M.O.: SCHIAFFO AL G8, 50 NUOVE CASE IN INSEDIAMENTO DI ADAMO

(AGI/AFP) - Gerusalemme, 29 giu. - L’appello del G8 a Israele perche’ congeli l’attivita’ di insediamento e’ destinato a restare inascoltato. Il governo di Benjamin Netanyahu ha annunciato la costruzione di altre 50 case nella colonia di Adamo, a nord di Gerusalemme.

Il provvedimento, si legge in una nota, e’ stato approvato dal ministero della Difesa e le 50 nuove unita’ abitative (e non insediamenti, come erroneamente scritto in precedenza) serviranno ad alloggiare circa 200 coloni rimasti senza casa dopo la demolizione di quelle a Migron, un avamposto illegale poco lontano. Si tratta delle prime unita’ abitative delle 1.450 la cui costruzione e’ stata approvata per estendere la colonia di Adamo. Un portavoce del ministero ha pero’ sottolineato che solo di 190 di queste e’ stata progettata la costruzione. Appena venerdi’ scorso i ministri degli Esteri del G8 avevano chiesto a Israele di congelare le attivita’ di insediamento, incluse quelle a “crescita naturale”, ossia l’espansione delle colonie gia’ esistenti.

La notizia della costruzione di queste 50 nuove abitazioni e’ venuta a poche ore dall’incontro che il ministro della Difesa, Ehud Barak, deve avere a a New York con l’inviato americano per il Medio Oriente, George Mitchell - anche lui presente ai lavori di Trieste - al quale proporra’ un congelamento degli insediamenti in Cisgiordania per tre mesi che esclude pero’ i progetti gia’ esistenti in via di completamento. Il presidente Barack Obama si e’ piu’ volte appellato allo Stato ebraico chiedendo di fermare gli insediamenti in Cisgiordania per rilanciare il processo di pace con i palestinesi.

Per contro il sindaco di Gerusalemme, Nir Barkat, ha deciso di sospendere il 70 per cento egli ordini di demolizione di case abusive palestinesi nella zona orientale della Citta’ Santa. Secondo il quotidiano Haaretz, che ha diffuso la notizia, per il restante 30 per cento saranno negoziati degli indennizzi. A spingere Barkat verso questa decisione sono state le pressioni di Washington e le difficolta’ di ordine legale e tecnico nel fare eseguire i provvedimenti. I residenti palestinesi di Gerusalemme est lamentano da tempo di essere vittima di discriminazioni quando vengono presentate le richieste di ampliamento delle case o della costruzione di nuove e di essere per questo costretti a edificare abusivamente. (AGI)

Uba