(AGI) - Olbia, 20 feb. - La Regione sta predisponendo un ricorso al presidente del Consiglio, Romano Prodi, contro il rinnovo della servitu’ militare, scaduta ieri, sull’ex arsenale militare e la base Usa di Santo Stefano, chiesta dalla Marina militare italiana al ministro della Difesa, Arturo Parisi.
L’ufficio per le servitu’ militari della Regione ha quindici giorni di tempo per presentare il ricorso contro l’inatteso piano della Marina che ha chiesto di poter gestire per fini militari alcune aree dell’arsenale di Moneta, a La Maddalena e la parte dell’isola di Santo Stefano dove sorge la base Usa per sommergibili nucleari in via di dismissione.
Sul piano il comitato paritetico per le servita’ militari aveva espresso parere contrario. La Marina sarebbe particolarmente interessata alle gallerie che ospita depositi di munizioni a Guardia del Moro, nell’isola di Santo Stefano, che il ministero della Difesa avea intenzione di cedere alla Us Navy prima che gli Usa annunciassero la loro dipartita dall’arcipelago sardo. La concessione quinquennale e’ scaduta ieri.
Ieri, intanto, il consiglio comunale di La Maddalena ha approvato un ordine del giorno proposto dai Ds in cui sindaco e giunta vengono investiti della responsabilita’ di porre in essere tutte le iniziative politiche e amministrative per liberare dai vincoli militari tutta l’area dell’arsenale e la parte di mare prospiciente il compendio cantieristico. La questione delle servitu’ militari a La Maddalena sara’ oggetto di un incontro a Roma, al ministero della Difesa, previsto per il 5 marzo prossimo.
Vi partecipera’ anche il sindaco Angelo Comiti, assolutamente contrario a nuovi vincoli: “La Marina Militare non ha bisogno di nuovi spazi, anzi deve lasciare moltissimi spazi che ha trattenuto indebitamente in questi anni”, afferma il primo cittadino di La Maddalena. “A fronte di una smobilitazione e di un taglio occupazionale negli ultimi 15 anni di circa 500 posti di lavoro, la Marina Militare ha continuato a trattenere nel suo possesso tutto cio’ che aveva in piena seconda guerra mondiale. Questo non e’ assolutamente piu’ accettabile. Noi abbiamo bisogno di rifondare la nostra economia, di tracciare delle linee nuove del nostro sviluppo che vanno verso lo sfruttamento delle nostre risorse ambientali, con un turismo compatibile, di qualita’. Abbiamo bisogno di molti spazi che oggi vengono detenuti dalla Marina Militare, compreso l’Arsenale”. (AGI)
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