URANIO: MALABARBA, UN KILLER E DIFESA HA SABOTATO INCHIESTA
Martedì, Febbraio 28th, 2006(AGI) - Roma, 28 feb. - Luigi Malabarba prosegue dicendo: “Il fatto che “non sono state riscontrate (…) tracce di uranio impoverito in campioni istologici di militari italiani (…) che hanno sviluppato patologie tumorali” trova quindi una spiegazione piu’ complessa, grazie al lavoro di consulenti molto qualificati, tra cui la dottoressa Gatti dell’Universita’ di Modena. Per cui i tumori si producono tra i soldati in missione e tra le popolazioni civili attorno ai poligoni di tiro o nei teatri di guerra sicuramente per effetto indiretto di bombardamenti o esplosioni di proiettili all’U.I. e forse anche con altra composizione. L’uranio impoverito c’entra quindi, eccome, e ha dei complici!” “Tuttavia anche sulla presenza diretta di U.I. - che nessuno puo’ permettersi seriamente di escludere - nei tessuti dei militari ammalati e su quanti lo siano veramente, se “la Commissione non ha ancora potuto disporre di dati certi” e’ a causa del sistematico boicottaggio del Ministero della difesa che ha impedito agli stessi distretti militari di fornire i dati a una Commissione parlamentare, che pure dispone degli stessi poteri inquirenti della magistratura. Quindi non si esclude nulla! Mentre la Commissione diretta dal professor Mandelli semplicemente non e’ attendibile anche dalla formulazione che prevale finora: sara’ per questo, forse, che l’illustre cattedratico non si e’ presentato alle audizioni! Attraverso il prezioso lavoro dei consulenti e l’impegno dello stesso presidente Paolo Franco, la Commissione ha solo cominciato, ma ha cominciato comunque a far breccia nel muro di omerta’ costruito dalle gerarchie militari e posto le basi per proseguire i lavori nei prossimi mesi con la nuova legislatura. Ai militari ammalati, ai loro familiari e alle popolazioni che vivono presso i poligoni di tiro soprattutto in Sardegna dico che se qualche parzialissimo risultato si potra’ ottenere, cio’ lo si deve soprattutto a loro, che hanno manifestato in piazza anche ieri, e che da oggi le vertenze legali intraprese nei confronti del Ministero della difesa potranno avere un puntello in piu’ a loro sostegno. Le mancate protezioni per omessa o ritardata informazione dei contingenti in missione nei Balcani, ad esempio, sono perfettamente deducibili, anche se non con gli effetti sanzionatori che avremmo voluto, dalle date di diramazione dei documenti che attestano i rischi associati all’esplosione all’U.I.: per sei anni i militari italiani sono stati lasciati senza norme di protezione”. “Viene inoltre smontato - al di la’ di affermazioni senza ritegno di esponenti di AN -il tentativo di depistaggio legato alla somministrazione dei vaccini, di per se’ risibile rispetto alla popolazione civile colpita da neoplasie che evidentemente non ha avuto questo trattamento. Banalmente la concentrazione nel tempo dei vaccini puo’ logicamente avere effetti debilitanti specie in taluni soggetti, ma non puo’ essere la causa di questa ecatombe”. “Da ultimo, l’assoluzione dell’U.I. in quanto -pur essendo documentatamente pericoloso- non sarebbe “direttamente” causa delle patologie per i militari italiani in missione nei Balcani e quindi i tumori sarebbero causati da “degrado ambientale e inquinamento”, rappresenta - secondo il segretario della Commissione d’inchiesta, Gigi Malabarba - una lettura fuorviante della stessa proposta di risoluzione della Commissione, essendo scientificamente provato che esistono sempre eziologie multicausali, mentre persino quell’inquinamento ambientale indicato deriva direttamente dai bombardamenti”. “Il voto di Rifondazione Comunista che ha lavorato duramente in tutti questi mesi dipendera’ concretamente dall’accoglimento almeno di osservazioni e proposte che, piu’ che pretendere da questa maggioranza impossibili convergenze, consentano di prodeguire proficuamente un lavoro appena iniziato”. (AGI)
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