(AGI) - Roma, 25 mag. - “Penso che sia giusto che collochiamo gli episodi di respingimento di cui Maroni ha parlato, e che sono stati senza dubbio un efficacissimo spot elettorale, nel quadro delle regole che vigono in materia e che non credo siano quelle citate dal ministro”. Lo ha detto Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd in Senato, parlando in Aula dopo la relazione del ministro dell’Interno, Roberto Maroni.
“Non ho nessuna intenzione di essere aggressiva - ha continuato Anna Finocchiaro - ma ho intenzione di metter in chiaro le cose perche’ da questo si possa, cambiando registro, andare avanti, anche insieme ove possibile. Maroni si e’ inoltrato su un terreno sicuramente ‘impressivo’ dal punto di vista dell’opinione pubblica: quello di dire che queste barche di migranti erano in un’aperta, evidente condotta illecita, quella cioe’ di trasportare illecitamente migranti irregolari in Italia, probabilmente un pezzo dell’attivita’ di un’organizzazione criminale dedita appunto al traffico di esseri umani. A questo punto io non capisco piu’, perche’ la legge Bossi-Fini, alla quale sicuramente ha contribuito anche il ministro Maroni, enuncia un principio che e’ esattamente ribadito in tutte le fonti internazionali. L’articolo 12 comma 9 bis e 9 quater della Bossi-Fini, indica che quando una nave della marina militare italiana o una nave italiana con funzione di polizia incrocia, anche in acque internazionali, un natante che si abbia fondato motivo di ritenere stia svolgendo, come in questi casi, un’attivita’ criminale di traffico di esseri umani, la scorta in un porto dello Stato italiano. Ne’ ci risulta - prosegue la Finocchiaro - che da parte delle autorita’ di Tripoli ci sia stato nessun accordo perche’ quell’attivita’ illegale fosse la’ punita, contrariamente ad ogni convenzione internazionale e alla nostra legislazione: ma sul punto Maroni glissa. E non invocate per favore l’accordo Italia-Libia, perche’ non c’entra affatto, visto che le tre navi italiane che hanno incrociato il barcone non stavano affatto agendo nell’ambito di quell’accordo di cooperazione ma invece passavano li’ per altri ragioni. Ma soprattutto, qualunque norma si sia ritenuta di potere applicare, e in questo caso non si sa quale norma si stata applicata, Maroni non e’ stato chiaro sul punto e io mantengo tutte le mie riserve, essa non puo’ in nessun modo ledere il diritto dei richiedenti asilo. La disciplina del diritto di asilo viene addirittura considerata disciplina consuetudinaria e dunque tale da prescindere dalla ratifica di tutti gli atti internazionali che prevedono i diritti degli asilanti, a cominciare dalla Convenzione di Ginevra del 1951″. (AGI) (AGI) - Roma, 25 mag. - “Peraltro l’Italia ha una disciplina sull’asilo perche’ l’abbiamo fatta noi con il precedente governo. Se nel 2008 sono state accolte il 49,46% delle richieste di protezione internazionale avanzate da immigrati arrivati in Italia, sono dati del ministero dell’Interno - ha continuato Anna Finocchiaro - non e’ difficile supporre che su quelle imbarcazioni che sono state riportate al porto di Tripoli ci fossero persone aventi il diritto di asilo. Peraltro sulla base della convenzione 2008 del 1989 sulla protezione dei minori, esiste un comitato per i minori stranieri presso la presidenza del Consiglio dei Ministri che deve autorizzare il fatto che minori vengano rimpatriati, respinti. Noi abbiamo avuto 2294 minori non accompagnati solo a Lampedusa tra il maggio 2008 e il marzo 2009. Forse si poteva pensare che su quel barcone ci fossero anche minori non accompagnati, che dunque potevano godere di questa tutela. Nel 2008 a Lampedusa il 52 per cento delle persone sbarcate erano donne nigeriane e c’era il fondato sospetto che fossero vittime di tratta. Ci si e’ domandati se su quelle imbarcazioni ci fossero donne vittime di tratta? La verita’ e’ che siamo di fronte ad un respingimento collettivo, vietato dall’articolo 4 del protocollo quadro aggiuntivo della convenzione europea sui diritti umani, che vieta respingimenti senza provvedimenti individuali. Anche la Corte di Cassazione con una sentenza del 2005 ha precisato che l’articolo 4 vieta il respingimento senza un esame ragionevole e obiettivo delle ragioni e delle difese dinnanzi alle autorita’ competenti di ciascun soggetto. Il diritto di asilo comprende in se’, come ormai principio assodato del diritto internazionale, il diritto di accesso e di richiesta: cioe’ hai il diritto di venire sul territorio italiano perche’ hai il diritto di fare la domanda presso il posto di polizia in Italia. E’ questo il punto, e non e’ una previsione che mi invento io, e’ previsto dalla legge, e’ previsto dalla Convenzioni internazionali e’ previsto dalla direttive europee. E’ il momento del Patto europeo dell’immigrazione, e’ il momento del global approach. E’ il momento degli accordi di ammissione, dei centri della cooperazione, come ci ha ricordato oggi il cardinal Bagnasco con parole critiche nei confronti dell’operato del governo nei confronti di questi respingimenti. La politica dell’immigrazione - ha concluso Anna Finocchiaro - non si puo’ fare a spizzichi e bocconi, si deve fare onorando l’articolo 10 della nostra Costituzione che per prima sanci’ un diritto che oggi viene ancora cosi’ incompiutamente onorato dall’Italia, anche con i respingimenti collettivi di cui questo governo si e’ fatto autore. (AGI)
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