GUANTANAMO: ALGERINO SI RIVOLGE A GIUDICI USA CONTRO RIMPATRIO
Martedì, Luglio 31st, 2007(AGI/EFE) - Londra, 31 lug. - Preferisce rimanere nel carcere speciale della Baia di Guantanamo, piuttosto che essere rimpatriato e magari consegnato alle autorita’ del suo Paese, un cittadino algerino catturato nel dicembre 2001 in Pakistan e affidato alle truppe americane di stanza in Aghanistan, dove fu detenuto a Kandahar prima di essere trasferito, il marzo successivo, nel centro di detenzione speciale annesso alla base della Marina Militare americana della minuscola enclave, situata all’estremita’ sud-orientale di Cuba. Lo riferisce il quotidiano londinese ‘The Times’ secondo cui l’uomo, Ahmed Belbacha di 38 anni, ha addirittura presentato ricorso d’urgenza a una Corte d’Appello negli Stati Uniti per opporsi alla scarcerazione da Guantanamo che, a detta dei suoi avvocati, sarebbe imminente. Belbacha attualmente e’ rinchiuso nel cosiddetto Campo 6, l’ala a regime piu’ duro del super-penitenziario per presunti terroristi islamici; e’ tenuto in isolamento 22 ore al giorno, in una cella d’acciaio priva di finestre, senza alcuna possibilita’ di comunicare con gli altri reclusi e appena la concessione di un minimo di esercizio fisico. Accusato di essere complice dei Talebani afghani, lo scorso febbraio fu pero’ prosciolto da ogni addebito e giudicato idoneo al rilascio. Belbacha teme pero’ che, una volta rientrato in Algeria, sara’ trattato alla stregua di un militante fondamentalista ed esposto a ogni genere di vessazioni. Uno dei difensori ha inoltre fatto richiesta al Regno Unito, dove il suo assistito ha trascorso in passato un periodo di tre anni, affinche’ lo autorizzi a ristabilirvisi: ma le autorita’ di Londra hanno respinto la richiesta in quanto non si tratta di un suddito britannico, e dunque non e’ previsto un loro intervento. (AGI)
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