MARZABOTTO: BOLOGNA, PRIMA UDIENZA FAMILIARI CONTRO STATO
(AGI) - Bologna, 20 feb. - Si e’ svolta questa mattina presso la terza sezione civile della Corte di Appello di Bologna, la prima udienza nell’ambito del ricorso avanzato contro il Ministero della Difesa dai familiari delle vittime della strage di Marzabotto, i quali denunciano l’insabbiamento e il ritardo delle indagini sull’eccidio - oltre 750 civili furono uccisi - perpetrato dalle truppe naziste nelle colline di Monte Sole, tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944. I 270 familiari delle vittime costituitasi parte civile - difesi dagli avvocati Giuseppe Giampaolo e Andrea Speranzoni - hanno chiesto 480 milioni di euro a titolo di risarcimento calcolati sulla base della legge Pinto che stabilisce la durata ragionevole del processo e la conseguente equa riparazione. Tutto nasce con il ritrovamento, nel 1994 all’interno del cosiddetto “armadio della vergogna” di Palazzo Cesi a Roma dei fascicoli sugli eccidi dei nazisti in Italia tra cui anche gli atti, istituti nel Dopoguerra, relativi alla strage di Marzabotto. Questo fascicolo secondo l’avvocato Speranzoni era stato archiviato provvisoriamente “con un provvedimento giuridicamente abnorme che non e’ mai esistito nel nostro ordinamento. E’ stato un escamotage per insabbiare il fascicolo e per dare spazio alla Ragion di Stato”. Riferendosi al periodo compreso tra il 1994 e il 2002 i difensori delle famiglie, poi, lamentano anche “l’irragionevole durata di questa indagine” i cui fascicoli erano stati inviati, per competenza territoriale (nel dicembre del ‘94), alla Procura Militare di La Spezia. Formalmente sono stati avviati 4 ricorsi dai famigliari delle vittime. La sentenza di questo primo troncone - che vede come parti civili i familiari residenti in Emilia Romagna - e’ prevista nei prossimi giorni e sempre a Bologna si terra’ un’ulteriore udienza il 20 marzo. Il 6 marzo sono previsti gli altri due procedimenti davanti alla Corte di Appello di Genova. “Aspettiamo con serenita’ il giudizio - ha detto il presidente dell’Associazione dei famigliari delle vittime della strage di Marzabotto, Valter Cardi -. Tuttavia, il risarcimento non ripaghera’ mai il dolore e il danno recato ai parenti delle vittime”. (AGI)
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