MIGRANTI: UNHCR,RESPINTI IN LIBIA DA ITALIA SENZA ACCERTAMENTI
(AGI) - Ginevra, 14 lug. - Dai colloqui avuti da funzionari dell’Alto commissariato Onu per i Rifugiati con 82 migranti respinti in Libia il primo luglio da una motovedetta italiana e’ emerso che “nessun accertamento e’ stato fatto dalle autorita’ italiane a bordo dell’unita’ della Marina per stabilire la loro nazionalita’ e tantomeno le motivazioni della fuga dai Paesi d’origine”. E’ quanto si legge in una nota dell’Unhcr. I migranti furono intercettati dalla Marina Militare italiana a circa 30 miglia da Lampedusa e trasferiti poi su una motovedetta libica per essere ricondotte nel Paese nordafricano.
“Una volta in Libia”, prosegue la nota, “il gruppo e’ stato smistato in centri di detenzione dove l’Unhcr ha avuto l’opportunita’ di tenere gli incontri. Fra di loro vi sono 76 cittadini eritrei, di cui 9 donne e almeno 6 bambini. Sulla base delle valutazioni dell’Unhcr relative alla situazione in Eritrea e da quanto dichiarato dalle stesse persone, appare chiaro che un numero significativo di loro ha bisogno di protezione internazionale”.
L’Unhcr ha raccolto anche testimonianze secondo cui “i militari italiani hanno usato la forza durante il trasbordo dei migranti sulla motovedetta libica”. E aggiunge: “In base a queste testimonianze 6 eritrei avrebbero avuto necessita’ di cure mediche in seguito ai maltrattamenti. Inoltre, gli stessi individui affermano che i loro effetti personali, fra i quali documenti di vitale importanza, sarebbero stati confiscati dai militari italiani durante le operazioni e non piu’ riconsegnati”.
E ancora: “Le persone ascoltate dall’Unhcr hanno riferito di aver trascorso quattro giorni in mare prima di essere intercettate e di non aver ricevuto cibo dai militari italiani durante l’operazione durata circa 12 ore. In considerazione dalla gravita’ di quanto riportato, l’Unhcr ha inviato una lettera al governo italiano con la richiesta di chiarimenti sul trattamento riservato alle persone respinte in Libia e il richiamo al rispetto della normativa internazionale”.
L’Unhcr sottolinea che “negli anni passati l’Italia ha salvato migliaia di persone in difficolta’ nel Mediterraneo, fornendo assistenza e protezione a chi ne aveva bisogno. Dall’inizio di maggio e’ stata introdotta la nuova politica dei respingimenti e almeno 900 persone, nel tentativo di raggiungere l’Italia, sono state respinte verso altri Paesi, principalmente verso la Libia”. (AGI)
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