
Non solo. Una volta intercettati a mare, i pescatori sono obbligati a spogliarsi, tuffarsi in acqua e nuotare verso le navi israeliane, dove vengono issati a bordo e poi interrogati a lungo nel porto di Ashdod. Il comando militare dello Stati ebraico non ha smentito la notizia del divieto, rimandando alla necessita’ di difesa dalla minaccia terroristica. Un portavoce ha affermato che la marina militare deve “assicurare la difesa di Israele ” dagli attacchi che potrebbero arrivare dal mare. (AGI)
Fab