(AGI) - Roma, 29 mar. - Si fa sempre piu’ aspra la tensione tra Iran e Gran Bretagna, dopo la cattura nel Golfo Persico di quindici marinai britannici. Teheran ieri aveva preannunciato come gesto distensivo la liberazione di Faye Turney, unica donna del gruppo, ma oggi ha fatto marcia indietro. “Il suo rilascio e’ stato sospeso”, ha dichiarato il comandante Alireza Afshar, portavoce dello stato maggiore. L’ufficiale ha addossato a Londra la colpa di avere gestito male la vicenda, esasperando gli animi.
Frattanto, se ieri la televisione iraniana abveva mandato in onda immagini in cui si vedevano i quindici prigionieri, intenti a consumare il pasto, con la donna che ammetteva uno sconfinamento illegale in acque territoriali iraniane, oggi l’emittente ne ha trasmesse altre, che riprenderebbero la fasi della cattura in mare aperto.
L’ambasciatore britannico a Teheran ha al contempo presentato una formale protesta al ministero degli Esteri di Teheran, contestando le riprese apparse ieri in tv e reclamando l’immediato rilascio dei connazionali. La Marina Militare iraniana ha peraltro fatto sapere di aver sequestrato, a bordo delle due unita’ navali dei britannici, carte nautiche e Gps, che proverebbero l’avvenuta violazione della frontiera marittima. Replica dalla rappresentanza permanente britannica presso le Nazioni Unite: le coordinate contenute nei navigatori satellitari sono state alterate a bella posta, per suffragare le accuse.
Per tentare di risolvere la crisi si e’ mobilitato anche il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, che ne ha discusso con il ministro degli Esteri iraniano, Manouchehr Mottaki. In serata il Consiglio di Sicurezza dell’Onu esaminera’ una mozione presentata dal Regno Unito, in cui si condanna l’azione e si ribadisce che i militari erano in acque irachene. Teheran invece continua a sostenere che i quindici tra marinai e incursori erano in acque territoriali iraniane, e che quando sono stati bloccati avevano sconfinato gia’ sei volte. Per questo ora il regime degli ayatollah chiede scuse ufficiali.
A rendere ancora piu’ teso il clima, c’e’ l’accusa arrivata dal consolato iraniano a Bassora, secondo cui soldati britannici hanno compiuto una breve azione ostile contro la sede diplomatica. Il comando britannico ha smentito seccamente. Da Londra il portavoce del premier Tony Blair ha assicurato che il suo governo non cerca lo scontro con l’Iran. “Vogliamo risolvere tutto questo il prima possibile”, ha detto. Blair, che ha bollato come una “ignominia” l’aver mostrato in tv la soldatessa prigioniera, puo’ contare sul sostegno dell’Unione Europea nel suo complesso, come chiarito ieri dalla Presidenza di turno tedesca. La Francia si e’ mobilitata anche autonomamente, convocando l’ambasciatore iraniano a Parigi.
Il portavoce della Farnesina, Pasquale Ferrara, dal canto suo ha sottolineato che l’Italia “si riconosce nella posizione espressa dalla Presidenza tedesca”. Quanto alla mozione all’esame del Consiglio di sicurezza, Ferrara si e’ limitato a osservare: “Quando sara’ discussa, vedremo”. (AGI)
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