IRAN-G.B.: PENTAGONO,MARINAI CATTURATI ERANO IN ACQUE IRACHENE

(AGI/REUTERS) - Washington, 30 mar. - Il Pentagono sostiene la tesi della Gran Bretagna nella disputa con l’Iran suscitata dalla cattura, una settimana fa, di quindici tra marinai e incursori britannici nello Shatt al-’Arab, dove sarebbero illegalmente sconfinati in acque territoriali iraniane. Secondo il regime di Teheran, che ne ha documentato le presunte ammissioni per iscritto e alla televisione, i prigionieri avrebbero confessato la violazione della frontiera marittima, ma gli Stati Uniti “concordano con i britannici sul fatto che le accuse iraniane non sono credibili”: lo ha affermato il generale Michael Barbero, vice direttore operativo regionale presso lo stato maggiore interforze americano. Barbero ha precisato che le conclusioni Usa si basano sui dati di cui il governo di Londra ha messo a parte gli alleati di Washington: dati che dimostrano come i marinai britannici e le loro imbarcazioni si trovassero in acque irachene. Alla domanda se il ministero della Difesa americano disponga di elementi di fonte indipendente tali da assumere tale posizione, il generale non ha voluto rispondere: “La vicenda essendo quella che e’”, ha tagliato corto, “e’ probabile che non debba dire niente di piu’. Per quanto posso capire, si tratta di una situazione molto delicata, che attraversa una fase cruciale”. Quella di Barbero e’ la prima dichiarazione ufficiale dall’amministrazione Usa sulla crisi; finora lo stesso ministro, Robert Gates, aveva evitato di pronunciarsi in modo specifico. (AGI)
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