CONTRADA: LEGALE, SOFFRE PERCHE’ E’ COME IN ISOLAMENTO
(AGI) - Napoli, 30 dic. - Le condizioni di Bruno Contrada, ricoverato e piantonato al padiglione ‘Palermo’ nell’ospedale ‘Cardarelli’ di Napoli si sono “aggravate, perche’, in questa struttura dove ci sono comunque medici di primordine, soffre dato che la detenzione e’ in una stanzetta di quattro metri per quattro, senza poter conversare ne’ leggere i giornali, in pratica un isolamento paragonabile al 41 bis”. Cosi’ descrive le condizioni dell’ex capo del Sisde il suo legale, l’avvocato Giuseppe Lipera. Lipera parla di un ricovero “coatto” a suo giudizio, nel quale si stanno facendo accertamenti su una condizione di salute gia’ certificata dalle relazioni di parte e da quelle degli ufficiali sanitari del carcere militare di Santa Maria Capua Vetere che indicavano patologie non compatibili con la detenzione e sulle quali il Tribunale di sorveglianza di Napoli si dovra’ pronunciare il prossimo 10 gennaio. Lipera aggiunge anche che un’ indagine medica di qualche tempo fa aveva indicato che Contrada soffre di una depressione reattiva allo stato di prigionia che “qui peggiora. Non ha nessuno con cui parlare come almeno faceva nel carcere casertano”. “Ho qui uno scritto di suo pugno - dice il legale - nel quale Contrada indica chiaramente che ‘non ho chiesto ne’ chiedo ne’ chiedero’ mai la grazia a quello Stato da cui mi sarei aspettato un grazie e non una grazia. Un grazie per tutto cio’ che ho dato allo Stato e soprattutto alla polizia’. Contrada ha chiesto di andare via, anche perche’ questo non e’ un ospedale militare e lui avrebbe diritto ad andare in quello del Celio”. Lipera ribadisce inoltre l’intenzione del suo assistito di chiedere la revisione del processo, una istanza di revisione gia’ pronta con un memoriale di sessanta pagine scritto dallo stesso Contrada cui sono allegati due volumi di documenti e una richiesta di acquisizione delle sentenze assolutorie nei confronti di Giulio Andreotti e Corrado Carnevale, pure indagati per concorso esterno alla mafia, e gli atti di un processo che si sta celebrando a Catania in cui si procede per calunnia aggravata con Contrada ammesso tra le parti civili”. Il legale sottolinea anche di aver telefonato ancora oggi al Tribunale di sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere per ottenere risposte alla richiesta di Contrada di essere dimesso: “domani e’ lunedi’ - dice - il magistrato di sorveglianza non puo’ negare la volonta’ del detenuto/paziente di andare via. Chiunque ha il diritto di dire in ospedale non ci voglio stare”. E poi conclude: “chiedero’ un incontro con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nella mia veste di cittadino, oltre che di legale di Contrada”. (AGI)
Lil/Stp