ALBANIA: ARMI PER L’ARMENIA BLOCCATE ALLA FRONTIERA TURCA
(AGI) - Tirana, 31 lug. - Il governo albanese sarebbe implicato in un traffico di armi a livello internazionale. Un incidente diplomatico con l’Azerbaijan avrebbe svelato un colossale traffico di armi che coinvolgerebbe il governo albanese e la societa’ statale alle dirette dipendenze del Ministero della Difesa che commercializza le armi prodotte nel paese e gli enormi arsenali ereditati dall’epoca comunista. Sessanta container di armi dirette in Armenia sono stati bloccati dalle autorita’ di Ankara alla frontiera turco armena. Secondo Ylli Pinari, direttore della societa’ statale “MEICO”, Military Export-Import Company, si e’ trattato di un regolare contratto di vendita ad un paese, l’Armenia, non sottoposto ad alcun embargo internazionale. Il direttore Pinari ha precisato che il carico non e’ stato sequestrato ma rispedito al porto di Durazzo da cui si tentera’ per altre strade di farlo giungere in Armenia.Il portavoce del Ministero della Difesa armeno, Seyran Shahsuvaryan, ha smentito categoricamente che ci fosse un contratto di acquisto di armamenti ma da Tirana spiegano che l’interesse armeno verso le armi albanesi nasce dal fatto che si tratta di armamenti simili a quelli in dotazione fin dall’epoca sovietica e che le autorita’ filo occidentali di Erevan non possono piu’ rivolgersi a Mosca per via delle relazioni oramai fredde e conflittuali. Il governo dell’Azerbaijan ha protestato inviando una durissima nota diplomatica. Il governo di Baku teme che queste armi possano servire ai separatisti armeni della regione del Nagorno Karabakh per una ripresa del conflitto. La “MEICO” ha continuato in questi anni una lucrosa attivita’ di vendita di armi verso aree nel terzo mondo del pianeta sconvolte da conflitti. Una attivita’ cominciata in epoca comunista e mai cessata e che e’ finita anche al centro di una inchiesta aperta dalla Procura di Bari, in Puglia. I kalashnikov albanesi prodotti senza licenza sono ben apprezzati e le guerre che hanno sconvolto negli ultimi anni il continente africano li hanno visti protagonisti. A dispetto delle autorita’ albanesi che dichiarano si tratti di una attivita’ del tutto regolare e mai rivolta a paesi sotto embargo, spedizioni di armi organizzate dalla “MEICO” e dal Ministero della Difesa albanese sarebbero state effettuate nel 2002 verso il Ruanda con il socialista Pandeli Majko Ministro. Lo stesso Majko nel 2004 ha donato ingenti quantita’ di armi dismesse dall’esercito albanese, al ricostituito esercito nazionale afgano. Con l’avvio del processo di adeguamento agli standard NATO in vista della piena adesione alla organizzazione si sono infatti resi disponibili enormi arsenali anche di armi pesanti oltre ai kalashnikov di cui solo ufficialmente e’ cessata la produzione. (AGI)
Cle/Tib