AFGHANISTAN: DIVINA,’LINCE’ COSTRUITO ANCHE DA OPERAI ISLAMICI
(AGI) - Roma, 16 lug. - ‘Alla Iveco di Bolzano, dove si costruisce il ‘Lince’, piu’ del 60% delle maestranze sono cittadini stranieri. Mi chiedo come un mezzo cosi’ particolare, impiegato in un’area di guerra, sia assemblato e costruito anche da operai provenienti da diversi paesi, tra cui molti vicini o affini alla religione islamica o in aree attigue agli scenari di guerra’. Lo afferma, preannunciando una interrogazione al ministro della Difesa, il senatore della Lega Nord, Sergio Divina, membro della commissione Difesa del Senato, il quale si domanda ’se i brevetti industriali e le informazioni sulle caratteristiche tecniche dei mezzi militari, in particolare del ‘Lince, sono a questo punto sicuri’. Divina chiede dunque ‘maggiore riservatezza e piu’ oculata scelta delle maestranze che dovrebbero seguire la filiera industriale della costruzione e dell’ assemblaggio di questi particolari mezzi. IL ‘Lince’, a detta di molti, e’ un mezzo militare supersicuro, anche se non c’e’ mai limite alla sicurezza. Ma - si chiede ancora - quando si costruisce un mezzo del genere si conosce lo spessore delle lamiere, il posizionamento della torretta sull’ intero corpo del veicolo, o altro ancora. E’ probabile che poi queste informazioni via via comincino a circolare e la conoscenza di alcuni punti di vulnerabilita’ possono essere individuati da soggetti ostili alla nostra missione di pace nelle varie parti del mondo’. Infatti, aggiunge ancora il senatore della Lega, ‘l’ordigno che ha fatto saltare in aria il Lince provocando la morte di Di Lisio e il ferimento di suoi tre commilitoni , probabilmente era tarato in modo molto preciso allo scopo’. Chiedero’ dunque al ministro della Difesa, conclude il sen. Divina, ’se ci puo’ essere fuga di notizie su piani riservati e sensibili per la sicurezza delle nostre missioni negli stabilimenti dove si producono mezzi ed armi usati nelle aree dove siamo presenti; e come avviene il reclutamento di manodopera straniera in alcuni siti industriali sensibili alla nostra politica di difesa. Tante nostre societa’ italiane lavorano con il ministero della Difesa presentando il ‘nulla osta sicurezza’, presumo che l’Iveco l’abbia fatto ma forse e’ il caso che certe tecnologie vengano ‘manipolate’ da personale del nostro paese’. (AGI)
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