DESAPARECIDOS: DONNE DE PLAZA DE MAYO, GRAZIE ITALIA

(AGI) - Roma, 24 apr. - C’erano anche due rappresentanti delle donne di Plaza de Mayo ad assistere in aula alla lettura della sentenza contro gli ufficiali della marina militare argentina. Mamme anche loro di figli spariti all’improvviso, tanto che, anche se il dibattimento non riguardava i loro specifici casi, non hanno voluto perdersi il momento clou del processo d’appello per affermare di “essere grate alla giustizia italiana perche’ questa vittoria vale per tutti e 30mila i desaparecidos vittime della dittatura argentina degli anni settanta”. Angela Boitano (Comitato familiari italiani scomparsi), cui sono stati tolti due figli (Michelangelo il 29 maggio del ‘76 e Adriana il 24 aprile ‘77), ha espresso “grande soddisfazione”: “Oggi sono 31 anni esatti che non ho piu’ notizia di mia figlia. Credo che lei stia vedendo dall’alto l’esito di questo dibattimento e per me e’ un fatto importante. Mio figlio da tempo osserva quello che sta succedendo in Italia. Grazie a voi che rappresentate un esempio da portare avanti in Argentina dove ora c’e’ la concreta possibilita’ di celebrare processi”. La Boitano si e’ detta contenta anche del fatto di aver ricevuto i saluti degli avvocati della difesa: “Sono venuti a stringerci le mani, non credo che questa cosa in Argentina possa succedere. Oggi e’ una giornata di vittoria”. Molto commossa anche Vera Vigevani (Linea fundadora di Plaza de Mayo), la cui figlia Franca, studentessa, fu sequestrata all’eta’ di 18 anni e portata all’Esma: “Di lei ho saputo solo qualche anno fa da una sopravvissuta di quella scuola. So che mia figlia e’ morta in uno dei tanti voli della morte organizzati dai militari. E pensare che la mia famiglia era riparata in Argentina per sfuggire alle leggi razziali. Ettore, mio nonno materno, era finito nei campi di concentramento di Auschwitz e anni dopo mia figlia e’ stata toccata dallo stesso destino. Il mio impegno e’ trasmettere la memoria, andando in giro per le scuole e pubblicando libri nella speranza che si agisca in tempo, con mezzi pacifici, quando si capisce che le cose stanno andando in un verso sbagliato”. Parlando della sentenza, la signora Vigevani ha detto di “avere sempre avuto una grande fiducia nei confronti della giustizia che e’ essenziale ed educativa perche’ oltre a punire i colpevoli insegna a prendere coscienza dei reati e della necessita’ assoluta a non essere mai passivi e indifferenti quando le cose tremende stanno per accadere. Dico grazie alla magistratura italiana e a quanti si sono impegnati perche’ si arrivasse a questo punto”. (AGI)

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