Archivio per il Febbraio, 2008

LA NOTIZIA: LIBANO E ISRAELE IN MASSIMA ALLERTA (ORE 14)

Giovedì, Febbraio 14th, 2008

(AGI) - Roma, 14 feb. - Centinaia di migliaia di persone hanno gremito il centro di Beirut, per il terzo anniversario dell’assassinio dell’ex premier Rafiq Hariri, mentre a pochi chilometri di distanza si svolgevano i funerali di Imad Moughniyah, il capo militare delle milizie sciite di Hezbollah e uno degli uomini piu’ ricercati degli Stati Uniti, morto ieri in un attentato a Damasco.

Esercito e polizia sono stati posti in stato di massima allerta per il rischio di scontri tra fazioni rivali filo e anti-siriane. Ai funerali di Moughniyah ha partecipato anche il ministero degli esteri iraniano, Manoucher Mottaki, mentre il supremo Ayatollah, Ali Khameni, ha definito il capo di hezbollah ucciso un “grande uomo”.

E’ massima allerta anche in Israele e nelle rappresentanze diplomatiche dello Stato ebraico. Esercito, marina e aviazione militare con la Stella di David, allertate dal capo di Stato maggiore Gaby Ashkenazi, sarebbero pronte a rispondere a un eventuale attacco di Hezbollah, che ha indicato nello Stato ebraico il mandante dell’omicidio. La radio dell’esercito ha smentito la circostanza. Il governo, ha detto Avi Dichter, ministro della Sicurezza Interna, ha “cominciato a valutare la situazione con i vertici della polizia e dell’esercito”.

L’allarme riguarda non solo il territorio propriamente israeliano ma anche la Cisgiordania e i cittadini residenti all’estero. In entrambi in casi si teme una “vendetta” di Hezbollah con cui il “partito di Dio” dimostrerebbe capacita’ di reazione militare dopo un il colpo ricevuto. In particolare, le misure di sicurezza sono state rafforzate intorno agli uffici all’estero della compagnia aerea El Al mentre all’Agenzia ebraica e’ arrivato un ordine analogo.(AGI)

Red

USA: LA RICE AMMETTE “ERRORI IN IRAQ E IN AFGHANISTAN”

Giovedì, Febbraio 14th, 2008

(AGI/REUTERS) - Washington, 13 feb. - Per il segretario di Stato Usa, Condoleezza Rice, nelle fasi iniziali della ricostruzione furono commessi errori tanto in Iraq che in Afghanistan, dove - ha detto- gli sforzi internazionali furono incoerenti. Nel corso di un’audizione alla commissione esteri del Senato, dopo essere stata duramente criticata da alcuni Democratici per l’invasione in Iraq, la Rice ha ammesso che il Pentagono non ebbe la capacita’ di avviare la ricostruzione necessaria dopo l’invasione del marzo 2003. E anche in Afghanistan - dove la coalizione a guida statunitense rovescio’ il regime talebano subito dopo gli attentati dell’11 settembre- la comunita’ internazionale ebbe inizialmente un approccio poco utile al Paese. “In Afghanistan avevamo una strategia che definire ‘adotta un ministero’: cosi’ un Paese si prendeva un ministero, un Paese se ne prendeva un altro e francamente stiamo ancora pagando per l’incoerenza di questo sforzo”. “Poi fu la volta dell’Iraq e fu affidato al ministero della Difesa ma loro sarebbero i primi ad ammettere che non ebbero la capacita’ di mobilitare le forze della societa’ civile per la ricostruzione”. La Rice, che era consigliere per la sicurezza nazionale quando gli Usa invasero l’Iraq e al Pentagono venne affidato il compito della ricostruzione e del governo del dopo-guerra, ha aggiunto che le cose cominciarono a funzionare quando vennero costituiti “team di ricostruzione a livello provinciale” con civili e militari insieme. La commissione Esteri del Senato sta esaminando il budget 2009 che prevede l’assunzione di oltre 1.000 nuovi diplomatici e la creazione di “corpi civili di intervento” di cui dovranno far parte esperti nei settori della giustizia, sanita’ e istruzione e a sostegno degli interventi di ricostruzione all’estero. (agi)

Bia

URANIO: MENAPACE, OK LAVORO COMMISSIONE MA QUESTIONI APERTE

Martedì, Febbraio 12th, 2008

(AGI) - Roma, 12 feb. - ‘Le conclusioni del lavoro svolto dalla commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito sono molto soddisfacenti: infatti la commissione pur nel breve tempo che ha avuto a disposizione e nonostante la fine della legislatura, ha portato un contributo decisivo alla annosa questione’. E’ il commento della presidente Lidia Menapace- Infatti si e’ definito il quadro di giudizio del passato: fintanto che la scienza non avra’ provato il rapporto certo e indiscutibile di causa ed effetto tra l’esposizione all’uranio impoverito e patologie, la commissione e anche il ministero della difesa ammettono il rischio, la probabilita’ e la necessita’ di riconoscere percio’ la causa di servizio a chi presenti danni in seguito a partecipazione a missioni militari. Restano naturalmente aperte questioni che riguardano il presente e il futuro, ma le conclusioni della commissione che sono state rigorosamente di convinzione e non di schieramento hanno certamente segnato un punto fermo nella materia, valido per chiunque possa essere in futuro ministro della difesa’. (AGI)
Els

AERONAUTICA: F16 IN MARE A TRAPANI, PILOTA DIMESSO DA OSPEDALE

Martedì, Febbraio 12th, 2008

(AGI) - Trapani, 12 feb. - Il maggiore Maurizio De Angelis, 38 anni di Isernia, precipitato ieri sera a bordo di un F16 a 15 miglia a Nord Ovest dell’isola di Levanzo (Trapani), ha firmato a mezzogiorno i documenti per la dimissione dall’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani, dopo essere rimasto in osservazione tutta la notte ed essere stato sottoposto a Tac, radiografie e altri esami diagnostici. L’ufficiale, che e’ al comando del 18esimo gruppo volo del 37esimo stormo della base di Trapani-Birgi dell’Aeronautica militare, ha soltanto qualche escoriazione al volto. “Il pilota e’ in compagnia della moglie - racconta il colonnello Gianluca Di Battista del 37esimo Stormo - e dell’incidente ha soltanto ricordi confusi”. Il maggiore De Angelis, che intorno alle 20 di ieri sera e’ riuscito a lanciarsi dall’abitacolo prima che l’F16 precipitasse durante un’esercitazione di volo notturno, e’ stato localizzato circa tre quarti d’ora dopo. Alle ricerche hanno partecipato un elicottero dell’Aeronautica e sei motovedette, quattro della Guardia costiera di Trapani e Favignana, una della polizia di Stato di stanza al porto di Trapani e un’altra dei carabinieri arrivata da Mazara del Vallo. “Era pronta a partire anche una motovedetta della Guardia di Finanza -ha precisato il comandante della Capitaneria di porto di Trapani, Sandro Gallinelli, subito dopo l’arrivo del naufrago sulla banchina adiacente la stazione marittima- ma non e’ stato necessario, perche’ nel frattempo il pilota e’ stato avvistato dall’elicottero e una nostra motovedetta l’ha recuperato”. Intanto l’Aeronautica ha aperto un’inchiesta e in questa direzione e’ stata contattata la Marina per programmare il recupero del velivolo, poiche’ soltanto dall’esame dei pezzi del relitto potranno essere individuate le cause dell’incidente. (AGI)
Cli/Rap/Mzu

PAKISTAN: FERITO E CATTURATO IL FRATELLO DEL MULLAH DADULLAH

Lunedì, Febbraio 11th, 2008

(AGI/AFP) - Quetta (Pakistan), 11 feb. - Catturato in Pakistan il mullah Mansoor Dadullah, fratello del defunto mullah Dadullah a cui era succeduto alla guida dei talebani nella provincia di Helmand, nel sud dell’Afghanistan. Mansoor e’ stato ferito e arrestato dalle forze di sicurezza di Islamabad durante una sparatoria in un villaggio del Belucistan, nel sud-ovest, vicino alla frontiera con l’Afghanistan.
Mansour aveva preso il posto del mullah Dadullah, mente del sequestro del giornalista italiano Daniele Mastriogiacomo, dopo la sua uccisione, il 13 maggio scorso. A dicembre, pero’, era stato scaricato dal leader supremo del movimento, il mullah Mohammed Omar, per aver disobbedito a un ordine. Mansour, tra l’altro, era stato il terzo dei cinque detenuti rilasciati a marzo dell’anno scorso dal governo di Kabul in cambio della liberazione di Mastrogiacomo.
Con Dadullah sono stati catturati altri sette uomini nell’operazione scattata nel Belucistan in seguito a un’imbeccata arrivata agli 007 pakistani. Uno dei suoi guardaspalla, ferito nella sparatoria, e’ morto durante il trasporto in ospedale. Ma il comandante, ha assicurato il capo della polizia provinciale, Saud Gohar, pur ferito “e’ fuori pericolo”. La stessa fonte, smentendo le voci dell’uccisione di Dadullah, ha raccontato che Mansour si era nascosto in una casa nel villaggio di Goswal Ismail Zai. Un comunicato dell’esercito pakistano ha dato, tuttavia, una versione diversa della cattura: “Il comandante talebano Mullah Mansour Dadullah e’ stato catturato dopo una sparatoria con le guardie di frontiera mentre tentava di varcare il confine del Belucistan”.
Da Kabul, il generale Mohammad Zahir Azimi, portavoce del ministero della Difesa afghano, ha espresso grande soddisfazione per la cattura, che secondo alcune fonti sarebbe stata resa possibile dalla rottura tra Dadullah e il comando centrale dei talebani.
Gli ultimi sviluppi si sono prodotti mentre sulla stampa occidentale si parla di un coinvolgimento di agenti segreti britannici in contatti con dirigenti talebani nella provincia di Helmand. Ma non si e’ ancora capito quali possano essere gli interlocutori degli 007 di Sua Maesta’. Tuttavia appena pochi giorni fa il governo di Islamabad aveva smentito la presenza sul territorio pakistano di capi talebani e qaedisti, denunciata dai servizi segreti statunitensi. (AGI)
Ral/Sar

PAKISTAN: FERITO E CATTURATO DADULLAH, UCCISO GUARDASPALLE

Lunedì, Febbraio 11th, 2008

(AGI/AFP) - Quetta (Pakistan), 11 feb. - Mansoor Dadullah, considerato il capo delle operazioni talebane nella provincia meridioanale afghana di Helmand, e’ stato ferito e catturato questa mattina dalle forze di sicurezza pachistane durante una sparatoria in un villaggio del Belucistan, nel sudovest del Paese. Il talebano, che di recente sarebbe stato scaricato dal leader supremo del movimento, il mullah Mohammed Omar, fu uno dei cinque detenuti rilasciati a marzo dell’anno scorso dal governo di Kabul in cambio della liberta’ del giornalista Daniele Mastrogiacomo.
Con Dadullah sono stati catturati questa mattina altri sette uomini. Uno dei suoi guardaspalla, ferito nella sparatoria, e’ morto durante il trasporto in ospedale. Ma il comandante, ha assicurato il capo della polizia provinciale, Saud Gohar, pur ferito “e’ fuori pericolo”. La stessa fonte, smentendo le voci dell’uccisione di Dadullah, ha raccontato: “Ha opposto resistenza all’operazione dei nostri uomini nel villaggio di Gowal Ismail Zai. La sua presenza era stata segnalata dai nostri servizi segreti… si nascondeva in una casa del villaggio”.
Un comunicato dell’esercito pachistano ha dato, tuttavia, una versione diversa della cattura: “Il comandante talebano Mullah Mansoor Dadullah mentre tentava di varcare il confine… e’ stato catturato dopo una sparatoria con le guardie di frontiera del Belucistan”.
Da Kabul, il generale Mohammad Zahir Azimi, portavoce del ministero della Difesa afghano, ha espresso grande soddisfazione per la cattura, ma non ha agginto altro. Una fonte anonima afghana ha affermato che, stando alle indicazioni ricevute dal governo, la cattura e’ anche il risultato della rottura tra Dadullah e il comando centrale dei talebani.
Mansoor Dadullah prese il posto del fratello, il mullah Dadullah, quando questi fu ucciso il 13 maggio dell’anno scorso in un’operazione congiunta della Nato con le forze afghane nel sud del Paese. Lo scorso dicembre, tuttavia, in un comunicato il vertice talebano affermava che Mansoor Dadallah era stato destituito “perche’ aveva disobbedito agli ordini dell’Emirato islamico” dei talebani. Un portavoce del comandante nego’ un provvedimento del genere.
Gli ultimi sviluppi si sono prodotti mentre sulla stampa occidentale si parla di un coinvolgimento di agenti segreti britannici in contatti con dirigenti talebani nella provincia di Helmand. Ma non si e’ ancora capito quali possano essere gli interlocutori degli 007 di Sua Maesta’. Tuttavia appena pochi giorni fa il governo di Islamabad aveva smentito la presenza sul territorio pachistano di capi talebani e qaedisti, denunciata dai servizi segreti statunitensi. (AGI)
Ral

PAKISTAN: CATTURATO IL MULLAH MANSOOR DADULLAH

Lunedì, Febbraio 11th, 2008

(AGI/AFP) - Quetta, 11 feb. - Appena pochi giorni fa il governo di Islamabad aveva smentito la presenza sul territorio pachistano di capi talebani e qaedisti, denunciata dai servizi segreti statunitensi.
Con Dadullah questa mattina sono stati catturati altri quattro ribelli, tra cui tre guardaspalle del capo. Erano nascosti in una casa del villaggio dove vivevano alcune donne e bambini.
Da Kabul, il geneale Mohammad Zahir Azimi, portavoce del ministero della Difesa, ha espresso grande soddisfazione per la cattura. Una fonte anonima ha affermato che stando alle indicazioni ricevute dal governo, la cattura e’ anche il risultato di una controversia tra Dadullah e il comando centrale dei talebani. (AGI)
Ral

URANIO: ACCAME, ANCORA SCONOSCIUTA BOZZA COMMISSIONE INCHIESTA

Sabato, Febbraio 9th, 2008

(AGI) - Cagliari, 9 feb. - “Ad oggi la bozza della relazione sull’uranio impoverito, che sembra che verra’ approvata martedi’ prossimo dalla Commissione di inchiesta, e’ sconosciuta”. Lo denuncia il presidente dell’associazione vittima arruolate nelel Forze Armate e famiglie dei Caduti Falco Accame sottolineando che “non e’ dato sapere cosa contenga ne’ quali emendamenti siano stati proposti”. Secondo l’ex parlamentere “e’ auspicabile che il presidente del Senato chieda che sia resa nota, quanto meno agli organi di stampa, prima della riunione e che la discussione sulla relazione sia resa ascoltabile almeno nella sala stampa del Senato ai giornalisti”.
Perfino nel caso di leggi come la 124/2007 sui servizi segreti - osserva Accame - la bozza di legge e’ stata resa nota ben prima della sua discussione e ha reso possibile formulare critiche e proposte. La relazione deve necessariamente toccare temi sensibilissimi come quello riguardante il numero delle vittime militari e civili (forse piu’ di un migliaio) vittime di possibile contaminazione da uranio impoverito e quello della questione della mancata emanazione di norme di protezione per il personale (mancata adozione del principio di precauzione) per cui, per almeno 6 anni, il personale militare e civile nelle zone di operazione non e’ stato edotto sui pericoli che correva. Non si sa chi sia il responsabile di questa mancata protezione e come sia possibile che le cifre ufficiali siano passate dai 44 casi della Relazione Mandelli ai circa 2.000 denunciati dal gruppo operativo della Sanita’ militare. (AGI)
Red/Sol/Cog

QUIRINALE: I PUNTI DEL BILANCIO 2008

Sabato, Febbraio 9th, 2008

(AGI) - Roma, 9 feb. - Situazione del personale “Nel corso del 2007 il personale complessivamente a disposizione della amministrazione si e’ ridotto di 177 unita’.
Alla data del 31 dicembre 2007 il personale di ruolo ammonta a 945 unita’ - 42 in meno rispetto al 31 dicembre 2006 -, di cui 84 appartenenti alla carriera direttiva, 120 alla carriera di concetto (- 4), 222 alla carriera esecutiva (- 6) e 519 alla carriera ausiliaria (- 32). Il personale di diretta collaborazione ammonta a 75 unita’ in posizione di comando (37 civili e 38 militari, di cui 31 addetti all’Ufficio del Consigliere per gli affari militari e alla Segreteria del Consiglio supremo di difesa, grazie alla integrazione tra le due strutture), 11 unita’ a contratto e 11 collaboratori a vario titolo, con una riduzione complessiva di 11 unita’ rispetto al 31 dicembre 2006″.
“Il personale militare e delle forze di polizia distaccato per esigenze di sicurezza ammonta a 962 unita’, di cui 267 appartenenti al Reggimento dei Corazzieri, specificamente preposto ai servizi di guardia d’onore e sicurezza interna del Quirinale e delle altre sedi istituzionali che costituiscono residenza del Capo dello Stato. Rispetto alla consistenza al 31 dicembre 2006 si e’ gia’ conseguita una riduzione di 124 unita’ (di cui 30 relative al Reggimento Corazzieri) grazie ad una prima revisione dei servizi ritenuti strettamente necessari compiuta d’intesa con le amministrazioni direttamente responsabili della sicurezza (Ministeri dell’interno, della difesa, dell’economia e delle finanze).(AGI)
Nic (Segue)

QUIRINALE: 124 UOMINI DI SUCREZZA IN MENO NEL 2006

Sabato, Febbraio 9th, 2008

(AGI) - Roma, 9 feb. - “Il personale militare e delle forze di polizia distaccato per esigenze di sicurezza ammonta a 962 unita’, di cui 267 appartenenti al Reggimento dei Corazzieri, specificamente preposto ai servizi di guardia d’onore e sicurezza interna del Quirinale e delle altre sedi istituzionali che costituiscono residenza del Capo dello Stato. Rispetto alla consistenza al 31 dicembre 2006 si e’ gia’ conseguita una riduzione di 124 unita’ (di cui 30 relative al Reggimento Corazzieri) grazie ad una prima revisione dei servizi ritenuti strettamente necessari compiuta d’intesa con le amministrazioni direttamente responsabili della sicurezza (Ministeri dell’interno, della difesa, dell’economia e delle finanze)”. Lo si legge nel bilancio del Quirinale.(AGI)
Nic

QUIRINALE: NAPOLITANO RIDUCE IL NUMERO DEI CORAZZIERI

Sabato, Febbraio 9th, 2008

(AGI) - Roma, 9 feb. - In particolare “il personale militare e delle forze di polizia distaccato per esigenze di sicurezza ammonta a 962 unita’, di cui 267 appartenenti al Reggimento dei Corazzieri, specificamente preposto ai servizi di guardia d’onore e sicurezza interna del Quirinale e delle altre sedi istituzionali che costituiscono residenza del Capo dello Stato”.
Prosegue la nota: “rispetto alla consistenza al 31 dicembre 2006 si è gia’ conseguita una riduzione di 124 unita’ (di cui 30 relative al Reggimento Corazzieri) grazie ad una prima revisione dei servizi ritenuti strettamente necessari compiuta d’intesa con le amministrazioni direttamente responsabili della sicurezza (Ministeri dell’interno, della difesa, dell’economia e delle finanze)”.
In altre parole, a fronte di una riduzione complessiva del personale di circa il 5 percento, quella dei Corazzieri e’ perlomeno doppia.(AGI)
Nic

MARINA MILITARE: CERIMONIA GIURAMENTO 494 VOLONTARI A TARANTO

Venerdì, Febbraio 8th, 2008

(AGI) - Taranto, 8 feb. - Si e’ svolta stamani, presso la piazza d’armi del Centro Selezione, Addestramento e Formazione del Personale Volontario della Marina Militare di Taranto la cerimonia del giuramento di 494 volontari in ferma prefissata di un anno, appartenenti al terzo blocco-secondo incorporamento 2007. La cerimonia e’ stata presenziata dal vice ispettore delle Scuole della Marina Militare, Contrammiraglio Marco Santarini e condotta dal Comandante del Centro, Capitano di Vascello Antonio Muscio. I 494 marinai che hanno giurato (tra essi 57 donne) sono giunti a Maricentro il 17 dicembre scorso, dopo aver superato un’accurata selezione, hanno frequentato un corso formativo di base durante il quale hanno acquisito i primi elementi militari. Con la cerimonia del giuramento si e’ pertanto concluso il loro addestramento iniziale, il 65% di essi raggiungera’ la prima destinazione di servizio entro l’11 febbraio, il restante 35% la raggiungera’ dopo aver frequentato un corso di abilitazione alla specifica categoria assegnata. Al termine del periodo di ferma di un anno i volontari, in base alla disponibilita’ della Forza Armata, potranno chiedere di accedere ad ulteriore rafferma di un anno; inoltre potranno partecipare all’arruolamento dei volontari in ferma quadriennale e concorrere per le carriere iniziali delle forze di Polizia ad ordinamento militare e civile e del corpo militare della Croce Rossa.(AGI)
Cli/Tib

GESUITI: NOSTRA OBBEDIENZA NON E’ DI TIPO MILITARE

Venerdì, Febbraio 8th, 2008

(AGI) - CdV, 7 feb. - L’obbedienza che lega i gesuiti al Papa e’ diversa dalla disciplina militare che vige negli eserciti. ‘Si dice che siamo l’artiglieria pesante del papato, o la cavalleria leggera della Chiesa, ma l’obbedienza non ha nulla di militaresco’, ha spiegato oggi ai giornalisti padre Carlo Casalone, portavoce della Congregazione Generale della Compgnia di Gesu’, ricordando l’origine dello specifico voto di obbedienza al Papa dei gesuiti, che va ad aggiungersi ai tre voti di ogni ordine religioso: castita’, poverta’, obbedienza ai superiori. ‘Oggi l’obbedienza non e’ considerata una virtu’ ed e’ spesso intesa come l’abbandono del senso critico’. Per noi, ha affermato Casalone, si tratta di ‘un valore positivo, che va pero’ ripensato per adeguarlo meglio ai problemi e alle esigenze del mondo contemporaneo’. E in questo spirito una commissione speciale analizza la lettera che il Papa ha indirizzato alla Congregazione Generale chiedendo la ‘totale adesione alla dottrina cattolica’. ‘Stiamo lavorando per capire come tener conto in modo serio e pragmatico delle sue indicazioni’, ha rivelato padre Casalone sottolineando che il tema dell’obbedienza al Papa coinvolge quelli dell’identita’ e della missione dei gesuiti, quello della struttura di governo della Compagnia di Gesu’ e quello della collaborazione con i laici in presenza di un calo delle vocazioni sacerdotali. All’attenzione del nuovo preposito generale Adolfo Nicolas, e della Congregazione Generale che lo ha eletto, anche le missioni in Asia e l’impegno dei gesuiti nel mondo della cultura. E’ confermata l’udienza del Papa ai 226 delegati fissata per il 21 febbraio. (AGI)
Siz