(AGI) - Catanzaro, 30 gen. - La segreteria provinciale della Fiamma Tricolore ha chiesto al presidente ed ai capigruppo del Consiglio provinciale di Catanzaro l’approvazione della “proposta deliberativa di indirizzo politico” affinche’ la prevista costituzione del Comando Militare Esercito in Calabria venga allocata a Catanzaro, per come in tutte le altre realta’ e per come sarebbe piu’ rispondente alle esigenze di carattere logistico-operative della Regione, e non a Reggio Calabria, per come pare gia’ deciso nelle alte sfere politico-militari”. Lo ha reso noto, con un comunicato, il componente della direzione nazionale del partito, Domenico Russo. “La delegazione della Fiamma, ricevuta informalmente il 26 gennaio dal presidente del Consiglio, Paola, ha avuto ampie assicurazioni - prosegue Russo - che il contenuto dello stesso documento, portato alla conoscenza ed all’attenzione dell’intero consesso tramite la integrale lettura in aula da parte del Presidente del Consiglio nel corso dei dibattito relativo alla chiusura dell’ex-Ospedale Militare, fara’ parte integrante della discussione che la delegazione provinciale designata andra’ ad affrontare coi vertici del Ministero delle Difesa nei prossimi giorni”. La Fiamma rileva che, “beninteso solo per quanto ha espresso nel suo intervento nel dibattito del 26 gennaio in Consiglio e per nessun’altra valutazione di qualsivoglia natura, sia inopportuna la designazione del consigliere Verrengia a membro della costituenda delegazione. In relazione alla tardiva attivazione dell’amministrazione provinciale rispetto alla questione dell’ex ospedale militare, cosi’ per quanto emerso anche nel corso del dibattito in Consiglio, la Fiamma sta’ preparando, tramite il proprio ufficio legale, quello che sembra ormai l’unico ed ultimo rimedio giuridico possibile da mettere in atto per cercare di ribaltare una decisione, per quanto ingiusta ed immotivata, gia’ presa: un ricorso straordinario al Capo dello Stato”. Russo infine rende noto che nei prossimi giorni inviera’ “al Ministro della Difesa Martino ed ai leader dei due schieramenti politici, Prodi e Berlusconi, una accorata missiva tesa a spiegare loro le ragioni per cui, secondo noi, la nostra Citta’ ha diritto a conservare sia il centro medico-legale che il comando militare dell’Esercito regionale. A detta missiva saranno allegati una serie di “contributi” che esplichino al meglio la situazione in cui la Citta’ e’ stata lasciata da questa classe politica, locale e nazionale”. (AGI)
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