(AGI) - Cagliari, 27 feb. - “Se il ministero della Difesa non si assumera’ le proprie responsabilita’ sul riassorbimento dei lavoratori dell’ex arsenale della Maddalena, i sindacati sono pronti a dichiarare lo stato di agitazione”. Lo hanno ribadito stamattina Lorenzo Porcheddu (Cgil), Gaetano Pedroni (Cisl), Lorenzo De Rosa (Uil) e Giuseppe Chelo (Flp Difesa) durante il sit in di protesta davanti a Villa Mimosa, sede dell’Associazione degli industriali del nord Sardegna, in cui si sta svolgendo la conferenza di servizi che decidera’ il destino dei 143 impiegati che rischiano la mobilita’.
“Si tratta di una riunione convocata impropriamente, senza la necessaria concertazione coi sindacati prevista dalla legge - hanno detto i rappresentanti galluresi dei lavoratori - a cinque giorni dalla probabile messa in mobilita’, senza la necessaria coerenza e tempestivita’”.
I sindacati chiedono che i dipendenti della Difesa siano ricollocati all’interno dei cinque enti del ministero presenti nel territorio: Mariscuola, Marifari, Marigeminil, circolo ufficiali e circolo sottufficiali. L’intenzione del dicastero guidato da Arturo Parisi (”cui abbiamo chiesto piu’ volte un incontro e che non ci ha mai voluto ricevere”, hanno detto i rappresentanti sindacali) sarebbe invece “trasferire” i dipendenti alla Regione e agli altri enti pubblici. Al vertice di Villa Mimosa partecipano tra gli altri rappresentanti della stessa Regione, della Difesa, delle Province di Sassari e Olbia-Tempio e delle due Asl del nord Sardegna, oltre al prefetto di Sassari, Paolo Guglielman, che incontrera’ i sindacati nel pomeriggio per riferire degli esiti del vertice. (AGI)
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