SOMALIA: PIRATI SU CARGO UCRAINO SI SPARANO TRA LORO, 3 MORTI

(AGI/REUTERS/AFP) - Nairobi, 30 set. - “Si tratta semplicemente di propaganda, propalata da qualcuno che non e’ al corrente della situazione”, ha rincarato la dose Ali. “Siamo compatti nel punire chi abusa delle acque della Somalia”. A suo dire i 20 milioni di dollari pretesi per rilasciare il cargo, pari a 13,7 milioni di euro, non sarebbero “un riscatto”, bensi’ “una multa per aver illecitamente trasportato armamenti” nel tratto di mare sotto la sovranita’ del Paese del Corno d’Africa.

I predoni hanno inoltre voluto dire la loro sul giallo che avvolge la reale destinazione del ‘Faina’, e in particolare dei carri armati, dei lancia-granate e delle munizioni che ha nelle stive: ufficialmente erano in rotta per Mombasa, destinati al ministero della Difesa del Kenya, in ottemperanza a un accordo di assistenza militare concluso con le autorita’ di Kiev. Ieri pero’ dal Bahrein il portavoce della V Flotta Usa di stanza nel Golfo Persico, Nathan Christensen, aveva affermato di “disporre di notizie in base alle quali nave e carico erano diretti in Sudan”, per la consegna a misteriosi compratori. Chiunque ne fosse il singolo beneficiario, una fornitura del genere assumerebbe ben diversa portata qualora non se fosse fatta al governo kenyota; inoltre, violerebbe l’accordo di pace firmato nel 2005 tra Khartoum e i ribelli del Sud Sudan. Sia l’Ucraina sia Nairobi hanno smentito il portavoce della V Flotta americana, cosi’ come fonti dello stato maggiore sudanese. “Confermiamo che quelle armi non appartengono al governo del Kenya bensi’ al Sudan meridionale”, ha affermato pero’ Ali “ma, chi mai ne sia il proprietario”, ha concluso, “non e’ un problema nostro. Il nostro problema sono i 20 milioni di dollari. Una richiesta che ribadiamo”. (AGI)

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