LIBRI: APPUNTAMENTI A BRUXELLES PER MARINO E BADOLATI

(AGI) - Cosenza, 23 mar - Letteratura e giornalismo d’inchiesta, tra intrighi internazionali e leggende di paese, vivono nelle pagine de” I misteri di Balacari “di Domenico Marino e “Il mig delle bugie. Segreti di stato e verita’ nascoste” di Arcangelo Badolati, giornalisti di “Gazzetta del Sud” e autori di due volumi che saranno presentati lunedi’ prossimo 30 marzo alle 19 nella Piola.libri di rue Franklin a Bruxelles. Badolati, caposervizio della redazione cosentina della “Gazzetta” con alle spalle numerose pubblicazioni sulle devianze criminali e gialli irrisolti, nel suo libro analizza con l’accuratezza del saggista e lo stile limpido del giornalista un caso destinato a rimanere insoluto: il giallo d’un mig libico trovato nei boschi della Sila circa un mese dopo la strage di Ustica. Il 18 luglio del 1980 una telefonata allerto’ i carabinieri di Caccuri, nel Crotonese, della presenza dei resti di un aereo tra le montagne di Castelsilano, piccolo centro dell’altopiano calabrese. Scatto’ l’allarme, avviando un giallo infarcito di contraddizioni, errori di valutazione e risposte mancate. Pressato dall’opinione pubblica, il nostro ministero della Difesa diffuse dopo poche ore un comunicato ufficiale. Nel documento si riferiva che era stata ritrovata la carcassa di un Mig 23 monoposto di fabbricazione sovietica in dotazione alle forze aree libiche. Nella cabina il cadavere di un pilota di carnagione scura e dell’apparente eta’ di trent’anni. Mohammar Gheddafi, dall’altra parte del Mediterraneo, rispose con un comunicato ufficiale del suo governo: “Il nostro pilota era in volo d’addestramento e a causa di un improvviso collasso ha perso il controllo dell’aereo, precipitando”. Gli inquirenti diedero subito la sensazione di voler chiudere in fretta il caso. Probabilmente, sulla questione non sapremo mai la verita’. Ne I misteri di Balacari, invece, Domenico Marino, redattore di “Gazzetta del Sud” e collaboratore di “Agi” e “Avvenire”, racconta una Calabria che non c’e’ piu’, conservata solo nei ricordi di quanti l’hanno vissuta. Balacari, borgo ideale che deve il suo nome proprio a un anagramma di Calabria, e’ il paese simbolo d’un mondo di ieri che nelle pagine del volume rivive grazie ai racconti d’un “sittantino” tornato in paese da Bruxelles dopo cinquant’anni d’emigrazione forzata a causa d’un fatto di sangue. Il protagonista, Francesco De Seta, che tra i vicoli di Balacari torna a essere solo Ciccio, ritrova la sua terra nel dialogo con un quindicenne nipote del suo migliore amico che, come il loro paese, purtroppo non c’e’ piu’. Magia della narrativa, per la quale tutto e’ possibile, Ciccio ripopola il centro storico, resuscita i suoi abitanti, restaura le case abbandonate, riapre i magazzini malinconicamente sbarrati riempiendoli di merce, riassapora la vita del paese. Passeggiando, con l’incedere pacato degli anziani, riscopre i mille misteri di Balacari. (AGI)

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