(AGI) - Roma, 28 ago. - La portaerei Garibaldi della marina militare e’ salpata stamane dalla banchina Chiapparo nel porto di Taranto. E’ una delle cinque unita’ del dispositivo italiano che domani partira’ per la missione di pace nel Libano, in attesa del via libera del consiglio dei ministri. La portaerei, una volta a largo, imbarchera’ gli elicotteri e gli aerei a decollo verticale Sea Harrier e aspettera’ le altre quattro unita’ della marina militare che saranno impegnate nella missione Unifil 2. Ieri mattina, da Porto Marghera, in provincia di Venezia era salpata con centoventi lagunari la nave da sbarco San Marco.
Oltre alla San Marco e alla Garibaldi partecipano alla missione la corvetta Fenice, le navi anfibie San Giusto e San Giorgio. Il gruppo navale fa parte della “Forza di proiezione dal mare”, di fatto la brigata anfibia italiana che per la prima volta si trovera’ in zona di operazioni. Un battlegroup voluto dal capo di stato maggiore della difesa Giampaolo Di Paola e che ha ultimato i test di abilitazione nel giugno di quest’anno con l’esercitazione “Mare aperto”. Il gruppo navale sara’ comandato dall’ammiraglio Giuseppe De Giorgi, mentre la forza da sbarco sara’ agli ordini del contrammiraglio Michele Saponara.
La portaerei Garibaldi restera’ nella zona delle operazione: sara’ la sede del comando italiano ed essendo dotata di aerei Sea Harrier e di elicotteri SH-3D e EH101 puo’ intervenire rapidamente in caso di crisi grave. A bordo delle navi anfibie ci saranno circa mille tra fucilieri di marina del reggimento San Marco e lagunari del reggimento Serenissima dell’esercito, le due unita’ che costituiscono la neonata forza di proiezione dal mare. Il porto di attracco dovrebbe essere Tiro, ottantacinque chilometri a sud di Beirut, una citta’ bombardata ripetutamente dagli israeliani e che e’ rimasta a lungo isolata dal resto del paese a causa dei ponti e dei viadotti distrutti dai caccia israeliani.
I nostri militari, come ha spiegato oggi ai giornalisti il ministro della difesa Parisi illutrando le linee guida del decreto approvato dal consiglio dei ministri, partiranno domani e saranno operativi in Libano gia il primo di settembre. Alla missione sara’ applicato il Codice militare di pace. L’operazione e’ divisa in due fasi e si svolgera’ nei prossimi quattro mesi, il costo sara’ di 220 milioni fino alla fine dell’anno. La prima fase inizia domani e durera’ fino alla fine di ottobre con la partenza della “forza di ingresso” che vede coinvolti 2500 militari, 800 saranno impegnati sul terreno mentre gli altri 1500 sono imbarcati sulle cinque navi della marina militare coinvolte nella missione. La seconda fase sara’ articolta tra novembre e dicembre e vedra’ impegnati 2680 militari, 2450 a terra e duecento del dispositivo navale.
Parisi ha spiegato che venti militari italiani, guidati dal generale Castegnetti saranno operativi alle Nazioni Unite, a New York, per sostenere l’azione del contingente. (AGI)
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