BONIFICA BOMBE BASSO ADTIATICO: CONVENZIONE PUGLIA-MINAMBIENTE
(AGI) - Bari, 19 nov -L’accordo, finanziato dal 2002 per 5 milioni di euro dal Ministero, prevede che i vari enti interessati osservino i fondali, analizzino i sedimenti e identifichino gli ordigni e poi procedano, con l’ausilio dello Sdai della Marina militare, all’eliminazione. “Si tratta di un lavoro complesso - ha confermato Losappio - che vede la collaborazione di enti e personale specializzato, con alto impegno di capitale umano e finanziario, con precisi impegni per tutti gli enti firmatari”. Un’interrogazione parlamentare dell’allora deputato Nichi Vendola nel 1994 porto’ allo stanziamento - nel 2002 - della somma di 5 milioni di euro per la bonifica delle acque pugliesi. I porti principali sotto osservazione sono Manfredonia (bombe al fosforo), Molfetta e zona Torre Gavetone (iprite), Bari (iprite) e isola Otranto (esplosivi). In una seconda fase saranno sorvegliati vari altri porti, da Vieste a Leuca. “Tutto parti’ - ha spiegato Assennato - nel 1993 quando l’esercito Usa chiese all’Universita’ di Bari di analizzare i postumi dell’esposizione all’iprite dei pescatori pugliesi. A Bari infatti il 2 dicembre del 1943 un bombardamento tedesco fece saltare una nave carica di bombe all’iprite, la bonifica successiva fu fatta buttando a mare le bombe inesplose. Si tratta di aggressivi chimici pericolosissimi e vietati, i cui effetti erano ignoti agli Usa che eppure sperimentarono sui loro soldati gli aggressivi in altre occasioni. Il disastro di Bari diede vita a studi medici che portarono anche alla sperimentazione dei primi chemioterapici antiblastici antitumorali per curare i feriti”.(AGI)
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