Archivio per il Aprile, 2006

GOVERNO: MASTELLA, IO MINISTRO DELLA DIFESA O AL COLLE DA SOLO

Domenica, Aprile 30th, 2006

(AGI) - Roma, 30 apr. - “Se l’Unione decide di non dare a noi il ministero della difesa, mortificando cosi’ una delle sue componenti, io posso anche presentarmi da solo alle consultazioni al Quirinale per il nuovo governo”. Lo afferma Clemente Mastella in una intervista a “La Repubblica”.
Secondo il leader dell’Udeur, il metodo per eliminare il fenomeno dei franchi tiratori in occasione dell’elezione di Franco Marini alla presidenza del Senato “e’ idea mia”: “ho detto semplicemente di fare come facevano quelli dell’altra parte, con Giulio Andreotti, Senatore Giulio Andreotti e cosi’ via. E ha funzionato”.
Mastella ora lamenta l’ingratitudine: “questi mi chiamano solo nei momenti di difficolta’, ma quando si tratta di gioire lo fanno da soli. Sono come quelli delle pompe funebri, mai una volta che mi invitino ai battesimi o ai matrimoni. Solo ai funerali”.(AGI)
Nic

IRAQ: DENUNCIATO CANNONEGGIAMENTO DI IRAN SUI CURDI A ARBIL

Domenica, Aprile 30th, 2006

(AGI/AFP-REUTERS) - Baghdad, 30 apr. - Il cannoneggiamento - secondo quanto denuncia il ministero della difesa iracheno - e’ stato accompagnato da uno sconfinamento delle truppe iraniane, ed ha provocato il ferimento di almeno quattro civili.
“Forze iraniane - si legge in un comunicato governativo di Baghdad - hanno colpito una zona di frontiera denominata Haj Umran, e sono poi penetrate per cinque chilometri in territorio iracheno ed hanno colpito la zona di Lollan con l’artiglieria pesante, con 180 bombe che hanno preso di mira posizioni del PKK”. (AGI)
Gus

FRANCIA: VILLEPIN SI CHIAMA FUORI DA CALUNNIE SU SARKOZY

Venerdì, Aprile 28th, 2006

(AGI/REUTERS) - Parigi, 28 apr. - Il primo ministro francese Dominique de Villepin afferma di non avere niente a che fare con la campagna calunniosa di cui e’ stato vittima il suo ministro dell’interno Nicolas Sarkozy, indicato come suo potenziale rivale per la candidatura del partito neo-gaullista alla presidenza della repubblica l’anno prossimo.
E’ la seconda dichiarazione ufficiale di Villepin sull’argomento nel giro di due giorni, dopo le notizie uscite sui giornali di una possibile perquisizione della polizia nel suo ufficio: il quotidiano parigino Le Monde, rifacendosi ad una fonte autorevole dei servizi segreti incaricata delle indagini sullo scandalo, ha scritto che Villepin ha parlato della richiesta del presidente Jacques Chirac di fargli avere il fascicolo sulle indagini che sarebbero state effettuate illegittimamente ai danni di Sarkozy.
“In quanto primo ministro - ha detto Villepin - sono profondamente scosso per il modo in cui certe cose vengono pasticciate qui, e vengono messi in questione lo stato ed i suoi servizi”.
“Noi - ha detto ancora il primo ministro neo-gaullista - non abbiamo mai fatto il nome di Nicolas Sarkozy quale possibile beneficiario di un conto bancario all’estero”: la smentita di Villepin si riferisce al colloquio del 2004, nel quale incarico’ il gen. Philippe Rondot di indagare sulle accuse anonime pervenute nel 2004, secondo cui Sarkozy ed altri personaggi politici avrebbero avuto conti correnti in un istituto finanziario con sede a Lussemburgo, la Clearstream, conti che sarebbero riconducibili a tangenti che sarebbero state pagate per la fornitura di fregate alla Marina Militare di Taiwan nel 1991. Quelle accuse si rivelarono ben presto fasulle, e da quel momento l’attenzione della magistratura si e’ spostata sui responsabili della macchinazione calunniosa.
Le Monde scrive che gli inquirenti hanno trovato, nell’abitazione del gen. Rondot, biglietti da lui manoscritti nei quali figura il nome di Sarkozy quale obiettivo delle sue indagini.
Si e’ fatta avanti anche l’opposizione socialista, che pretende un’indagine approfondita sul caso che - afferma - sta screditando lo stato. (AGI)
Gus

COMUNE L’AQUILA: PIAZZA D’ARMI, TEMPESTA RINGRAZIA CARISPAQ

Venerdì, Aprile 28th, 2006

(AGI) - L’Aquila, 28 apr. - Il sindaco dell’Aquila, Biagio Tempesta, ringrazia a nome dell’amministrazione comunale, la Fondazione Cassa di risparmio della provincia dell’Aquila, per il sostegno finanziario che ha preventivato in favore di un intervento riguardante l’area di piazza D’Armi. Si tratta di uno stanziamento particolarmente rilevante, dato che e’ previsto un tetto di due milioni di euro.
“Il Comune dell’Aquila - si legge in una nota a firma del primo cittadino - programmera’ l’individuazione e l’adozione di una opportuna normativa in materia urbanistica e ambientale tesa a tutelare l’intera zona, regolando la politica insediativa e incentivando la realizzazione di aree a verde pubblico attrezzato e di strutture di valenza sociale. Sono gia’ state avviate da tempo trattative con il Ministero della Difesa per l’acquisizione dell’area e in questo senso proseguiremo sulla strada intrapresa, adoperandoci ai fini di velocizzare l’iter burocratico. Grazie allo stanziamento finanziario previsto dalla Fondazione Carispaq - prosegue Tempesta - che si dimostra ancora una volta particolarmente sensibile e concretamente operante per lo sviluppo della citta’, sara’ possibile riqualificare interamente un’area che e’ andata rivestendo, negli ultimi anni, un’importanza urbanistica sempre maggiore alla luce dell’espansione conosciuta dalla citta’ dell’Aquila negli ultimi trent’anni. Un ringraziamento particolare - conclude - va da parte mia al presidente della Fondazione, Lucio Barattelli”. (AGI)
Com/Plt

GOVERNO: BONINO, RNP MI HA CANDIDATA ALLA DIFESA

Venerdì, Aprile 28th, 2006

(AGI) - Roma, 28 apr. - “Ieri la Rosa nel Pugno ha avanzato la mia candidatura al ministero della Difesa, ne sono molto onorata”. Cosi’ Emma Bonino, giungendo alla Camera per la registrazione da deputato ha risposto ai giornalisti. “Sono sicura - ha detto Bonino - che potrei dare il mio contributo”. (AGI)
Ted/Esp

NASSIRIYA: ROMANIA TERRA’ MILITARI IN IRAQ, NONOSTANTE TUTTO

Giovedì, Aprile 27th, 2006

(AGI/AFP) - Bucarest, 27 apr. - Per il governo rumeno non cambiera’ niente: nonostante l’uccisione del militare caduto stamane a Nassiriya insieme ai tre italiani, “il ritiro del personale militare rumeno dall’Iraq e’ fuori discussione”, ha dichiarato stasera il primo ministro Calin Tariceanu, ripreso dalla tv rumena.
“La Romania - ha proseguito Tariceanu, attualmente impegnato in una visita di stato in Olanda - deve assumersi le proprie responsabilita’ di paee membro della NATO, e dara’ il suo contributo a garantire la sicurezza in Iraq”.
Anche il ministro della difesa Teodor Atanasiu ha confermato che il contingente rumeno proseguira’ la sua missione, inquadrata nella forza multinazionale in Iraq. (AGI)
Gus

LA NOTIZIA: ANCORA SANGUE ITALIANO A NASSIRIYA (ORE 19)

Giovedì, Aprile 27th, 2006

(AGI) - Roma, 27 apr. - Il contingente italiano a Nassiriya e’ finito di nuovo nel mirino dei terroristi. Una bomba esplosa al passaggio di una pattuglia composta da militari italiani e rumeni ha provocato la morte di quattro soldati. Tre sono le vittime italiane: il capitano dell’esercito Nicola Ciardelli e due marescialli capo dei carabinieri, Franco Lattanzio e Carlo de Trizio. E’ rimasto gravemente ferito il maresciallo aiutante Enrico Frassinito, trasferito in un ospedale militare americano. Nell’attacco e’ morto un caporale della polizia militare rumena.
L’attentato a sud-ovest di Nassiriya e’ avvenuto alle 8:50 ora locale (le 6:50 in Italia), mentre i soldati raggiungevano la sala operativa integrata per iniziare il loro servizio. La responsabilita’ e’ stata rivendicata dall’”Esercito islamico”, milizia capeggiata da Musal al Zarqawi, il leader di al Qaeda in Iraq. Il capo del pool antiterrorismo della procura di Roma, Franco Ionta, ha aperto un’inchiesta.
Il contingente italiano, ridotto gradualmente dai circa 3.000 uomini dispiegati nel giugno del 2003, e’ composto da 2.600 soldati. La missione militare dovrebbe conludersi entro il 2006. L’Italia aveva subito gia’ un attentato il 12 novembre del 2003. In un attacco alla base Maestrale persero la vita 19 italiani: 12 carabinieri, 5 soldati e due civili.
Del nuovo lutto che ha colpito il Paese si e’ fatto interprete il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi che ha espresso “sgomento e grande dolore”: “Tutta l’Italia, unita, si stringe attorno alle Forze Armate”, ha aggiunto. Il premier Silvio Berlusconi ha detto di essere “rimasto profondamente addolorato per la scomparsa dei nostri militari”. Il consiglio dei Ministri ha osservato minuto di silenzio.
Romano Prodi ha espresso per telefono il suo cordoglio al Ministro della Difesa, Antonio Martino al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, al Comandante Generale dei Carabinieri, Generale Luciano Gottardo, e al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Giampaolo Di Paola. Dopo l’attentato il leader dell’Unione ha affermato che questo non e’ il momento di parlare del ritiro del contingente itliano dall’Iraq. “Ora - ha dichiarato - dobbiamo semplicemente unirci al cordoglio delle famiglie”.
Poi in una nota, Prodi ha puntualizzato: “La nostra posizione non cambia : e’ stata lungamente meditata e definita in questi tre anni. Ritenevamo e riteniamo che siano diverse le vie per costruire la democrazia in Iraq. La situazione in quel paese e’ andata sempre peggiorando. La nostra posizione, per altro - aggiunge il professore - non e’ affatto diversa da quella che oggi sta esprimendo la maggioranza dell’opinione pubblica americana e non e’ nemmeno lontana da quella che, oggi, sta esprimendo il governo italiano quando dichiara di ritirarsi entro la fine del 2006″.
In un messaggio al ministro degli Esteri Gianfranco Fini, monsignor Giovanni Lajolo ha riferito del “grande dolore” di papa Benedetto XVI. Al cordoglio dell’Italia si sono uniti la Commissione europea, che ha parlato di “attacco terribile e barbaro”, e gli ambasciatori Usa Spogli e britannico Roberts.
L’ex presidente Francesco Cossiga, Alfonso Pecoraro Scanio, Antonio Di Pietro, Oliviero Diliberto e anche il sindacato dei Carabinieri si sono schierati fra i sostenitori del ritiro dei soldati italiani. Fausto Bertinotti ha detto che non e’ il caso di fare polemiche”, mentre per Piero Fassino la presenza italiana deve assumere un profilo civile: il segretario Ds ha chiesto, tuttavia, di “non strumentalizzare la vicenda”. Francesco Rutelli ha chiarito che “l’agenda dell’Italia in Iraq non sara’ modificata”.
Per l’azzurro Fabrizio Cicchitto, il “ritiro immediato” dei nostri militari sarebbe “una vittoria del terrorismo”. Il ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu ha ricordato che i soldati italiani sono “in missione di pace su mandato dell’Onu”. Per Fini i soldati “hanno onorato l’Italia nella sua interezza”. Il presidente dei Ds Massimo D’Alema ha espresso l’opinione che “nel momento in cui si insediera’ il governo di centrosinistra deve predisporre un calendario per il ritiro delle forze armate che e’ un impegno che abbiamo preso con gli elettori e con i cittadini italiani nel corso della campagna elettorale”. (AGI)
Red

NASSIRIYA: COCER CC, VICINI ALLE FAMIGLIE DEI CADUTI

Giovedì, Aprile 27th, 2006

(AGI) - Roma, 27 apr. - “Ancora con gli occhi bagnati di lacrime per la strage del 12 novembre 2003, oggi abbiamo il volto solcato da nuove lacrime di dolore di fronte all’ignobile attentato che ha colpito il personale militare impegnato in una missione di pace”. E’ quanto scrive in una nota il Cocer dell’Arma, esprimendo “in questo momento tristissimo tutto il dolore dei 110 mila carabinieri e la loro vicinanza convinta, sincera e commossa alle famiglie dei caduti”. (AGI)
Bas

LA NOTIZIA: ANCORA SANGUE ITALIANO A NASSIRIYA (ORE 17)

Giovedì, Aprile 27th, 2006

(AGI) - Roma, 27 apr. - Il contingente italiano a Nassiriya e’ finito di nuovo nel mirino dei terroristi. Una bomba esplosa al passaggio di una pattuglia composta da militari italiani e rumeni ha provocato la morte di quattro soldati. Tre sono le vittime italiane: il capitano dell’esercito Nicola Ciardelli e due marescialli capo dei carabinieri, Franco Lattanzio e Carlo de Trizio. E’ rimasto gravemente ferito il maresciallo aiutante Enrico Frassinito, trasferito in un ospedale militare americano. Nell’attacco e’ morto un caporale della polizia militare rumena.
L’attentato a sud-ovest di Nassiriya e’ avvenuto alle 8:50 ora locale (le 6:50 in Italia), mentre i soldati raggiungevano la sala operativa integrata per iniziare il loro servizio. Il capo del pool antiterrorismo della procura di Roma, Franco Ionta, ha aperto un’inchiesta.
Il contingente italiano, ridotto gradualmente dai circa 3.000 uomini dispiegati nel giugno del 2003, e’ composto da 2.600 soldati. La missione militare dovrebbe conludersi entro il 2006.
L’Italia aveva subito gia’ un attentato il 12 novembre del 2003. In un attacco alla base Maestrale persero la vita 19 italiani: 12 carabinieri, 5 soldati e due civili.
Del nuovo lutto che ha colpito il Paese si e’ fatto interprete il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi che ha espresso “sgomento e grande dolore”: “Tutta l’Italia, unita, si stringe attorno alle Forze Armate”, ha aggiunto. Il premier Silvio Berlusconi ha detto di essere “rimasto profondamente addolorato per la scomparsa dei nostri militari”. Il consiglio dei Ministri ha osservato minuto di silenzio.
Romano Prodi ha espresso per telefono il suo cordoglio al Ministro della Difesa, Antonio Martino al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, al Comandante Generale dei Carabinieri, Generale Luciano Gottardo, e al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Giampaolo Di Paola. Dopo l’attentato il leader dell’Unione ha affermato che questo non e’ il momento di parlare del ritiro del contingente itliano dall’Iraq. “Ora - ha dichiarato - dobbiamo semplicemente unirci al cordoglio delle famiglie”.
Poi in una nota, Prodi ha puntualizzato: “La nostra posizione non cambia : e’ stata lungamente meditata e definita in questi tre anni. Ritenevamo e riteniamo che siano diverse le vie per costruire la democrazia in Iraq. La situazione in quel paese e’ andata sempre peggiorando. La nostra posizione, per altro - aggiunge il professore - non e’ affatto diversa da quella che oggi sta esprimendo la maggioranza dell’opinione pubblica americana e non e’ nemmeno lontana da quella che, oggi, sta esprimendo il governo italiano quando dichiara di ritirarsi entro la fine del 2006″.
In un messaggio al ministro degli Esteri Gianfranco Fini, monsignor Giovanni Lajolo ha riferito del “grande dolore” di papa Benedetto XVI. Al cordoglio dell’Italia si sono uniti la Commissione europea, che ha parlato di “attacco terribile e barbaro”, e gli ambasciatori Usa Spogli e britannico Roberts.
L’ex presidente Francesco Cossiga, Alfonso Pecoraro Scanio, Antonio Di Pietro, Oliviero Diliberto e anche il sindacato dei Carabinieri si sono schierati fra i sostenitori del ritiro dei soldati italiani. Fausto Bertinotti ha detto che non e’ il caso di fare polemiche”, mentre per Piero Fassino la presenza italiana deve assumere un profilo civile: il segretario Ds ha chiesto, tuttavia, di “non strumentalizzare la vicenda”. Francesco Rutelli ha chiarito che “l’agenda dell’Italia in Iraq non sara’ modificata”.
Per l’azzurro Fabrizio Cicchitto, il “ritiro immediato” dei nostri militari sarebbe “una vittoria del terrorismo”. Il ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu ha ricordato che i soldati italiani sono “in missione di pace su mandato dell’Onu”. Per Fini i soldati “hanno onorato l’Italia nella sua interezza”. Il presidente dei Ds Massimo D’Alema ha espresso l’opinione che “nel momento in cui si insediera’ il governo di centrosinistra deve predisporre un calendario per il ritiro delle forze armate che e’ un impegno che abbiamo preso con gli elettori e con i cittadini italiani nel corso della campagna elettorale”. (AGI)
Red

LA NOTIZIA: ANCORA SANGUE ITALIANO A NASSIRIYA (ORE 16)

Giovedì, Aprile 27th, 2006

(AGI) - Roma, 27 apr. - Il contingente italiano a Nassiriya e’ finito di nuovo nel mirino dei terroristi. Una bomba esplosa al passaggio di una pattuglia composta da militari italiani e rumeni ha provocato la morte di quattro soldati. Tre sono le vittime italiane: il capitano dell’esercito Nicola Ciardelli e due marescialli capo dei carabinieri, Franco Lattanzio e Carlo de Trizio. E’ rimasto gravemente ferito il maresciallo aiutante Enrico Frassinito, trasferito in un ospedale militare americano. Nell’attacco e’ morto un caporale della polizia militare rumena.
L’attentato a sud-ovest di Nassiriya e’ avvenuto alle 8:50 ora locale (le 6:50 in Italia), mentre i soldati raggiungevano la sala operativa integrata per iniziare il loro servizio. Il capo del pool antiterrorismo della procura di Roma, Franco Ionta, ha aperto un’inchiesta.
Il contingente italiano, ridotto gradualmente dai circa 3.000 uomini dispiegati nel giugno del 2003, e’ composto da 2.600 soldati. La missione militare dovrebbe conludersi entro il 2006.
L’Italia aveva subito gia’ un attentato il 12 novembre del 2003. In un attacco alla base Maestrale persero la vita 19 italiani: 12 carabinieri, 5 soldati e due civili.
Del nuovo lutto che ha colpito il Paese si e’ fatto interprete il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi che ha espresso “sgomento e grande dolore”: “Tutta l’Italia, unita, si stringe attorno alle Forze Armate”, ha aggiunto. Il premier Silvio Berlusconi ha detto di essere “rimasto profondamente addolorato per la scomparsa dei nostri militari”. Il consiglio dei Ministri ha osservato minuto di silenzio.
Romano Prodi ha espresso per telefono il suo cordoglio al Ministro della Difesa, Antonio Martino al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, al Comandante Generale dei Carabinieri, Generale Luciano Gottardo, e al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Giampaolo Di Paola. Dopo l’attentato il leader dell’Unione ha affermato che questo non e’ il momento di parlare del ritiro del contingente itliano dall’Iraq. “Ora - ha dichiarato - dobbiamo semplicemente unirci al cordoglio delle famiglie”.
Poi in una nota, Prodi ha puntualizzato: “La nostra posizione non cambia : e’ stata lungamente meditata e definita in questi tre anni. Ritenevamo e riteniamo che siano diverse le vie per costruire la democrazia in Iraq. La situazione in quel paese e’ andata sempre peggiorando. La nostra posizione, per altro - aggiunge il professore - non e’ affatto diversa da quella che oggi sta esprimendo la maggioranza dell’opinione pubblica americana e non e’ nemmeno lontana da quella che, oggi, sta esprimendo il governo italiano quando dichiara di ritirarsi entro la fine del 2006″.
In un messaggio al ministro degli Esteri Gianfranco Fini, monsignor Giovanni Lajolo ha riferito del “grande dolore” di papa Benedetto XVI. Al cordoglio dell’Italia si sono uniti la Commissione europea, che ha parlato di “attacco terribile e barbaro”, e gli ambasciatori Usa Spogli e britannico Roberts.
L’ex presidente Francesco Cossiga, Alfonso Pecoraro Scanio, Antonio Di Pietro, Oliviero Diliberto e anche il sindacato dei Carabinieri si sono schierati fra i sostenitori del ritiro dei soldati italiani. Fausto Bertinotti ha detto che non e’ il caso di fare polemiche”, mentre per Piero Fassino la presenza italiana deve assumere un profilo civile: il segretario Ds ha chiesto, tuttavia, di “non strumentalizzare la vicenda”. Francesco Rutelli ha chiarito che “l’agenda dell’Italia in Iraq non sara’ modificata”.
Per l’azzurro Fabrizio Cicchitto, il “ritiro immediato” dei nostri militari sarebbe “una vittoria del terrorismo”. Il ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu ha ricordato che i soldati italiani sono “in missione di pace su mandato dell’Onu”. Per Fini i soldati “hanno onorato l’Italia nella sua interezza”. Il presidente dei Ds Massimo D’Alema ha espresso l’opinione che “nel momento in cui si insediera’ il governo di centrosinistra deve predisporre un calendario per il ritiro delle forze armate che e’ un impegno che abbiamo preso con gli elettori e con i cittadini italiani nel corso della campagna elettorale”. (AGI)
Red

LA NOTIZIA: ANCORA SANGUE ITALIANO A NASSIRIYA

Giovedì, Aprile 27th, 2006

(AGI) - Roma, 27 apr. - Il contingente italiano a Nassiriya e’ finito di nuovo nel mirino dei terroristi. Una bomba esplosa al passaggio di una pattuglia composta da militari italiani e rumeni ha provocato la morte di quattro soldati. Tre sono le vittime italiane: il capitano dell’esercito Nicola Ciardelli e due marescialli capo dei carabinieri, Franco Lattanzio e Carlo de Trizio. E’ rimasto gravemente ferito il maresciallo aiutante Enrico Frassinito, trasferito in un ospedale militare americano. Nell’attacco e’ morto un caporale della polizia militare rumena.
L’attentato a sud-ovest di Nassiriya e’ avvenuto alle 8:50 ora locale (le 6:50 in Italia), mentre i soldati raggiungevano la sala operativa integrata per iniziare il loro servizio. Il capo del pool antiterrorismo della procura di Roma, Franco Ionta, ha aperto un’inchiesta.
Il contingente italiano, ridotto gradualmente dai circa 3.000 uomini dispiegati nel giugno del 2003, e’ composto da 2.600 soldati. La missione militare dovrebbe conludersi entro il 2006.
L’Italia aveva subito gia’ un attentato il 12 novembre del 2003. In un attacco alla base Maestrale persero la vita 19 italiani: 12 carabinieri, 5 soldati e due civili.
Del nuovo lutto che ha colpito il Paese si e’ fatto interprete il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi che ha espresso “sgomento e grande dolore”: “Tutta l’Italia, unita, si stringe attorno alle Forze Armate”, ha aggiunto. Il premier Silvio Berlusconi ha detto di essere “rimasto profondamente addolorato per la scomparsa dei nostri militari”. Il consiglio dei Ministri ha osservato minuto di silenzio.
In un messaggio al ministro degli Esteri Gianfranco Fini, monsignor Giovanni Lajolo ha riferito del “grande dolore” di papa Benedetto XVI. Al cordoglio dell’Italia si sono uniti la Commissione europea, che ha parlato di “attacco terribile e barbaro”, e gli ambasciatori Usa Spogli e britannico Roberts.
Subito si e’ aperto il confronto politico sulla missione. Per il leader dell’Unione, Romano Prodi, non e’ il momento di discuterne: “Ora dobbiamo semplicemente unirci al cordoglio delle famiglie”. Molte le richieste di ritiro immediato delle truppe italiane: l’hanno sollecitato Francesco Cossiga, Alfonso Pecoraro Scanio, Antonio Di Pietro, Oliviero Diliberto e anche il sindacato dei Carabinieri in congedo.
“Oggi non e’ giornata di polemiche”, ha sottolineato invece Fausto Bertinotti. Per Piero Fassino la presenza italiana deve assumere un profilo civile, ma il segretario Ds ha chiesto di “non strumentalizzare la vicenda”. Francesco Rutelli ha chiarito che “l’agenda dell’Italia in Iraq non sara’ modificata”.
Per l’azzurro Fabrizio Cicchitto, il “ritiro immediato” dei nostri militari sarebbe “una vittoria del terrorismo”. Il ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu ha ricordato che i soldati italiani sono “in missione di pace su mandato dell’Onu”. Per Fini i soldati “hanno onorato l’Italia nella sua interezza”. (AGI)
Sab

LA NOTIZIA: ANCORA SANGUE ITALIANO A NASSIRIYA (ORE 15)

Giovedì, Aprile 27th, 2006

(AGI) - Roma, 27 apr. - Il contingente italiano a Nassiriya e’ finito di nuovo nel mirino dei terroristi. Una bomba esplosa al passaggio di una pattuglia composta da militari italiani e rumeni ha provocato la morte di quattro soldati. Tre sono le vittime italiane: il capitano dell’esercito Nicola Ciardelli e due marescialli capo dei carabinieri, Franco Lattanzio e Carlo de Trizio. E’ rimasto gravemente ferito il maresciallo aiutante Enrico Frassinito, trasferito in un ospedale militare americano. Nell’attacco e’ morto un caporale della polizia militare rumena.
L’attentato a sud-ovest di Nassiriya e’ avvenuto alle 8:50 ora locale (le 6:50 in Italia), mentre i soldati raggiungevano la sala operativa integrata per iniziare il loro servizio. Il capo del pool antiterrorismo della procura di Roma, Franco Ionta, ha aperto un’inchiesta.
Il contingente italiano, ridotto gradualmente dai circa 3.000 uomini dispiegati nel giugno del 2003, e’ composto da 2.600 soldati. La missione militare dovrebbe conludersi entro il 2006.
L’Italia aveva subito gia’ un attentato il 12 novembre del 2003. In un attacco alla base Maestrale persero la vita 19 italiani: 12 carabinieri, 5 soldati e due civili.
Del nuovo lutto che ha colpito il Paese si e’ fatto interprete il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi che ha espresso “sgomento e grande dolore”: “Tutta l’Italia, unita, si stringe attorno alle Forze Armate”, ha aggiunto. Il premier Silvio Berlusconi ha detto di essere “rimasto profondamente addolorato per la scomparsa dei nostri militari”. Il consiglio dei Ministri ha osservato minuto di silenzio.
In un messaggio al ministro degli Esteri Gianfranco Fini, monsignor Giovanni Lajolo ha riferito del “grande dolore” di papa Benedetto XVI. Al cordoglio dell’Italia si sono uniti la Commissione europea, che ha parlato di “attacco terribile e barbaro”, e gli ambasciatori Usa Spogli e britannico Roberts.
Subito si e’ aperto il confronto politico sulla missione. Per il leader dell’Unione, Romano Prodi, non e’ il momento di discuterne: “Ora dobbiamo semplicemente unirci al cordoglio delle famiglie”. Molte le richieste di ritiro immediato delle truppe italiane: l’hanno sollecitato Francesco Cossiga, Alfonso Pecoraro Scanio, Antonio Di Pietro, Oliviero Diliberto e anche il sindacato dei Carabinieri in congedo.
“Oggi non e’ giornata di polemiche”, ha sottolineato invece Fausto Bertinotti. Per Piero Fassino la presenza italiana deve assumere un profilo civile, ma il segretario Ds ha chiesto di “non strumentalizzare la vicenda”. Francesco Rutelli ha chiarito che “l’agenda dell’Italia in Iraq non sara’ modificata”.
Per l’azzurro Fabrizio Cicchitto, il “ritiro immediato” dei nostri militari sarebbe “una vittoria del terrorismo”. Il ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu ha ricordato che i soldati italiani sono “in missione di pace su mandato dell’Onu”. Per Fini i soldati “hanno onorato l’Italia nella sua interezza”. (AGI)
Sab

LA NOTIZIA: ANCORA SANGUE ITALIANO A NASSIRIYA (ORE 14)

Giovedì, Aprile 27th, 2006

(AGI) - Nassiriya, 27 apr. - Il contingente italiano a Nassiriya e’ finito di nuovo nel mirino dei terroristi. Una bomba esplosa al passaggio di una pattuglia composta da militari italiani e rumeni ha provocato la morte di quattro soldati. Tre sono le vittime italiane: il capitano dell’esercito Nicola Ciardelli e due marescialli capo dei carabinieri, Franco Lattanzio e Carlo de Trizio. E’ rimasto gravemente ferito il maresciallo aiutante Enrico Frassinito, trasferito in un ospedale militare americano. Nell’attacco e’ morto un caporale della polizia militare rumena.
L’attentato a sud-ovest di Nassiriya e’ avvenuto alle 8:50 ora locale (le 6:50 in Italia), mentre i soldati raggiungevano la sala operativa integrata per iniziare il loro servizio.
Il contingente italiano, ridotto gradualmente dai circa 3.000 uomini dispiegati nel giugno del 2003, e’ composto da 2.600 soldati. Il governo ha annunciato l’intenzione di mettere fine alla missione militare entro la fine del 2006.
L’Italia era gia’ stata duramente colpita il 12 novembre del 2003. In un attacco alla base Maestrale persero la vita 19 italiani: 12 carabinieri, 5 soldati e due civili.
Del nuovo lutto che ha colpito il Paese si e’ fatto interprete il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi che ha espresso “sgomento e grande dolore”: “Tutta l’Italia, unita, si stringe attorno alle Forze Armate”, ha aggiunto. Il premier Silvio Berlusconi ha detto di essere “rimasto profondamente addolorato per la scomparsa dei nostri militari”.
In un messaggio al ministro degli Esteri Gianfranco Fini, monsignor Giovanni Lajolo ha riferito del “grande dolore” di papa Benedetto XVI. Al cordoglio dell’Italia si sono uniti la Commissione europea, che ha parlato di “attacco terribile e barbaro”, e gli ambasciatori Usa Spogli e britannico Roberts.
Subito si e’ aperto il confronto politico sulla missione. Per il leader dell’Unione, Romano Prodi, non e’ il momento di discuterne: “Ora dobbiamo semplicemente unirci al cordoglio delle famiglie”. Molte le richieste di ritiro immediato delle truppe italiane: l’hanno chiesto Francesco Cossiga, Alfonso Pecoraro Scanio, Antonio Di Pietro, Oliviero Diliberto e anche il sindacato dei Carabinieri in congedo.
“Oggi non e’ giornata di polemiche”, ha sottolineato invece Fausto Bertinotti. Secondo Piero Fassino, la presenza italiana deve assumere un profilo civile. Francesco Rutelli ha chiarito che “l’agenda dell’Italia in Iraq non sara’ modificata”.
Per l’azzurro Fabrizio Cicchitto, il “ritiro immediato” dei nostri militari sarebbe “una vittoria del terrorismo”. Il ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu ha ricordato che i soldati italiani sono “in missione di pace su mandato dell’Onu”. Per Fini i soldati “hanno onorato l’Italia nella sua interezza”.
Il capo del pool dell’antiterrorismo della Procura di Roma Franco Ionta ha aperto un’inchiesta, ipotizzando il reato di strage con finalita’ di terrorismo. (AGI)
Sab