PIRATI: SOMALI ARRESTATI, SIAMO STATI COSTRETTI DA ALTRI

(AGI) - Roma, 25 mag. - I nove pirati somali intercettati e arrestati dalla fregata Maestrale della Marina militare italiana, venerdi’ scorso, sarebbero stati costretti ad assaltare la nave Maria K., o qualsiasi altra nave eventualmente incrociata sul loro cammino, da altre persone che terrebbero prigionieri i familiari dei pirati stessi. Sono stati i nove, collegati in videoconferenza dal Maestrale con il gip Riccardo Amoroso, a fornire questo dettaglio dell’operazione. A riferirlo e’ stato il pm Giancarlo Amato che, con il gip, ha potuto ascoltare dal comando generale della Marina militare a Roma, l’interrogatorio in videoconferenza, al termine del quale il gip ha convalidato l’arresto. I pirati hanno anche ammesso di aver avuto a bordo un grande quantitativo di armi, tutte gettate a mare nel momento dell’operazione condotta dal Maestrale e da uomini del battaglione San Marco, trattenendo solo un kalashnikov. “Gli indagati si sono mostrati sereni, collaborativi e soddisfatti del sistema di garanzia offerto loro dal personale militare”, ha spiegato Francesca Baldassarra legale degli indagati. D’altra parte la Marina militare, sentita la polizia penitenziaria italiana, aveva gia’ predisposto il sistema di contenimento degli arrestati: in un grande container, nel quale normalmente vengono custoditi due elicotteri, sono stati sistemati dei pannelli per ricavare tre stanze in ognuna delle quali custodire tre delle persone arrestate. Inoltre sono stati garantiti loro tre pasti al giorno e un tappetino per pregare indicando loro, di volta in volta, la direzione della Mecca. (AGI)

Cli/Rm/Dib