(AGI) - Nassiriya, 25 mar. - E’ il capitano Andrea Palermo, nome in codice “Alphapapa” il militare italiano ad aver posato, il 28 maggio 2003, la prima pietra a Tallil, il campo italiano del 6° Roa dell´Aeronautica Militare in territorio iracheno.
Impresa ardua per un giovane e timido pilota di 33 anni del 15esimo Stormo dell´Aeronautica Militare. “Alphapapa” inizia il suo racconto ricordando dal principio e nei minimi dettagli la sua avventura. Ricorda ancora, poco prima della partenza, la chiamata del comandante: “Sei stato scelto, partenza tra pochi giorni, destinazione Iraq”. Un attimo per riflettere, poi la chiamata alla moglie: “Parto…non so per dove e per cosa”.
Inizia cosi´ il suo lungo viaggio destinazione Bassora con scalo a Baghdad; 12 ore di viaggio verso i 50° gradi all’ombra iracheni. I primi giorni per lui sono stati duri. Prima la ricognizione tra Tallil e Nassiriya per la scelta dei luoghi dove da li’ a breve si sarebbe insediato il contingente italiano. Ospite nella tenda degli americani, mangiando razioni “K”, ricorda ancora come un incubo i bagni allestiti nel campo: 3 bidoni di metallo affiancati, che venivano bruciati al termine giornata.
Poi il ritorno a Bassora, a coordinare l’arrivo dell’intero contingente. Passano 2 settimane e finalmente atterra un aereo Antonov proveniente dall’Italia: inizia cosi’ il viaggio su strada da Bassora a Tallil, per il trasporto, a mezzo di Tir inglesi della coalizione, dei container con tutto il materiale. Fanno parte del convoglio anche i primi mezzi italiani, che a distanza di 3 anni sono ancora presenti a Tallil. Solo 20 gli italiani, lui unico pilota tra i 19 militari del Reparto Mobile di Supporto di Villa Franca, incaricati di costruire materialmente il campo. Lui, a bordo di un Fiorino PickUp, a fare da apripista agli altri mezzi. Ricorda, come se fosse ora, il lungo viaggio quasi “surreale”, con camion abbandonati ancora incendiati sui lati della strada e gli strani baracchini adibiti ad “autogrill”.
Appena arrivati a Tallil, Andrea ha subito sperimentato la sua prima tempesta di sabbia e un’invasione di grandi locuste di rimando biblico. “Ricordo - ha detto - l’autointossicazione da Autan, per la paranoia di essere punti dalle zanzare, in Iraq probabili vettori di malattie quali la Leishmaniosi”. Poi tutti al lavoro: sotto 50 gradi, si iniziano a montare le prime tende, che ora hanno lasciato posto a stanze ricavate in container. “Sono i primi di luglio - racconta Andrea - e ad appena un mese dall´inizio dei lavori il campo di Tallil e’ pronto a ospitare i suoi primi 100 uomini dell’Aeronautica, piu’ una decina di colleghi della Marina.
Dopo quattro mesi “Alphapapa” riparte per l´Italia. Ritornera’ in Iraq solo ora, dopo 3 anni. Andrea non ha voluto sapere nulla di quello che era “il suo campo” e che ora trova sorprendentemente cambiato. “Ero Andrea Palermo - ha concluso - e qua sono diventato “AlphaPapa”, nickname nato in Iraq dalle mie iniziali, lette in fonia aeronautica”. (AGI)
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