25 APRILE: NAPOLITANO, RISPETTO E PIETA’ PER TUTTI

(AGI) - Mignano Monte Lungo (Caserta), 25 apr. - Il contributo dei militari al moto della Resistenza “e’ racchiuso nelle cifre degli 87 mila caduti nella guerra di Liberazione, caduti combattendo nelle stesse formazioni partigiane e soprattutto nelle unita’ del rinato esercito italiano operanti in guerra insieme con le forze alleate”. Napolitano ricorda “lo straordinario valore, militare, morale e politico, per l’Italia e per il suo futuro della battaglia di Monte Lungo”, attestato dallo stesso generale americano Clark, comandante della V Armata. “Si apre cosi la strada - dice - al passaggio dal primo raggruppamento motorizzato del Regio esercito alla nascita del Corpo italiano di liberazione, cui sarebbero succedutisi i gruppi di combattimento, che avrebbero annoverato quasi 50 mila uomini. Questa cifra e quelle dei militari colpiti solo tra il settembre ‘43 e il settembre ‘44, 470 caduti, 1.195 feriti e 175 dispersi, danno la misura anche quantitativa del contributo offerto dal rinato esercito italiano alla guerra di Liberazione”. “E guardando a cio’ che questa fu - prosegue - appaiono davvero molto sommari certi discorsi sulla limitatezza della partecipazione alla Resistenza in tutte le sue espressioni. L’Italia visse, con l’8 settembre 1943 e nel periodo successivo, in cui rimase tagliata in due e intimamente divisa, una tragedia nazionale da cui seppe risorgere come un Paese libero, democratico animata da valori di pace, di lavoro, di solidarieta’ e di giustizia, che trovarono la loro magistrale e duratura espressione nella Costituzione repubblicana”. Il Presidente della Repubblica conclude ribadendo “il valore per l’Italia e per la patria, della scelta che fecero tutti coloro che si schierano e si batterono per la liberazione del nostro Paese dall’oppressione nazifascista”. In primo piano i militari, “che restarono fedeli al giuramento prestato, in doverosa obbedienza alle direttive del re come capo dello Stato e del governo legittimo, e secondo un fondamentale principio di continuita’ dello Stato italiano presero il loro posto nella guerra di liberazione”. Per questo indirizza un messaggio “di forte apprezzamento e vicinanza alle Forze Armate, che assolvono i compiti loro assegnati dalla Carta costituzionale”, e che si distinguono nella partecipazione ad importanti missioni internazionali per la pace, la stabilita’ e il progresso in zone del mondo critiche. “L’Italia puo’ contare sui nostri militari e su tutti i cittadini per quella mobilitazione consapevole che oggi si impone al fine di superare la grave crisi attuale, perche’ ne scaturisca una societa’ piu’ dinamica, piu’ aperta e piu’ giusta”, termina il Capo dello Stato, esclamando “viva la Resistenza, viva le Forze Armate, viva l’Italia!”. (AGI)

Lil/Chi