G8: PORCU (PD), QUELLA DEL PREMIER SCELTA DEMAGOGICA
(AGI) - Cagliari, 23 apr. - “Non ci sara’ alcun risparmio nella decisione del Governo di trasferire il G8 da La Maddalena a L’Aquila, perche’ le infrastrutture previste per un simile evento non si improvvisano. Quella di Berlusconi e’ solo l’ennesima scelta demagogica che rincorre l’umore popolare del momento in questo caso strumentalizzando il dramma del terremoto abruzzese sulla pelle dei sardi”. Queste le affermazioni del consigliere regionale del PD, Chicco Porcu, sulla decisione del Governo di spostare il G8 da La Maddalena a L’Aquila. “Non c’e’ alcun risparmio e nessun vantaggio concreto in una decisione che fara’ spendere piu’ soldi al Governo e complichera’ i lavori di ricostruzione in Abruzzo per le complesse operazioni di sicurezza legate ad un evento che ospitera’ i principali leader mondiali ed oltre 5000 persone”. “Ci sono, invece, in questo momento centinaia di persone al lavoro e decine di imprese che si chiedono cosa succedera’ del loro domani, chi paghera’ le opere quasi ultimate, chi fara’ fronte alle centinaia di contenziosi che si apriranno. Ci sono le decine di milioni di investimenti privati che rischiano di andare in fumo insieme agli oltre ai 200 milioni di investimenti pubblici. Ci sono i 2000 disoccupati di La Maddalena che dopo anni di vincoli imposti dalla Marina Militare italiana e dalla base missilistica americana avevano visto nel G8 un’occasione di riscatto, una speranza in un futuro migliore. E c’e’ uno sfregio inaccettabile alla nostra Regione che vede prendere una decisione fondamentale per il proprio futuro senza neanche avere la possibilita’ di far sentire la propria voce, senza essere consultata come prevede l’articolo 47 del nostro Statuto d’Autonomia della Sardegna. Una Sardegna che appare condannata alla subalternita’ per le risorse che spariscono per la Sassari-Olbia per le bonifiche ambientali che non si faranno nel Sulcis, per il polo chimico che non riparte, per i tagli alla rete scolastica imposti dal Decreto Gelimini, per i vincoli imposti dal Governo alla spesa e agli investimenti della Regione attraverso il vincolo del patto di stabilita’”. “Ci aggrappiamo alla speranza di una improbabile, ma auspicata reazione del presidente della Regione Cappellacci”, Conclude Chicco Porcu. “Presidente dimostri di non essere succube del Governo nazionale, faccia prevalere il buon senso, difenda gli interessi dei sardi e noi saremo con lei”. (AGI)
Red/Cog