LA NOTIZIA: NAPOLITANO, 25 APRILE DEVE UNIRE (ORE 14)

(AGI) - Roma, 23 apr. - La Resistenza fu un fenomeno che abbraccio’ tutta la nazione. Ci fu quella dei partigiani, quella dei militari e quella del popolo. Quindi e’ “importante che quest’anno il 25 aprile sia celebrato in qualsiasi modo e in qualsiasi luogo” ricordando “l’una o l’altra delle componenti della Resistenza. L’importante e’ che ci unisca la consapevolezza e lo stesso impegno per conservare i valori della Resistenza che si sono tradotti nella Costituzione repubblicana”. Alla vigilia della festa della Liberazione il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano torna cosi’ sulle celebrazioni del 25 aprile.

Napolitano si e’ recato questa mattina a visitare il sacrario di Forno di Coazze, dove riposano le salme di 300 partigiani di tutte le estrazioni politiche, sociali e culturali. Tra loro anche cechi, slovacchi, francesci, inglesi e americani. Il Capo dello Stato ha detto basta ai tentativi di “svalutare o diffamare, come purtroppo ancora avviene, l’esperienza partigiana. Questa, piaccia o no, fu determinante per restituire liberta’ e dignita’ al nostra Paese”. I partigiani furono parte essenziale di un movimento piu’ ampio e piu’ profondo di reazione che fu anche “popolare e militare”. Non sempre i tre aspetti della Resistenza sono stati ricordati allo stesso modo. Anche per questo, ha proseguito, “dopo domani saro’ a Mignano Montelungo” per ricordare la prima battaglia che vide combattere il rinato Esercito italiano dopo l’8 settembre. Militari che, in altri casi “si unirono alle formazioni partigiane” oppure, a Cefalonia come altrove, combatterono a viso aperto contro i nazzisti. Oggi, ha aggiunto, “occorre dare peso a questa unitarieta’”. (AGI)

Ted