Archivio per il Gennaio, 2009

COMUNE LOCRI: DISPOSITIVI ECOLOGICI SUI MEZZI PUBBLICI

Mercoledì, Gennaio 14th, 2009

(AGI) - Locri (Reggio Calabria), 14 gen. - Dispositivi ecologici saranno installati quanto prima su tutti i mezzi pubblici in servizio nella citta’ di Locri. L’iniziativa, che rientra in un progetto a livello sperimentale, e’ stata presentata oggi durante una conferenza stampa tenutasi al Municipio ed alla quale hanno presenziato il sindaco, Francesco Macri’, il suo vice, Giovanni Calabrese, e l’assessore alla Cultura, Francesco Commisso, per l’Amministrazione comunale, e Franco Commini, esperto della materia e responsabile commerciale della “Salt”, azienda impegnata a far apprezzare le caratteristiche del dispositivo ecologico, brevettato dell’ingegnere Mario Pandolfo, gia’ testato ed utilizzato dal Cnr e dalla Marina Militare. Il dispositivo si applica al motore di qualsiasi tipo di autovettura, comprese macchine agricole, con alimentazione sia a gasolio che a benzina ed anche gas. Il suo principio funzionale si basa sul potere di “disgregazione molecolare” che migliora le prestazioni del motore, evita la fuoriuscita di fumi consentendo un minore impatto ambientale, prevenendo la dispersione di elementi nocivi per la salute delle persone. Il dispositivo ecologico puo’ essere acquistato ad un costo abbastanza contenuto e gode di una garanzia totale di cinque anni, nel corso dei quali viene sostituito gratuitamente in caso di inconvenienti. Il sindaco Macri’ ha sottolineato quanto sia importante che altri Enti Locali valutino con attenzione la possibilita’ di fare installare il dispositivo sui propri mezzi pubblici. Per quanto concerne la citta’ di Locri, Macri’ ha precisato che i dispositivi ecologici saranno, in primo luogo, installati sugli scuolabus e poi sugli altri mezzi pubblici. Dopo un periodo di necessaria osservazione e monitoraggio, saranno resi noti i primi risultati dell’importante iniziativa di salvaguardia ambientale. (AGI)

Cli/Adv

MINA ANTINAVE DELLA 2°GUERRA FATTA BRILLARE IN ADRIATICO

Martedì, Gennaio 13th, 2009

(AGI) - Ravenna, 13 gen. - Gli artificieri della Marina militare, arrivati da Ancona hanno fatto esplodere in mare questa mattina al largo di Ravenna la mina magnetica antinave rimasta imbrigliata il giorno dell’Epifania nelle reti del motopescghereccio Rex, che poi l’aveva issata a a bordo senza pensare si trattasse di una mina. Quando gli uomini della Guardia Costiera hanno ispezionato il reperto hanno invece capito che si trattava di un ordigno residuato bellico e, dopo averlo messo in sicurezza, lo hanno trascinato a 4 miglia di distanza dalla costa al largo del porto di Cervia , ancorandolo a 8 metri di profondità’. La zona era stata poi delimitata e interdetta alla navigazione, in attesa del brillamento, allora reso impossibile dalle condizioni del mare. Oggi gli artificieri hanno fatto esplodere le microcariche telecomandate posizionate sul corpo metallico dell’ordigno, facendolo saltare in aria. L’esplosione ha sollevato una colonna d’acqua alta circa 30 metri. (AGI)

Ari

URANIO: AVV.CIARMOLI, SENTENZA APRIPISTA PER VITTIME PUGLIESI

Martedì, Gennaio 13th, 2009

(AGI) - Roma, 13 gen. - “La recente sentenza del Tribunale di Firenze che ha condannato il Ministero della Difesa a risarcire con 545mila euro un militare toscano affetto da un linfoma dopo una missione all’estero, vittima di possibile contaminazione da uranio impoverito, e’ un importante apripista che consentira’ ai numerosi militari pugliesi e non solo che vivono lo stesso dramma di avere finalmente giustizia” Lo dichiara l’avvocato Bruno Ciarmoli del Foro di Bari, che da alcuni anni assiste diversi malati e familiari di vittime anche attraverso il sito di denuncia e contatto vittimeuranio.com. “La Puglia - spiega Ciarmoli - e’ in assoluto la regione italiana che ha pagato con il maggior numero di militari deceduti il prezzo di questa assurda guerra. Sono infatti sei i morti. Tre in provincia di Lecce, Andrea Antonaci scomparso nel 2000, Alberto Di Raimondo (2005), Giorgio Parlangeli (2007). E poi ricordiamo Roberto C. della Provincia di Taranto, morto nel 2007, Crescenzo D’Alicandro della Provincia di Brindisi, scomparso nel 1996, e il militare della Provincia di Foggia Corrado Di Giacobbe, morto nel 2001. Almeno altrettanti - continua l’avvocato - sono i malati, tra cui Carlo Calcagni di Guagnano e Luca Giovanni Cimino di Copertino che ha chiesto di essere indennizzato dopo aver scoperto un tumore osseo in seguito al servizio prestato nel Poligono di Torre Venere, sempre in Provincia di Lecce”. (AGI)

Red

SOMALIA: PRIME TRUPPE ETIOPICHE LASCIANO MOGADISCIO

Martedì, Gennaio 13th, 2009

(AGI/REUTERS/EFE) - Mogadiscio, 13 gen. - Hanno cominciato oggi a lasciare Mogadiscio i primi scaglioni del contingente etiopico schierato in Somalia dal marzo 2007, che risulto’ decisivo per deporre le Corti islamiche da cui era stato assunto il potere. Lo hanno riferito testimoni oculari, secondo cui le truppe di Addis Abeba in mattinata hanno abbandonato tre delle loro basi principali nella parte nord della capitale somala: le rovine del vecchio pastificio, che il 2 luglio ‘93 fu teatro della sanguinosa battaglia detta ‘del check-point Pasta’, costata la vita a tre militari italiani e il ferimento di ulteriori 36; e inoltre quelle di Hayla Barise e di Arafaad. La loro partenza e’ stata salutata con esultanza dalla popolazione, centinaia di persone radunatesi lungo le strade al grido di “Sia lode ad Allah!”: gli etiopi sono infatti sempre stati visti come meri occupanti. In citta’ manterranno per il momento ancora quattro avamposti: all’ingresso sud, all’aeroporto, presso l’ex sede del ministero della Difesa e a ‘Villa Somalia’, il Palazzo Presidenziale. Delle aree urbane ove si trovano le strutture evacuate avrebbero nel frattempo assunto il controllo le milizie fondamentalistiche: “Per evitare un vuoto di potere”, ha spiegato un loro portavoce, Sheikh Hassan Osman. In realta’, anche il resto dei soldati etiopici dovrebbero comunque allontanarsi da Mogadiscio oggi stesso: lo ha sostenuto a sua volta Suleiman Olad Roble, dirigente dell’Alleanza per la Ri-liberazione della Somalia, formazione dell’opposizione islamica meno intransigente. (AGI)

Pdo (Segue)

URANIO: TRIBUNALE FIRENZE CONDANNA MINISTERO DIFESA

Martedì, Gennaio 13th, 2009

(AGI) - Roma, 13 gen. - “Storica sentenza, il 17 Dicembre 2008, del Tribunale di Firenze che obbliga il Ministero della Difesa a risarcire con la somma di 545mila euro per il danno non patrimoniale subito dal militare di Orbetello (Grosseto) Giambattista Marica, affetto da un linfoma e vittima di possibile contaminazione da uranio impoverito. Il paracadutista si era ammalato dopo la missione IBIS in Somalia”. Lo rende noto il presidente dell’associazione di tutela delle vittime Anavafaf Falco Accame attraverso il sito www.vittimeuranio.com. Secondo la sentenza “deve concludersi che, nel caso in discorso, vi sia stato un atteggiamento non commendevole e non ispirato ai principi di cautela e responsabilita’ da parte del Ministero della Difesa, consistito nell’aver ignorato le informazioni in suo possesso, gia’ da lungo tempo, circa la presenza di uranio impoverito nelle aree interessate dalla missione ed i pericoli per la salute dei soldati collegati all’utilizzo di tale metallo, nel non aver impiegato tutte le misure necessarie per tutelare la salute dei propri militari e nell’aver ignorato le cautele adottate da altri Paesi impegnati nella stessa missione, nonostante l’adozione di tali misure di prevenzione fosse stata piu’ volte segnalata dai militari italiani”. “Il Ministero della Difesa - si legge sempre nella sentenza - sapeva dunque, doveva ed era tenuto a sapere avendone l’obbligo giuridico, dell’uso di ordigni all’uranio impoverito, della sua pericolosita’ e dei rischi ad esso collegati, e doveva conseguentemente ispirare la propria azione ai principi di cautela e protezione, nella salvaguardia del personale inviato col contingente italiano, da pericoli incombenti e diffusi, ulteriori e diversi dall’ineliminabile rischio insito nel ‘mestiere di soldato’, in quel precipuo teatro di guerra, come si e’ detto connotato da forte presenza di sostanze nocive ed idonee ad innescare, su un numero indeterminato di persone, per le notizie al tempo gia’ disponibili, processi eziopatogenetici”. (AGI)

Vim

URANIO: TRIBUNALE FIRENZE CONDANNA MINISTERO DIFESA

Lunedì, Gennaio 12th, 2009

(AGI) - Roma, 12 gen. - “Storica sentenza, il 17 Dicembre 2008, del Tribunale di Firenze che obbliga il Ministero della Difesa a risarcire con la somma di 545mila euro per il danno non patrimoniale subito dal militare di Orbetello (Grosseto) Giambattista Marica, affetto da un linfoma e vittima di possibile contaminazione da uranio impoverito. Il paracadutista si era ammalato dopo la missione IBIS in Somalia”. Lo rende noto il presidente dell’associazione di tutela delle vittime Anavafaf Falco Accame attraverso il sito www.vittimeuranio.com. Secondo la sentenza “deve concludersi che, nel caso in discorso, vi sia stato un atteggiamento non commendevole e non ispirato ai principi di cautela e responsabilita’ da parte del Ministero della Difesa, consistito nell’aver ignorato le informazioni in suo possesso, gia’ da lungo tempo, circa la presenza di uranio impoverito nelle aree interessate dalla missione ed i pericoli per la salute dei soldati collegati all’utilizzo di tale metallo, nel non aver impiegato tutte le misure necessarie per tutelare la salute dei propri militari e nell’aver ignorato le cautele adottate da altri Paesi impegnati nella stessa missione, nonostante l’adozione di tali misure di prevenzione fosse stata piu’ volte segnalata dai militari italiani”. “Il Ministero della Difesa - si legge sempre nella sentenza - sapeva dunque, doveva ed era tenuto a sapere avendone l’obbligo giuridico, dell’uso di ordigni all’uranio impoverito, della sua pericolosita’ e dei rischi ad esso collegati, e doveva conseguentemente ispirare la propria azione ai principi di cautela e protezione, nella salvaguardia del personale inviato col contingente italiano, da pericoli incombenti e diffusi, ulteriori e diversi dall’ineliminabile rischio insito nel ‘mestiere di soldato’, in quel precipuo teatro di guerra, come si e’ detto connotato da forte presenza di sostanze nocive ed idonee ad innescare, su un numero indeterminato di persone, per le notizie al tempo gia’ disponibili, processi eziopatogenetici”. (AGI)

Vim

G8 LA MADDALENA: DELEGAZIONE USA IN VISITA PER DUE GIORNI

Lunedì, Gennaio 12th, 2009

(AGI) - Olbia, 12 gen. - Una delegazione della security statunitense, composta da una quindicina di persone, e’ giunta a La Maddalena per un sopralluogo in vista del G8 del prossimo luglio. La delegazione e’ arrivata stamani all’aeroporto di Olbia da dove, in auto e sotto scorta, ha raggiunto Palau e si e’ imbarcata alla volta dell’isola, dove e’ approdata intorno alle 12.30. Dopo aver pranzato al circolo ufficiali della Marina militare, la delegazione ha visitato i luoghi che, nel prossimo luglio, ospiteranno il vertice.

E’ stato il commissario straordinario per il G8, Guido Betolaso, accompagnato dal prefetto Marcello Fulvi, dal questore Cesare Palermi e dal comandante provinciale dei carabinieri, Paolo Carra, a illustrare alla delegazione statunitense i lavori in atto e le prescrizioni di sicurezza previste per la “zona rossa”. L’incontro si e’ svolto nella sede della protezione civile. La visita durera’ due giorni. (AGI)

Cli/Rob/Cog

MISSIONI ESTERO: AZZARATI I FONDI PER LA COOPERAZIONE CIVILE

Lunedì, Gennaio 12th, 2009

(AGI) - Roma, 12 gen. - Nella partita che si e’ giocata in Parlamento per il rifinanziamento delle missioni all’estero, il ministero della Difesa ha fatto la parte del leone e la voce di spesa per la ‘cooperazione civile’ e’ stata completamente azzerata. Nessun fondo alla Direzione generale della Farnesina per la Cooperazione, dunque, nel decreto legge sulle missioni varato dal governo e pubblicato i primi di gennaio sulla Gazzetta ufficiale: gli oltre cento milioni di euro che nel dl precedente garantivano gli stanziamenti alle attivita’ di cooperazione civile sono scomparsi. Un brutto colpo per il settore umanitario, che si somma al taglio del 56 per cento in finanziaria, che ha ridotto il budget per gli aiuti allo sviluppo a circa 320 milioni di euro. Vengono cosi’ meno gli impegni presi dall’Italia in sede internazionale nella lotta contro la poverta’ e ci allontanano ulteriormente dall’obiettivo di raggiungere lo 0,51 per cento del Pil per l’Aps entro il 2010 (tappa intermedia, indicata dall’Onu, dello 0,7 nel 2015). E proprio nell’anno in cui l’Italia assume la presidenza del G8.

Le operazioni di ricostruzione post-conflitto e il sostegno alla popolazione civile di Paesi martoriati dalla guerra, come Afghanistan e Iraq, passano totalmente nelle mani dei militari. Su questi due fronti l’esercito italiano puo’ contare su risorse nuove e piu’ ingenti: per i primi 6 mesi dell’anno la missione in Afghanistan costa 242,4 milioni di euro (il precedente governo ne stanzio’ 168,8), cifra che probabilmente sara’ confermata per il secondo semestre. Crescono di poco gli stanziamenti per la missione in Libano (192,1 milioni contro i 186 milioni); piu’ soldi anche per i Balcani (115,4 milioni contro i 92,5).

Il decreto inoltre indica una nuova voce di spesa: 16,36 milioni sono destinati (sempre per il primo semestre 2009) “all’impiego di personale militare negli Emirati Arabi Uniti, in Bahrein e a Tampa, per esigenze connesse con le missioni in Afghanistan e in Iraq” e anche 8,7 milioni per la missione anti-pirateria in Somalia.

In Africa aumentano, seppure di poco, gli stanziamenti per la cooperazione della Guardia di Finanza in Libia contro l’immigrazione clandestina (4,8 milioni contro i 4,1 precedenti). (AGI)

Gav

GAZA: CARUSO, PARTO DOMANI DA CIPRO CON NAVE CARICA DI AIUTI

Sabato, Gennaio 10th, 2009

(AGI) - Roma, 10 gen. - Salperemo domani da Larnaca, isola di Cipro, con la speranza di sbarcare a Gaza, siamo in tutto una trentina di persone, medici soprattutto, ma anche giornalisti e attivisti per i diritti umani, per portare quattro tonnellate di aiuti e medicinali ed un segnale di solidarieta’ ad un popolo stremato da bombardamenti, stragi ed assedio.

E’ quanto racconta, in una nota, il ‘no-global’, Francesco Caruso ex-deputato di Rifondazione Comunista. “Rompere l’assedio e violare il blocco navale, per rompere il muro di indifferenza e di silenzio che separa con sempre piu’ distanza - aggiunge - la nostra Europa ed il massacro di un popolo che scivola tra una notizia sull’andamento dei saldi e la prossima edizione del ‘Grande Fratello’. La nostra unica arma sara’ un barcone, una nave un po’ squattrinata che, ad occhio e croce - precisa - e’ una via di mezzo tra le attrezzate navi di assalto di Greenpeace ed i barconi degli immigrati che arrivano a Lampedusa”. Caruso poi osserva: “il viaggio durera’ 22 ore nella migliore delle ipotesi: arriveremo al blocco della marina israeliana, un blocco che viola sfacciatamente le norme sulla navigazione in acque internazionali e si arroga il diritto di incarcerare anche il mare. Abbiamo gia’ comunicato alle autorita’ il nostro programma di viaggio, la rotta che seguiremo, il carattere umanitario della missione”. Ed in caso di diniego da parte della marina militare israeliana? “Continueremo la rotta prestabilita - dice Caruso - comunicando via radio la nostra determinazione ad arrivare a Gaza per scaricare gli aiuti e il carattere illegale di qualsivoglia intervento violento teso a fermarci. Del resto il serbatoio della nave non contiene sufficiente carburante per effettuare un eventuale viaggio di ritorno ed anche per questo a Gaza dobbiamo - conclude - necessariamente sbarcare”. (AGI)

Pat

ANDREOTTI: A DIO CHIEDEREI UNA PROROGA PER STUDIARE LE LINGUE

Sabato, Gennaio 10th, 2009

(AGI) - CdV, 10 gen. - Per il suo novantesimo compleanno Giulio ANdreotti non ha chiesto regali particolari, anche se all’Osservatore Romano un desiderio alla fine se lo lascia scappare: al Signore, spiega, “se proprio posso, magari chiederei una proroga”. Si vive piu’ a lungo, sottolinea, tanto che “ci apprestiamo a festeggiare il centesimo compleanno di Rita Levi Montalcini”.

E’ la prima intervista del senatore a vita al quotidiano d’Oltretevere e Andreotti, scrive il redattore politico Marco Bellizzi, “sembra sempre sorvolare con invidiabile leggerezza la lunghissima rassegna degli anni trascorsi, con quel distacco che probabilmente e’ uno dei segreti della sua longevita’ come uomo pubblico”. Tanto che il suo unico rimpianto e’ quello di non aver potuto studiare le lingue, che tanto gli avrebbero fatto comodo nella sua lunga esperienza di ministro degli Esteri. Ma l’incarico piu’ “difficile” e’ stato, confida, quello di ministro della Difesa. “Avevo - racconta - un certo disagio iniziale. Io per ragioni fisiche — per insufficienza toracica — non sono stato ammesso al corso allievi ufficiali. Ho fatto il servizio militare in sanita’. Rimasi a Roma mentre purtroppo alcuni dei miei compagni andarono in guerra e non tornarono”. (AGI)

Siz

GAZA: GARANZIE DA ISRAELE,AGENZIE ONU ANNUNCIANO RIPRESA AIUTI

Sabato, Gennaio 10th, 2009

(AGI/AFP) - New York, 10 gen. - Le Nazioni Unite hanno annunciato l’imminente ripresa delle attivita’ assistenziali e della distribuzione degli aiuti alla popolazione nella Striscia di Gaza, dopo aver ricevuto da Israele “garanzie credibili circa il pieno rispetto per la sicurezza del proprio personale, delle installazioni e delle operazioni umanitarie”: lo si legge in un comunicato congiunto diffuso dal Palazzo di Vetro a tarda sera dall’Unrwa, l’Agenzia per i Soccorsi ai Rifugiati Palestinesi, e dell’Unsco, il Coordinatore Speciale per il Processo di Pace in Medio Oriente. “Su tali basi”, prosegue la nota, “i movimenti degli addetti dell’Onu sospesi ieri riprenderanno il piu’ presto possibile”. L’Unrwa, in particolare, aveva cessato ogni iniziativa giovedi’, dopo che due proietti sparati da mezzi corazzati israeliani si erano abbattuti su un suo convoglio, uccidendo uno dei conducenti dei camion e ferendone un altro; anche il Cicr, il Comitato Internazionale della Croce Rossa, era poi stato costretto a ridurre le proprie operazioni a Gaza quando un proprio veicolo era a sua volta stato colpito, in apparenza da fuoco proveniente dalle postazioni delle forze dello Stato ebraico. La decisione di ritornare al lavoro e’ stata presa in seguito a una riunione ad alto livello tra le parti tenutasi a Tel Aviv, presso la sede del Ministero della Difesa, nel corso della quale i rappresentanti israeliani hanno manifestato agli interlocutori il loro “profondo rammarico” per l’accaduto, assicurando inoltre che non rifletteva in alcun modo la linea politica ufficiale del governo. Nel documento unitario, comunque, ambedue le agenzie delle Nazioni Unite avvertono che “la sicurezza e l’incolumita’ del personale saranno tenute sotto costante revisione”. (AGI)

Pdo

IMMIGRATI: 490 SBARCATI NELLA NOTTE A LAMPEDUSA

Sabato, Gennaio 10th, 2009

(AGI) - Palermo, 10 gen. - Sono 490 i migranti sbarcati nella notte a Lampedusa, a poche ore dalla visita del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, proprio per parlare di misure contro l’immigrazione irregolare. Una nuova massiccia ondata di arrivi ha dunque investito l’isola, dove non erano piu’ giunti extracomunitari da Natale, quando in 48 ore circa duemila persone erano approdate sulle coste lampedusane.

Il gruppo piu’ numeroso, formato da 326 stranieri tra i quali 21 donne e 9 bambini, era su un barcone avvistato ieri pomeriggio da un peschereccio a 60 miglia a Sud di Lampedusa e ragiunto dalla nave “Spica” della Marina militare che ha imbarcato i migranti e li ha condotti sull’isola dove sono sbacati poco prima delle tre. Un altro barcone e’ stato soccorso alle due della scorsa notte dalle motovedette CP282, CP405 e CP818 della Guardia costiera. I passeggeri erano in questo caso 159. Infine, cinque immigrati sono stati intercettati a terra nella zona di Cala Francese. Secondo alcuni pescatori, sono stati depositati sulla riva all’alba da un grosso gommone che si e’ subito allontanato a velocita’.

Sono adesso un migliaio le persone ospitate nel centro di prima accoglienza di Lampedusa, dove la capienza massima e’ di 700 posti. (AGI)

Rap

IMMIGRATI: 490 SBARCATI NELLA NOTTE A LAMPEDUSA

Sabato, Gennaio 10th, 2009

(AGI) - Palermo, 10 gen. - Sono 490 i migranti sbarcati nella notte a Lampedusa, a poche ore dalla visita del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, proprio per parlare di misure contro l’immigrazione irregolare. Una nuova massiccia ondata di arrivi ha dunque investito l’isola, dove non erano piu’ giunti extracomunitari da Natale, quando in 48 ore circa duemila persone erano approdate sulle coste lampedusane.

Il gruppo piu’ numeroso, formato da 326 stranieri tra i quali 21 donne e 9 bambini, era su un barcone avvistato ieri pomeriggio da un peschereccio a 60 miglia a Sud di Lampedusa e ragiunto dalla nave “Spica” della Marina militare che ha imbarcato i migranti e li ha condotti sull’isola dove sono sbacati poco prima delle tre. Un altro barcone e’ stato soccorso alle due della scorsa notte dalle motovedette CP282, CP405 e CP818 della Guardia costiera. I passeggeri erano in questo caso 159. Infine, cinque immigrati sono stati intercettati a terra nella zona di Cala Francese. Secondo alcuni pescatori, sono stati depositati sulla riva all’alba da un grosso gommone che si e’ subito allontanato a velocita’.

Sono adesso un migliaio le persone ospitate nel centro di prima accoglienza di Lampedusa, dove la capienza massima e’ di 700 posti. (AGI)

Cli/Pa/Rap