(AGI/AFP/REUTERS/EFE) - Podgorica (Serbia e Montenegro), 22 mag. - Con la vittoria nel refereundum, il Montenegro pone fine a un’unione con la Serbia che, con differenti forme, andava avanti dal 1918, anche se l’attuale entita’ statale era stata formata nel 2003; prima di allora si erano gia’ divise dalla repubblica jugoslava, la Slovenia, la Croazia, la Bosnia e la Macedonia, al termine delle sanguinose guerre nei Balcani degli anni ‘90. Gli indipendetisti sostengono che la secessione dalla Serbia facilitera’ il cammino verso l’integrazione nell’Ue. Il premier montenegrino ha annunciato che adesso il principale obiettivo di questo nuovo Paese sovrano e’ l’ingresso nell’Unione Europea (dopo la Croazia, ma prima ancora della Serbia). “L’integrazione all’Ue e alla Nato sono la massima priorita’ per il Montenegro”, ha detto Djukanovic, celebrando il coronamento di un decennio di battaglie per staccarsi da Belgrado. L’obiettivo e’ raggiungere l’integrazione all’Ue subito dopo Bulgaria, Romania e Croazia, ma prima di Macedonia, Albania e Serbia. Ma si e’ augurato di poter chiudere “entro la fine di questo’anno” l’accordo di associazione e stabilizzazione con l’Ue, i cui negoziati erano stati da poco sospesi da Bruxelles perche’ la Serbia-Montenegro non ha ancora estradato il presunto criminale di guerra serbo, Radko Mladic. E in effetti la Commissione Europea ha gia’ fatto sapere che chiedera’ al Consiglio Europeo un mandato per modificare l’accordo di stabilizzazione e associazione che negozia con la Serbia e un altro per megoziare un accordo a parte con il Montenegro.
Adesso sara’ Belgrado a ereditare i seggi dell’unione Serbia e Montenegro nelle organizzazioni internazionali, compreso quello all’Onu. Secondo l’accordo negoziato nel 2003 con la mediazione dell’Ue, come Paese sovrano il Montenegro dovra’ infatti chiedere l’ingresso nelle Nazioni Unite e in qualunque altro organismo multilaterale mentre la Serbia ereditera’ lo status legale internazionale della dissolta unione. Serbia e Montenegro hanno monete diverse (rispettivamente il dinaro e l’euro) e differenti leggi commerciali. Dovranno pero’ dividersi le ambasciate all’estero e le federazioni sportive. Il Montenegro dovra’ anche creare proprie forze armate e si dovra’ capire il futuro della Marina militare di Belgrado, visto che la Serbia ha perso lo sbocco al mare.
La vittoria degli indipendentisti, preannunciata gia’ dalle prime proiezioni dell tarda serata di domenica, e’ stata accolta dall’entusiasmo popolare: le strade delle principali citta’ montenegrine sono state invase fino a tarda notte dai sostenitori del si’, che hanno mostrato l’allegria con fuochi artificio e colpi d’arma da fuoco sparati in aria. Il risultato finale definitivo sara’ annunciato nelle prossime ore dalla Commissione elettorale centrale del Montenegro. (AGI)
Bia