(AGI) - Roma, 29 nov. - Primi ‘no’ dal Senato alla legge Finanziaria. La Commissione Difesa ha infatti espresso stamane voto contrario spiegando che servono “alcune fondamentali modifiche” alla Finanziaria per i capitoli relativi alle forze armate e il ministero della Difesa, il cui “soddisfacimento e’ ritenuto imprescindibile”.
Nel testo del parere, a firma del presidente della commissione, Sergio De Gregorio, e’ stata soprattutto sottolineata la “particolare gravita’” dei “rilievi critici” avanzati alla Finanziaria e si avverte che “l’introduzione delle modifiche suggerite e’ condizione essenziale per la piena valorizzazione e l’ammodernamento dello strumento militare, attesi i nuovi compiti cui esso e’ chiamato a corrispondere, anche in relazione al cambiamento dello scenario di sicurezza internazionale”.
La votazione e’ avvenuta con in aula solo la Cdl, oltre al presidente Sergio De Gregorio dal momento che il centro sinistra ave va abbandonato l’aula. Problemi anche in Commissione Finanze che non e’ stata in grado di esprimere un parere avendo i senatori di Unione e Cdl votato in perfetta parita’. L’ex presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi ha sottolineato “l’esigenza indifferibile di un aggiornamento della procedura di bilancio, tenendo conto anche della necessita’ di assicurare al Parlamento incisivi strumenti di controllo per verificare il rispetto degli obiettivi di finanza pubblica sottesi alla manovra”. Ciampi era intervenuto ieri in Commissione Finanze e aveva asnche auspicato che “la maggioranza e l’opposizione possano pervenire ad una riforma ampiamente condivisa della legislazione di contabilita’ di stato”.
Per quanto riguarda la Commissione Difesa: l’opposizione ha bocciato con 12 ad 11 il parere. Il presidente De Gregorio ha quindi buttato sul tavolo un nuovo parere, identico nelle motivazioni al precedente, ma contrario alla manovra. La maggioranza per non conoscere una nuova Caporetto ha preferito lasciare l’aula e la maggioranza ha incassato un secco 13 a 0.
Movimenti che non sono piaciuti alla maggioranza che subito criticato le modalita’ del voto: “Cio’ che e’ accaduto questa mattina in commissione Difesa e’ davvero inquietante” ha dichiarato il senatore Nicola Latorre, vicepresidente del gruppo dell’Ulivo. “I rappresentanti del centrodestra prima hanno espresso il voto favorevole alla proposta di parere del relatore e poi, nel giro di pochi minuti, hanno cambiato posizione votando contro - ha spiegato Latorre - Dopo il voto, il presidente, presentatore del documento, ne ha riproposto uno identico, mediante il quale si esprimeva tuttavia parere contrario. Sono fatti che confermano la strumentalita’ di alcune posizioni che non tengono conto in alcun modo delle questioni di merito e utilizzano i problemi seri del Paese soltanto per insopportabili giochi politici”.
“L’Unione al Senato dimostra ancora una volta che non ha i numeri per governare” ha invece commentato in una nota il capogruppo di Fi al Senato, Renato Schifani. “Troppe sono le divergenze tra l’ala riformista e quella radicale dell’Unione e verranno fuori in tutta la loro evidenza. Come e’ accaduto oggi, su un tema di fondamentale importanza come quello dei fondi alla Difesa, e come accadra’ anche in futuro. Anche per questo motivo - conclude Schifani - e’ importante protestare con forza il 2 dicembre in piazza contro un governo che puo’ fare solo danni e che gli italiani non vogliono piu’”. Intanto si attende questa sera la replica in Commissione Bilancio del senato del ministro dell’Economia, Tommaso Padoa Schioppa, attesa per le ore 21.00.
Intanto domani la maggioranza si riunira’ per stabilire quali emendamenti alla Finanziaria saranno presentati dall’Ulivo o dall’Unione e quali “lasciare all’iniziativa dei singoli senatori” come ha spiegato il relatore Gianfranco Morgando. Il relatore non si e’ sbilanciato sulla quantita’ degli emendamenti, “non saranno tantissimi ma non nell’ordine delle decine. Potrebbe trattarsi di un centinaio di emendamenti fra maggioranza, relatore e governo”. Tra quelli che verrano presentati l’emendamento che abolisce le tasse di successione nel passaggio da padre a figlio, se quest’ultimo si impegna a continuare l’attivita’ per almeno cinque anni. Altro emendamento quello per l’erogazione di un assegno fino a 150 euro l’anno per i cosiddetti “incapienti”: coloro cioe’ che non raggiungono la soglia di reddito minimo per pagare le tasse e quindi per beneficiare di sgravi fiscali. La copertura arrivera’ da un aumento delle accise sul tabacco. (AGI)
Tig