CRISI: SETTORE PULIZIE AL COLLASSO PER RITARDI PAGAMENTI P.A.
(AGI) - Roma, 27 mar. - Le imprese del settore delle pulizie sono vicine al collasso, oppresse dai ritardati pagamenti della Pubblica Amministrazione, dalla crisi di liquidita’ e dagli effetti della crisi industriale. E’ l’allarme lanciato nel convegno promosso a Napoli da ANIP - l’Associazione Nazionale Imprese di Pulizia di Confindustria (oltre 200 aziende che fatturano 980 milioni di euro e occupano 30.000 addetti). Il settore delle imprese di pulizia e multiservizi, che oggi conta su una significativa presenza di aziende con sede in Campania (molte delle quali leader a livello nazionale), e’ tra i piu’ colpiti dai tagli della spesa pubblica e dalla crisi industriale che sta impattando sul comparto attraverso una consistente riduzione delle prestazioni richieste (con punte fino all’80% per il Ministero della Difesa).
A cio’ si aggiungono gli effetti devastanti della stretta creditizia, accentuatasi negli ultimi mesi, che colpisce duramente le aziende del settore, il cui capitale principale sono le risorse umane e la fidelizzazione dei clienti; di qui la necessita’ non solo di individuare adeguate metodologie di valutazione piu’ aderenti alla realta’ delle imprese di servizi, ma soprattutto di prevedere sistemi di garanzia del credito per le imprese labour intensive.
Nell’attuale fase recessiva risulta ancora piu’ paradossale il fenomeno, quasi esclusivamente italiano, del ritardo dei pagamenti dovuti dalla Pubblica Amministrazione alle aziende di servizi; tale ritardo continua a crescere, soffocando finanziariamente le imprese.
“E’ oggi improcrastinabile”, sostiene Claudia Giuliani, Presidente Anip, “un intervento del Governo per accelerare i tempi di pagamento, anche per rispondere alla crisi di liquidita’. Occorre, inoltre, rimuovere gli ostacoli legali che penalizzano le imprese nei rapporti con la Pubblica Amministrazione; ed e’ questo l’obiettivo, non solo politico, dell’Esposto presentato dal TAIIS (Tavolo Interassociativo Imprese di Servizi di cui FISE e’ fondatrice) nelle scorse settimane alla Commissione europea per violazione delle norme comunitarie”. (AGI)
Red/Ant