ARCHIVIO STATO CATANZARO: CIMINO, PROPOSTA LEDDA NON NUOVA
(AGI) - Catanzaro, 19 feb. - “Paradossalmente, il pregio della proposta avanzata in questi giorni dall’onorevole Quirino Ledda, e’ di non essere originale, ne’ di esclusivo copyright. E’ da anni che tanti, interrogandosi sul futuro piu’ idoneo per l’edificio storico in cui era allocato l’ex Ospedale Militare, pensano di utilizzarlo quale sede dell’Archivio di Stato. Anche noi ne abbiamo fatto un cavallo di battaglia nell’ultima competizione elettorale per l’elezione del Sindaco”. Lo afferma Franco Cimino, consigliere comunale di Nuova Alleanza. “Ricordo questo - aggiunge - non per togliere un solo grammo all’iniziativa del coraggioso cultore delle bellezze storiche di Catanzaro, ma per affermare che se una idea contiene intelligenza e larga condivisione, quella e’ la proposta giusta. La piu’ sicura e di piu’ rapida esecuzione. La competenza sull’edificio e’ del Ministero della Difesa, cosi’ come la proprieta’ e’ del Demanio ? E chi se ne importa ? Anzi, meglio ! Ci troverebbe tutti uniti a far pressioni verso chi di dovere, per la migliore utilizzazioni degli edifici pubblici contro la deleteria logica dell’abbandono e delle non finalizzate dismissioni. La Citta’ ha sete di edifici importanti. Direi, che una delle cause della sua poverta’, consista nel non aver proprieta’ di beni storici. Addirittura, la Provincia possiede palazzi o parti di essi, che farebbero invidia alle piu’ antiche citta’. Allora, una delle politiche piu’ sagge, lo ripeto, sarebbe quella di recuperare l’uso a fini pubblici - secondo una programmazione lungimirante e coerente con il disegno di citta’ antica e moderna - di tutte le aree e strutture dismesse, o male impiegate, sia pubbliche che private. In questo principio andrebbe collocata, fuori da periodiche e generiche iniziative, la preziosa alleanza Ospedale Militare - Archivio di Stato. La verita’ e’ che si e’ puntato assai poco, negli anni, - aggiunge - su questo principio, di cui pochi conoscono l’importanza, anche di natura economica. Erroneamente, si pensa che l’Archivio sia l’armadio ammuffito dentro cui stipare carte ingiallite di un tempo che non ci appartiene. Una cosa morta come il tempo che fu. Si pensa inoltre che, proprio per tale ragione, il prodotto inanimato sia gia’ tutto e bell’e’ e pronto. Che ad esso non manchi niente e gli spazi possano essere trovati anche nell’attuale vecchia struttura, che per un “impossibile” interminabile restauro e’ stata costretta a dividere l’immenso patrimonio cartaceo, con destinazione della sua meta’ a Lamezia Terme. Nulla di piu’ sbagliato - aggiunge - L’Archivio di Stato e’ vita, anima che si estende al di la’ della quantita’ di documenti posseduti”. (AGI)
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