AFGHANISTAN:APPORTO AERONAUTICA MILITARE BASE SALERNO DI KHOST
Martedì, Gennaio 23rd, 2007(AGI) - Roma, 23 gen. - L’Aeronautica Militare, in tale contesto, era presente nel comitato umanitario della Base Aerea, che si e’ occupato della raccolta di generi di prima necessita’, ma soprattutto di medicine, che sono poi state distribuite con regolarita’ agli ospedali locali e presso alcuni villaggi piu’ piccoli. Il Reparto dell’Aeronautica Militare - afferma ancora la nota dell’Aeronautica militare - ha dovuto affrontare da subito numerose sfide, quali le condizioni meteorologiche, orografia, durata delle missioni aeree, presenza di minacce ed altre ancora che avrebbero potuto influenzare la sicurezza della condotta delle operazioni. L’inverno nei paesi dell’Asia Centrale e’ molto rigido con temperature che possono arrivare a -20° e spesso accompagnato da condizioni meteorologiche molto variabili. Anche l’orografia del teatro in cui l’Aeronautica Militare con i suoi uomini e velivoli da trasporto ha operato, ha avuto un ruolo molto importante: per raggiungere da nord l’Afghanistan si dovevano sorvolare le catene montuose del Pamir e dell’Hindukush con le loro vette che a volte superano i 7000 metri. Alcuni aeroporti afghani sono letteralmente incassati tra le montagne, specie quelli del nord del paese, oppure si trovano in zone semi desertiche e queste sono situazioni che si riflettono sulle tecniche di pilotaggio, sul repertorio delle manovre tattiche da applicare ed ancora una volta sulla resistenza di uomini e macchine. Capacita’ portate all’estremo durante le missioni notturne volate con l’ N.V.G. (Night Vision Goggle) in queste zone cosi’ “atipiche”. In un ambiente operativo aspro e mutevole come questo, i C-130J rischierati hanno portato a compimento centinaia di missioni per un totale di 400 ore di volo, trasportando piu’ di 2000 uomini e 1.500.000 libbre di carico, raggiungendo il ragguardevole traguardo di un’efficienza costantemente superiore al 90%. (AGI)
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