“CASERME DISMESSE SIANO CASE”, SIT-IN ACTION A CASTRO PRETORIO

(AGI) - Roma, 26 gen. -Un “assedio pacifico” alla caserma di Castro Pretorio. E’ la forma di protesta scelta dai militanti del Patto permanente contro la guerra (Action, Cobas, Rete dei comunisti, Sinistra critica e altri) per chiedere che le caserme in via di dismissione vengano utilizzate per “garantire il diritto all’abitare dei cittadini romani” e “non trasformate in centri commerciali”.
“Oggi, 26 gennaio - spiega il manifestino distribuito da un centinaio di militanti protagonisti di un blocco stradale - e’ la giornata proposta dal Forum sociale mondiale per iniziative in tutto il mondo contro il liberismo, il razzismo e il patriarcato. Oggi manifestiamo contro i luoghi di guerra”. E ancora: “la Finanziaria 2007 ha sancito il passaggio nel patrimonio pubblico di un numero consistente di beni immobili della Difesa non piu’ necessari per usi militari. La gestione di tale patrimonio e’ attribuita all’Agenzia del Demanio, che ha il compito di deciderne la destinazione in collaborazione con gli enti locali. Come ha riconosciuto l’ex presidente del consiglio Prodi si tratta della ‘piu’ importante operazione immobiliare dal dopoguerra’, e cio’ non solo perche’ riguarda beni per un valore di 4 miliardi di euro, ma anche perche’ incidera’ in maniera sostanziale sul volto delle nostre citta’”.
Per Action e le altre sigle aderenti al “cartello”, “l processo di dismissione dei siti militari deve rappresentare un passo importante per riconoscere i diritti dei cittadini e per migliorare la qualita’ della vita di chi vive le citta’: vogliamo che l’amministrazione comunale riconosca le caserme come beni comuni da impiegare per la creazione di un’altra idea di citta’, la difesa del diritto all’abitare e il diritto di asilo per i rifugiati, escludendo il loro utilizzo a fini speculativi”.
Nel pomeriggio, sit-in dello stesso tipo sono convocati davanti al ministero della Difesa, in Largo San Bernardo (alle 16) e davanti all’ambasciata Usa, in via Veneto (un’ora e mezza piu’ tardi). (AGI)
Bas