(SCHEDA) OSTAGGI LIBERATI: DIECI GIORNI CON IL FIATO SOSPESO
(AGI) - Roma, 29 settembre - Il 19 settembre diciannove persone, tra cui 5 turisti italiani, sono rapite nell’Egitto meridionale in una zona al confine con il Sudan e Il Ciad. IL gruppo e’ formato oltre che dai 5 connazionali, da altrettanti
tedeschi, un rumeno e 8 guide egiziane. Ecco la cronologia degli eventi che, per dieci giorni, hanno tenuto l’Europa con il fiato sospeso:
- Venerdi’ 19 settembre - Il convoglio, composto da alcune
fuoristrada, viene bloccato dai rapitori nel deserto del
Sahara, al confine tra Egitto e Sudan, a sud-ovest di Assuan. I
turisti erano stati accompagnati a visitare alcune caverne
preistoriche.
- Lunedi’ 22 settembre - Diffusa la notizia del rapimento, si
rincorrono voci sull’immediata liberazione degli ostaggi, fino
all’annuncio in serata del ministro degli Esteri egiziano che
da New York afferma: “sono liberi e stanno bene”. Immediata la
smentita dell’agenzia ufficiale egiziana “Mena” e della
Farnesina.
- Martedi’ 23 settembre - I rapitori fanno sapere di essere
pronti a uccidere gli ostaggi, qualora si fosse tentato di
liberarli con un blitz armato. Viene ribadita la richiesta di
un riscatto tra i 6 e gli 8 milioni di euro.
- Mercoledi’ 24 settembre - Frattini annuncia che gli ostaggi
stanno bene, ma chiede “un silenzio stampa di responsabilita’”.
Proseguono le trattative tra i governi interessati (tedesco,
italiano ed egiziano) e i rapitori.
- Giovedi’ 25 settembre - Gli ostaggi vengono trasferiti in
Libia. Secondo il governo sudanese, i rapitori sono legati ai
ribelli del Darfur. Il governo di Khartum cede a Tripoli il
controllo dei movimenti del gruppo. Il ministro degli Esteri,
Franco Frattini annuncia di ritenere probabile il trasferimento
in Libia.
- Venerdi’ 26 settembre: nessun contatto dagli ostaggi.
- Sabato 27 settembre: gli ostaggi sono avvistati di nuovo in
Sudan, diretti verso l’Egitto. Si diffonde la notizia che siano
a “corto di cibo”
- Domenica 28 ottobre: fallisce il blitz delle forze di
sicurezza sudanesi che comunque uccidono sei rapitori e ne catturano due.
- Lunedi’ 29 ottobre: la tv di Stato egiziana annuncia la liberazione. La notizia viene quindi confermata dal ministro degli Esteri, Franco Frattini che sottolinea che non e’ stato pagato alcun riscatto. All’operazione, dice, hanno preso parte unita’ speciali delle forze armate italiane e tedesche. Una fonte del ministero della difesa egiziano ha rivelato che il blitz e’ stato compiuto poco prima dell’alba da unita’ della Brigata Fulmine. Nel conflitto a fuoco meta’ dei 35 rapitori sono stati uccisi e gli altri sono riusciti a fuggire. (AGI)
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