Archivio per il Febbraio, 2009

MARINA: SI CONCLUDE MISSIONE 28°GRUPPO NAVALE IN ALBANIA

Lunedì, Febbraio 23rd, 2009

(AGI) - Roma, 23 feb. - Il 24 e 25 febbraio la Marina Militare celebra lo scioglimento del 28° Gruppo Navale in Albania (Comgrupnav 28) dopo dodici anni di attivita’. Domani, nella Base navale dell’isola di Saseno, sara’ ammainata per l’ultima volta la bandiera italiana ufficializzando il passaggio della Base dalla Marina Militare alle Forze armate albanesi e, in navigazione, a bordo della nave anfibia San Giorgio si svolgera’ la cerimonia del lancio della corona in mare per commemorare i caduti di Saseno. Mercoledi’ 25, sempre sulla nave San Giorgio, ancorata in porto a Durazzo, avra’ luogo la cerimonia di chiusura del 28° Gruppo Navale, alla presenza del Sottosegretario di Stato alla Difesa Giuseppe Cossiga, accompagnato dal Capo di Stato Maggiore della Marina Militare Ammiraglio di Squadra Paolo La Rosa, in rappresentanza del Capo di Stato Maggiore della Difesa. Inoltre parteciperanno il Ministro della Difesa della Repubblica d’Albania Gazmend Oketa, il Capo di Stato Maggiore Generale albanese, Generale di Brigata Maksim Malaj e il Capo Delegazione Italiana di Esperti in Albania. Il 28° Gruppo Navale e’ stato costituito il 15 aprile 1997 nell’ambito degli accordi bilaterali intercorsi tra il Governo italiano e quello albanese per debellare il fenomeno dei flussi migratori clandestini nel mar Adriatico. Nei dodici anni di presenza il personale della Marina italiana ha condotto un’intensa attivita’ di supporto e cooperazione con le forze navali albanesi per assicurare l’agibilita’ dei porti e garantire la sicurezza del trasporto degli aiuti umanitari per la popolazione albanese. La cooperazione fra i due Paesi, segnata da un’antica reciproca amicizia, si e’ via via sviluppata in diversi campi: formazione del personale militare, sviluppo di sistemi di sorveglianza marittima, ripristino dei segnalamenti marittimi, etc. raggiungendo alti e qualificati livelli d’intesa. (AGI)

Vim

ISRAELE: NETANYAHU GIOCA ANCORA CARTA PER GOVERNO LIKUD-KADIMA

Domenica, Febbraio 22nd, 2009

(AGI/AFP) - Gerusalemme, 22 feb. - Ottenuto l’incarico di formare un governo, Benjamin Netanyahu ha deciso di tentare un’altra carta per includere nel suo esecutivo il partito centrista Kadima. Questa la posta in gioco nell’incontro tra il premier designato e Tzipi Livni. Secondo diversi osservatori, Netanyahu mettera’ sul tavolo almeno due posti chiave nel governo, quali il ministero della Difesa e quello degli Esteri, garantendo inoltre a Kadima lo stesso numero di dicasteri che avrebbe il Likud. “Consapevole delle enormi sfide che ha di fronte il Paese”, ha affermato Netanyahu a poche ore dall’incontro con la Livni, “non c’e’ dubbio che formare un’unione sarebbe il nostro traguardo piu’ importante”.

A spingere il premier designato verso un nuovo tentativo di convincere la Livni, uscita vincitrice dalle elezioni per un solo seggio in Parlamento, e’ la convizione espressa da piu’ parti che un governo di destra, con la forte presenza dell’ultranazionalista antiarabo Avidgor Lieberman, possa fermare il delicato processo di pace in Medio Oriente. Il leader del Likud ha ribadito anche oggi il suo impegno di lavorare con Barack Obama per un accordo di pace in Medio Oriente. “Ho intenzione di collaborare con l’amministrazione Obama e di provare a far progredire gli obiettivi comuni della pace, della sicurezza e della prosperita’ per noi e per i nostri vicini”, ha affermato.

L’auspicio di un governo Likud-Kadima era arrivato sia dagli Stati Uniti che dall’Unione europea, ma a gelare le speranze era stata la Livni che al presidente Shimon Peres aveva ribadito la sua decisione di non entrare in un esecutivo guidato dall’ex premier: “Non saro’ una pedina di un governo che e’ contro i nostri ideali”, aveva detto.

Prima dell’incontro con Netanyahu, la leader di Kadima ha in programma un summit con i deputati del suo partito dai quali, secondo i media locali, starebbe ricevendo forti pressioni per accettare l’ingresso nel governo. (AGI)

Bag

MEDICINA: I 95 ANNI DEL NOBEL RENATO DULBECCO

Domenica, Febbraio 22nd, 2009

(AGI) - Roma, 22 feb. - Compie oggi novantacinque anni il biologo italiano Renato Dulbecco, vincitore del Premio Nobel per la medicina (insieme a David Baltimore e Howard Temin), grazie alle sue scoperte in materia di interazioni tra virus tumorali e materiale genetico della cellula. Dulbecco nasce a Catanzaro il 22 febbraio del 1914: si laurea in medicina nel 1936 presso l’universita’ di Torino, dove diventa assistente di Anatomia comparata, cattedra di cui e’ titolare Giuseppe Levi: negli anni dell’universita’ conosce Rita Levi Montalcini. Nel 1936 inizia il servizio militare e nel 1939 viene richiamato alle armi, inviato prima in Francia e poi in Urss, sul Don, da dove torna dopo alcuni mesi di ospedale militare: caduto il fascismo, Dulbecco entra a far parte delle Resistenza e del Cln della citta’ di Torino, diventando anche membro della giunta popolare guidata dal sindaco Giovanni Roveda. Dopo la guerra, riprende la sua attivita’ scientifica, con l’intenzione di occuparsi di genetica, entrando a far parte del gruppo di lavoro del biologo molecolare Salvador Luria - conosciuto negli anni dell’universita’. Nel 1947 si trasferisce Bloomington, dove scopre la fotoriattivazione dei batteriofagi inattivati con Uv. (AGI)

Red/Est (Segue)

GUANTANAMO: PENTAGONO A OBAMA, E’ UN CARCERE “UMANO”

Sabato, Febbraio 21st, 2009

(AGI/AFP) - Washington, 21 feb. - Guantanamo e’ un carcere umano, in linea con la Convenzione di Ginevra. Sarebbe questo il contenuto del rapporto consegnato dal Pentagono al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Una fonte dell’amministrazione ha riferito che il documento, richiesto da Obama poche ore dopo il suo insediamento alla Casa Bianca, e’ stato firmato dall’ammiraglio Patrick Walsh che ha sottolineato come i prigionieri siano trattati secondo la convenzione di Ginevra e le leggi riconosciute dagli Stati Uniti.

Amnesty International ha tuttavia messo in dubbio l’accuratezza del rapporto e il direttore, Tom Parker, ha sottolineato come non sia “una sorpresa”. “Alle organizzazioni per i diritti umani viene ancora negato l’accesso alle strutture e alle celle dei detenuti”, ha affermato Parker, aggiungendo che anche se non vi e’ stata la possibilita’ di condurre un’indagine autonoma, “vi sono elementi sufficienti per mettere in dubbio l’accuratezza del rapporto del Pentagono”. Nessun commento ufficiale dal Pentagono, che si era limitato ad annunciare di aver terminato il documento e di averlo inviato alla Casa Bianca.

Oltre ad annunciare la volonta’ di chiudere il centro, il presidente americano, due giorni dopo il suo insediamento alla Casa Bianca, aveva richiesto al Pentagono di consegnare entro trenta giorni un rapporto dettagliato sulla controversa prigione voluta da George W. Bush per i “nemici combattenti”. Il ministero della Difesa ha sempre sostenuto che i detenuti fossero trattati in condizioni umane e legali, anche se i gruppi che si battono per i diritti umani hanno piu’ volte espresso preoccupazione per le condizioni dei detenuti nella base navale in territorio cubano. Le regole della Convenzione di Ginevra sono basate sulla premessa che un prigioniero di guerra non e’ un criminale, ma semplicemente un avversario che non si vuole veder tornare al fronte e richiede quindi che i detenuti siano trattati umanamente e rilasciati una volta terminato il conflitto. (AGI)

Bag

GEORGIA: MOSCA FA BILANCIO DELLA GUERRA, 64 MORTI E 283 FERITI

Sabato, Febbraio 21st, 2009

(AGI/REUTERS) - Mosca, 21 feb. - Sessantaquattro morti e 283 feriti: e’ questo il bilancio delle vittime tra i militari russi durante la guerra in Georgia dell’agosto dell’anno scorso. I dati sono stati diffusi dal ministero della Difesa di Mosca. Per quanto riguarda Tbilisi, le autorita’ georgiane hanno parlato invece di 228 civili e 169 militari uccisi.

La Commissione d’inchiesta della Procura generale russa ha affermato di aver documentato la morte di 165 sudosseti, ma Mosca, durante la guerra, aveva tracciato un bilancio di duemila morti nella repubblica separatista. Sia Mosca che Tbilisi hanno sempre negato di aver usato una forza sproporzionata e di aver preso di mira i civili. (AGI)

Bag

AFGHANISTAN: DA INTEGRALISTI GB COMPONENTI PER BOMBE TALEBANI

Sabato, Febbraio 21st, 2009

(AGI/EFE/AFP) - Londra, 21 feb. - Parecchie tra le bombe utilizzate dai Talebani in Afghanistan per attentati contro le truppe occidentali, e segnatamente contro quelle britanniche, comprendono componenti elettronici difficilmente reperibili in loco, e che provengono in realta’ proprio dal Regno Unito: e’ quanto scrive oggi il quotidiano londinese ‘The Daily Telegraph’, secondo cui i congegni sono forniti ai guerriglieri afghano da correligionari che vivono in Gran Bretagna; questi ultimi li spediscono ad altri integralisti residenti in altri Stati della regione, e che li fanno poi pervenire a destinazione, oppure li trasportano con se’ in prima persona, raggiungendo il Pakistan per poi attraversare la frontiera e in tal modo rifornire gli ex studenti coranici. L’incredibile traffico e’ emerso in seguito al ritrovamento e all’attento esame di alcuni di tali ordigni. Sempre stando al giornale, della vicenda e’ stato infornato lo stesso ministro degli Esteri, David Miliband, in occasione della visita di due giorni da lui effettuata nel Paese asiatico la settimana scorsa; Miliband chiese a un artificiere come potessero i componenti per bombe raggiungere l’Afghanistan, e l’esperto gli rispose illustrando i diversi modi con cui il traffico clandestino puo’ essere alimentato. Alcuni tra i meccanismi elettronici contrabbandati dalla Gran Bretagna sono estremamente semplici, sul tipo dei comandi impiegati per l’aero-modellismo; altri tuttavia sono assai piu’ sofisticati: si va dai telecomandi a cellulari riadattati e caricati di esplosivo, in grado di essere azionati nel raggio di oltre un chilometro e mezzo. Un anonimo portavoce del ministero della Difesa ha commentato la vicenda sottolineando come i Talebani abbiano da tempo cambiato tattica, ricorrendo in misura sempre crescente agli attentati dinamitardi, resi appunto possibili dall’accresciuta disponibilita’ di materiale tecnologicamente avanzato. (AGI)

Pdo

QUIRINALE: PENSIONI PIU’ PESANTI, STIPENDI PIU’ LEGGERI

Sabato, Febbraio 21st, 2009

(AGI) - Roma, 21 feb. - In diminuzione anche i dipendenti, per il terzo anno di seguito. Risultato della cura dimagrante: “una contrazione complessiva di 251 unita’ del personale a disposizione dell’Amministrazione rispetto al 31 dicembre 2006 (74 nel corso del 2008). Alla data del 31 dicembre 2008 il personale di ruolo ammonta a 911 unita’ (con una riduzione di 76 unita’, di cui 34 nel 2008), il personale comandato e a contratto a 95 unita’ (con una riduzione di 13 unita’, di cui 2 nel 2008)”.

Discorso a parte quello sul personale militare, gia’ duramente ridotto in passato a partire dal suo reggimento piu’ famoso e rappresentativo. Complessivamente, militari e personale delle forze di polizia “distaccato per esigenze di sicurezza” arrivano insieme a “924 unita’ di cui 260 appartenenti al Reggimento Corazzieri (con una riduzione di 162 unita’, di cui 38 nel 2008)”. I corazzieri erano stati portati a 260 dodici mesi fa. Quest’anno la riduzione e’ minore. Praticamente, non si riempiono i posti di coloro che vanno in pensione. Chi va in pensione, invece, pesa direttamente sulle casse del Colle.(AGI)

Nic

IMMIGRATI: DUE IMBARCAZIONI MONITORATE NEL CANALE DI SICILIA

Sabato, Febbraio 21st, 2009

(AGI) - Palermo, 21 feb. - Le due capitanerie di porto di Palermo e Catania stanno monitorando due imbarcazioni che in nottata hanno raggiunto le acque internazionali tra Malta e e le isole Pelagie. Gia’ ieri sera una prima imbarcazione era stata individuata dalle autorita’ maltesi dopo che un migrante con il telefono satellitare aveva avvisato un parente il quale, a sua volta, aveva allertato la Guardia costiera. Le navi della Marina militare italiana in servizio di pattugliamento stanno seguendo l’evolversi della situazione, ma attendono indicazioni da Roma. Una seconda imbarcazione e’ stata localizzata in acque internazionali, nel Canale di Sicilia, e si dovra’ valutare se gli scafisti puntano su Malta o Lampedusa prima di intervenire. Sono stati allertati gli uffici marittimi di Pozzallo (Ragusa) e Lampedusa. (AGI)

Mrg

GUANTANAMO: PENTAGONO, PRONTO IL RAPPORTO PER OBAMA

Venerdì, Febbraio 20th, 2009

(AGI/AFP) - Washington, 20 feb. - Il Pentagono ha completato il rapporto sulle condizioni dei detenuti nel carcere di Guantanamo. La preparazione del documento era stata chiesta dal presidente americano, Barack Obama, per assicurarsi che i prigionieri venissero trattati secondo i principi della Convenzione di Ginevra e delle leggi americane. “Il rapporto e’ stato completato e spedito alla Casa Bianca”, ha affermato il portavoce del ministero della Difesa, Jeffrey Gordon. Oltre ad annunciare la volonta’ di chiudere il centro, il presidente americano aveva richiesto al Pentagono di consegnare entro trenta giorni un rapporto dettagliato sulla controversa prigione voluta da George W. Bush per i “nemici combattenti”.

Il ministero della Difesa ha sempre sostenuto che i detenuti fossero trattati in condizioni umane e legali, anche se i gruppi che si battono per i diritti umani hanno piu’ volte espresso preoccupazione per le condizioni dei detenuti nella base navale in territorio cubano.

Le regole della convenzione di Ginevra sono basate sulla premessa che un prigioniero di guerra non e’ un criminale, ma semplicemente un avversario che non si vuole veder tornare al fronte e richiede quindi che i detenuti siano trattati umanamente e rilasciati una volta terminato il conflitto.

Bag

MARZABOTTO: BOLOGNA, PRIMA UDIENZA FAMILIARI CONTRO STATO

Venerdì, Febbraio 20th, 2009

(AGI) - Bologna, 20 feb. - Si e’ svolta questa mattina presso la terza sezione civile della Corte di Appello di Bologna, la prima udienza nell’ambito del ricorso avanzato contro il Ministero della Difesa dai familiari delle vittime della strage di Marzabotto, i quali denunciano l’insabbiamento e il ritardo delle indagini sull’eccidio - oltre 750 civili furono uccisi - perpetrato dalle truppe naziste nelle colline di Monte Sole, tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944. I 270 familiari delle vittime costituitasi parte civile - difesi dagli avvocati Giuseppe Giampaolo e Andrea Speranzoni - hanno chiesto 480 milioni di euro a titolo di risarcimento calcolati sulla base della legge Pinto che stabilisce la durata ragionevole del processo e la conseguente equa riparazione. Tutto nasce con il ritrovamento, nel 1994 all’interno del cosiddetto “armadio della vergogna” di Palazzo Cesi a Roma dei fascicoli sugli eccidi dei nazisti in Italia tra cui anche gli atti, istituti nel Dopoguerra, relativi alla strage di Marzabotto. Questo fascicolo secondo l’avvocato Speranzoni era stato archiviato provvisoriamente “con un provvedimento giuridicamente abnorme che non e’ mai esistito nel nostro ordinamento. E’ stato un escamotage per insabbiare il fascicolo e per dare spazio alla Ragion di Stato”. Riferendosi al periodo compreso tra il 1994 e il 2002 i difensori delle famiglie, poi, lamentano anche “l’irragionevole durata di questa indagine” i cui fascicoli erano stati inviati, per competenza territoriale (nel dicembre del ‘94), alla Procura Militare di La Spezia. Formalmente sono stati avviati 4 ricorsi dai famigliari delle vittime. La sentenza di questo primo troncone - che vede come parti civili i familiari residenti in Emilia Romagna - e’ prevista nei prossimi giorni e sempre a Bologna si terra’ un’ulteriore udienza il 20 marzo. Il 6 marzo sono previsti gli altri due procedimenti davanti alla Corte di Appello di Genova. “Aspettiamo con serenita’ il giudizio - ha detto il presidente dell’Associazione dei famigliari delle vittime della strage di Marzabotto, Valter Cardi -. Tuttavia, il risarcimento non ripaghera’ mai il dolore e il danno recato ai parenti delle vittime”. (AGI)

Cli/Ari

QUIRINALE: DOMENICA CONCERTO IN CAPPELLA PAOLINA

Venerdì, Febbraio 20th, 2009

(AGI) - Roma, 20 feb. - Domenica 1° febbraio 2009, nel corso dell’apertura al pubblico del Palazzo del Quirinale, si terra’ alle ore 12.00 nella Cappella Paolina, un concerto del gruppo musicale Antiqua Latina diretto da Giordano Antonelli, con il seguente programma:

Dietrich Buxtehude: Sonata VI op.I

Georg Friedrich Händel: Sonata VI HVW 364b

Alessandro Scarlatti: Variazione su “La follia”

Arcangelo Corelli: Sonata op. 5 n. 7

Georg Friedrich Händel: Trio Sonata op. 5 n. 4

Il concerto sara’ trasmesso in diretta da Rai Radio 3

Nel pomeriggio alle ore 16.00 si svolgera’ il tradizionale cambio della Guardia d’Onore al Palazzo del Quirinale, al termine del quale la Banda della Marina Militare eseguira’ un concerto di cui si indica il programma:

M.A. Charpentier: Te Deum;

G. Verdi: Va Pensiero;

J.P. Sousa: The Thunderer;

F. Francia: Note in allegria;

T. Mario: La Ritirata.

(AGI)

Com/Sic

GUINEA EQUATORIALE: ALGERIA CONDANNA TENTATO GOLPE

Giovedì, Febbraio 19th, 2009

(AGI) - Abuja, 19 feb. - Ferma condanna della Nigeria all’assalto di martedi’ scorso al Palazzo presidenziale di Malabo, capitale delle Guinea Equatoriale, attacco prontamente respinto dalla forze governative locali. La Nigeria, ha detto il ministro degli Esteri Ojo Maduekwe in alcune dichiarazioni riportate dai quotidiani locali, ‘condanna in termini molto perentori l’attacco al governo della Guinea Equatoriale compiuto da bande criminali. Noi ci dissociamo da qualunque gruppo che compie atti cosi’ codardi. La Nigeria - ha spiegato Maduekwe - e’ solidale con il popolo e il governo della Guinea Equatoriale e si congratula con loro per come sono riusciti a sventare l’attacco. La sicurezza della Guinea Equatoriale e’ anche la sicurezza della Nigeria’.

Martedi’ scorso, secondo le ricostruzioni del governo di Malabo, gruppi di guerriglieri, provenienti dalla vicina Nigeria a bordo di lance a motore, erano sbarcati sull’isola di Bioko, dove si trova la capitale, e hanno tentato di assaltare il Palazzo presidenziale, incontrando pero’ la forte reazione delle truppe locali. Ne e’ scaturita una violenta battaglia protrattasi per diverse ore, finche’ gli assalitori non sono stati respinti e hanno cercato di fuggire. Negli scontri a fuoco, almeno uno di loro sarebbe rimasto ucciso; altri sarebbero annegati quando la loro imbarcazione e’ stata affondata dai colpi di artiglieria di unita’ della marina militare. Alla controffensiva ha preso parte anche l’aviazione con un elicottero da combattimento che ha bombardato gli aggressori. Illeso comunque il capo dello Stato Teodoro Obiang Nguema Mbasogo, al potere dal golpe che nel ‘79 gli permise di rovesciare lo zio, Francisco Macias Nguema, poi fatto giustiziare dal nipote stesso. (AGI)

Dan (Segue)

ARCHIVIO STATO CATANZARO: CIMINO, PROPOSTA LEDDA NON NUOVA

Giovedì, Febbraio 19th, 2009

(AGI) - Catanzaro, 19 feb. - “Paradossalmente, il pregio della proposta avanzata in questi giorni dall’onorevole Quirino Ledda, e’ di non essere originale, ne’ di esclusivo copyright. E’ da anni che tanti, interrogandosi sul futuro piu’ idoneo per l’edificio storico in cui era allocato l’ex Ospedale Militare, pensano di utilizzarlo quale sede dell’Archivio di Stato. Anche noi ne abbiamo fatto un cavallo di battaglia nell’ultima competizione elettorale per l’elezione del Sindaco”. Lo afferma Franco Cimino, consigliere comunale di Nuova Alleanza. “Ricordo questo - aggiunge - non per togliere un solo grammo all’iniziativa del coraggioso cultore delle bellezze storiche di Catanzaro, ma per affermare che se una idea contiene intelligenza e larga condivisione, quella e’ la proposta giusta. La piu’ sicura e di piu’ rapida esecuzione. La competenza sull’edificio e’ del Ministero della Difesa, cosi’ come la proprieta’ e’ del Demanio ? E chi se ne importa ? Anzi, meglio ! Ci troverebbe tutti uniti a far pressioni verso chi di dovere, per la migliore utilizzazioni degli edifici pubblici contro la deleteria logica dell’abbandono e delle non finalizzate dismissioni. La Citta’ ha sete di edifici importanti. Direi, che una delle cause della sua poverta’, consista nel non aver proprieta’ di beni storici. Addirittura, la Provincia possiede palazzi o parti di essi, che farebbero invidia alle piu’ antiche citta’. Allora, una delle politiche piu’ sagge, lo ripeto, sarebbe quella di recuperare l’uso a fini pubblici - secondo una programmazione lungimirante e coerente con il disegno di citta’ antica e moderna - di tutte le aree e strutture dismesse, o male impiegate, sia pubbliche che private. In questo principio andrebbe collocata, fuori da periodiche e generiche iniziative, la preziosa alleanza Ospedale Militare - Archivio di Stato. La verita’ e’ che si e’ puntato assai poco, negli anni, - aggiunge - su questo principio, di cui pochi conoscono l’importanza, anche di natura economica. Erroneamente, si pensa che l’Archivio sia l’armadio ammuffito dentro cui stipare carte ingiallite di un tempo che non ci appartiene. Una cosa morta come il tempo che fu. Si pensa inoltre che, proprio per tale ragione, il prodotto inanimato sia gia’ tutto e bell’e’ e pronto. Che ad esso non manchi niente e gli spazi possano essere trovati anche nell’attuale vecchia struttura, che per un “impossibile” interminabile restauro e’ stata costretta a dividere l’immenso patrimonio cartaceo, con destinazione della sua meta’ a Lamezia Terme. Nulla di piu’ sbagliato - aggiunge - L’Archivio di Stato e’ vita, anima che si estende al di la’ della quantita’ di documenti posseduti”. (AGI)

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