FAVISMO: CASULA,NON PIU’ DISCRIMINAZIONE PER SERVIZIO MILITARE
(AGI) - Cagliari, 29 ott. - Il favismo non sara’ piu’ un fattore di discriminazione nella valutazione medico-legale dell’idoneita’ al servizio militare. Lo prevede una direttiva del ministero della Difesa, del 26 ottobre scorso, che esclude l’arruolabilita’ solo in caso di “pregresse comprovate manifestazioni e modifiche”. L’ha ribadito stamane il sottosegretario alla Difesa Emidio Casula, che ha indicato pero’ un’ulteriore limitazione nei casi di deficit di G6PD, “motivata a particolari attivita’ di impiego operativo”.
Qualora la carenza enzimatica sia inferiore al 30% nei maschi e al 70% nelle femmine, i soggetti saranno comunque ritenuti in grado di assolvere il servizio militare, ma non potranno essere impiegati nelle zone a rischio malarico. In ogni caso, anche in assenza di patologia, laddove il marcatore di G6PD superi il 30% negli uomini e il 70% nelle donne, garantendo l’incondizionata arruolabilita’, saranno comunque adottate speciali precauzioni in caso di impiego in zone malariche, seguendo uno specifico protocollo compatibile con la carenza dell’enzima.
“Invitiamo gli Stati maggiori - ha detto stamane il sottosegretario Casula assieme al vicecapo di gabinetto, generale Luigi De Leverano - a prevedere gia’ nei prossimi bandi di concorso, fino al termine del periodo di sperimentazione, che la Direzione generale della Sanita’ militare del ministero ha fissato in un biennio, la selezione, l’arruolamento e il reclutamento dei volontari in ferma prefissata e del personale in servizio permanente nelle forze armate affetti da “deficit di G6PD”.
Nel rivalutare il difetto di G6PD la “Commissione per lo studio della compatibilita’ dell’enzimopatia, anche parziale, con lo svolgimento del servizio militare”, nominata l’8 marzo scorso, ha previsto anche l’identificazione di misure che riducano il rischio di esposizione ai potenziali fattori che scatenano l’emolisi, come per esempio un braccialetto. Il sottosegretario alla Difesa ha ricevuto, inoltre, il mandato dal ministero per rivedere analogamente alcune patologie finora ritenute causa di esclusione, come la betatalassemia, o altri parametri, quali l’altezza. (AGI)
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