SPECIALE: PER TAR DEL LAZIO E’ LUI IL COMANDANTE GENERALE GDF

(AGI) - Roma, 15 dic. - La sentenza del Tar del Lazio, emessa oggi dalla seconda sezione, ha una valenza immediata e dirompente: e’ il generale Roberto Speciale il comandante generale della Guardia di Finanza. Avendo accolto il ricorso dell’alto ufficiale contro la sua rimozione anticipata dalle funzioni di comandante generale delle Fiamme Gialle, i giudici amministrativi di primo grado hanno ristabilito la situazione precedente alla nomina dell’attuale comandante, il generale Cosimo D’Arrigo. E dunque Speciale torna ad essere il numero uno delle Fiamme Gialle: almeno formalmente e’ cosi’, ed e’ un dato incontestabile: la sentenza infatti dice che “il ricorso dev’essere accolto (per una serie di motivazioni esposte nella corposa relazione del collegio, ndr) con annullamento dell’atto impugnato” da Speciale, cioe’ il decreto del presidente della Repubblica del primo giugno che aveva sancito la revoca dell’uno e la nomina, al suo posto, dell’altro.
Sul piano pratico, pero’, e’ altrettanto evidente che nei fatti Speciale non tornera’ ad essere comandante generale, in quanto potrebbe esserlo solo per il tempo necessario perche’ il prevedibile ricorso che Presidenza del Consiglio, Ministero della Difesa e Ministero dell’Economia, rappresentati dall’Avvocatura dello Stato, e lo stesso generale D’Arrigo, proporranno al Consiglio di Stato per ottenere in prima battuta la sospensiva cautelare del provvedimento e quindi, nel merito, il ribaltamento dello stesso. Ovvero tornare alla situazione scattata il primo di giugno scorso, quando Speciale era stato rimosso e sostituito quindi da D’Arrigo. E nel collegio difensivo di Speciale e’ evidente la consapevolezza di questo quadro. Quello che conta e che viene sottolineato e’ pero’ il rilievo della sentenza, la sua portata ‘politica’: “Il Tar - commenta ancora il professor Filippo Satta, che con il professor Gianluca Esposito e l’avvocato Anna Romano, assiste il generale Speciale - ha fatto una saggia operazione di giustizia. Il decreto annullato comporta l’automatico reintegro ed e’ questo aspetto il vero risarcimento danni”, proprio perche’ a questi livelli di responsabilita’ non ha senso rientrare per un arco di tempo davvero limitato e peraltro sarebbe sempre un rientro sub-judice. (AGI)
Vic